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Giorgia Meloni e il bagno di realtà

3 Lug 2023 - Approfondimenti Politici

Giorgia Meloni e il bagno di realtà

Giorgia Meloni non si mostra delusa dopo l’ultimo corpo a corpo in Consiglio Europeo con Orban e Morawiecki. I massimi rappresentanti del gruppo di Visegrad, precursori del pugno di ferro contro gli immigrati, non fanno sconto al Premier italiano e l’accordo sulla ripartizione dei migranti sfuma.

Il ruolo di Polonia e Ungheria

Il Presidente del Consiglio, abile nel dribblare le domande di Monica Guerzoni, apprezza chi difende gli interessi nazionali, anche se gli interessi della nostra nazione cozzano con quelli di Ungheria e Polonia. Certo, nello scacchiere internazionale Ungheria e Polonia oggi giocano un ruolo cruciale: sono l’avamposto dell’occidente. Ma l’Italia non può attendere oltre e il bel tempo porta sempre più disperati ad affrontare il viaggio della speranza.

Aumento degli sbarchi

Negli ultimi giorni sono migliaia gli immigrati approdati sulle nostre coste e l’Africa del Nord somiglia sempre più ad un colabrodo. Meloni ha una visione ampia sul tema immigrazione: bisogna evitare le partenze, su questo dobbiamo ragionare. Lei parla di dimensione esterna all’Europa e, ancora sfugge alla domanda principale: come si interagisce con i paesi del Nord Africa? La risposta è sconosciuta, parliamoci chiaro.

Il piano Mattei è realizzabile?

La Libia è preda di tribù, capipopolo, mercenari, interessi di svariati Stati. La Tunisia si barcamena ed è sull’orlo del default, l’Egitto e la Turchia sono sotto l’influenza di due uomini impegnati a conservare il potere e propensi a trattare la politica estera come se stessero giocando a Risiko. Il cinismo ormai non consente di portare neanche un ragionamento umanitario: contano solo i soldi che l’Unione Europea dovrebbe cacciare dalle proprie tasche per dei piani di sviluppo. Il Piano Mattei è un’idea affascinante, ma ad oggi è una suggestione: forse in seguito si concretizzerà, almeno lo speriamo.

Il PNRR

E poi in Europa l’Italia si gioca la partita della revisione del Patto di Stabilità. Ed entriamo nel merito delle questioni con delle contrattazioni sul filo dei nervi: ratifichiamo le modifiche del Meccanismo Europeo di Stabilità se si allentano le catene del patto di Stabilità, liberando più risorse del bilancio pubblico. Ma questo è un braccio di ferro pericoloso, anche perché sul PNRR viaggiamo lentamente e tra terza e quarta rata ci giochiamo anche la credibilità.

Elezioni europee dietro l’angolo

Meloni sul Corriere della Sera è scivolata con disinvoltura, si è difesa con arguzia e ha risposto anche sulla questione Santanché, difendendola con molto coraggio data la circostanza.
Ma in realtà la situazione rischia di scappare di mano: è il tempo delle risposte in vista delle elezioni europee. Meloni, sempre sul Corriere, definisce l’alleanza PPE-PSE non proprio naturale, osserva il vento spirare a destra e in Spagna si vedranno gli effetti tra qualche mese, è convinta che i Conservatori faranno incetta di seggi.

Asse Conservatori-Popolari

Non parla di accordi il Premier italiano, ma sta lavorando alacremente per un asse Popolari –Conservatori. Sarebbe il coronamento della sua carriera: lei, donna cresciuta alla Garbatella, prima leader conservatrice europea a cambiare il corso della storia del vecchio continente. Altro che sogno americano, qui siamo in italia!

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