I frigoriferi hackerati nei supermercati non sono più un episodio francese. Nella notte tra domenica 1 e lunedì 2 novembre la manomissione da remoto degli impianti di refrigerazione ha attraversato l’Europa: Svezia, Belgio, Lussemburgo, Irlanda. Temperature portate fino a 50 gradi, tonnellate di cibo da buttare, nessuna rivendicazione. E a fine giornata sono arrivate le prime conferme ufficiali anche in Italia: in Sicilia l’operatore dei punti Coop parla apertamente di attacco hacker, e l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale ha messo in allerta l’intera filiera del freddo.
Frigoriferi hackerati nei supermercati di mezza Europa: la notte del 2 novembre
A Stoccolma l’attacco è scattato alle due di notte. «C’è stato un attacco informatico e tutti i nostri congelatori sono arrivati a 50 gradi», ha raccontato alla Reuters Engla Ingwall, responsabile vendite di un punto Ica in franchising, scoperto il disastro solo ore dopo: «È tutto distrutto». La catena Ica parla di un numero limitato di negozi colpiti; la svedese Coop ha confermato un incidente informatico con manomissione non autorizzata dei sistemi di refrigerazione in sette dei suoi 800 punti vendita. In Belgio e Lussemburgo l’«incidente informatico» notturno di Ahold Delhaize ha investito decine di negozi, Carrefour ha contato 15 punti colpiti su 700 in Belgio, il gruppo Colruyt ha dichiarato attacchi ai sistemi frigo di cinque negozi Spar, Ikea un negozio belga. In Irlanda il grossista Musgrave ha ritirato prodotti refrigerati e surgelati dalla vendita in 13 supermercati SuperValu. Un macellaio belga ha trovato i frigoriferi a 18 gradi e stimato 15.000 euro di carne da buttare. Secondo la Reuters i negozi colpiti sono decine, in diversi Stati; solo in Belgio Euronews ne conta 75.
La stessa tecnica della Francia: centraline connesse e sbrinamento forzato
Il copione è quello del 12 ottobre in Francia, dove secondo la polizia gli hacker avevano preso il controllo degli impianti di centinaia di supermercati, provocando incendi e perdite di cibo. Almeno una parte degli impianti colpiti lunedì usa tecnologia di controllo della temperatura della danese Danfoss, la stessa finita nel mirino in Francia: l’azienda ha detto di stare lavorando con i clienti per applicare le correzioni. Il meccanismo l’ha descritto all’agenzia Belga Stephan Moelans, amministratore delegato di Sabcobel, l’installatore che gestisce gli impianti frigo di Delhaize: gli evaporatori sono stati commutati da remoto in modalità di sbrinamento, e così la temperatura è salita nel corso della notte. Tom Hegel, ricercatore della società di sicurezza SentinelOne, ha spiegato alla Reuters perché la grande distribuzione è un bersaglio facile: le catene gestiscono «enormi parchi di controllori di refrigerazione, sistemi di gestione degli edifici, pannelli di accesso e casse».
L’Italia: la conferma in Sicilia, la notifica toscana, l’attacco rilevato in Emilia
Nel pomeriggio di lunedì la notizia è arrivata anche dall’Italia: sei supermercati in Sicilia, più le segnalazioni di un’azienda toscana e di una emiliana della filiera alimentare. Per la Sicilia la conferma è arrivata dall’operatore stesso. «Abbiamo avuto la conferma che si tratta di un attacco hacker in almeno quattro supermercati Coop in Sicilia», ha detto all’Adnkronos Giuseppe Spadaro, direttore generale del gruppo Radenza, che gestisce i punti Coop sull’isola: «Abbiamo avuto degli attacchi, ma il problema è stato già circoscritto». L’attacco, ha precisato, è avvenuto «alle 4 del mattino», e sono stati avviati i protocolli con l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale. Secondo l’ANSA i punti colpiti sono almeno tre a Catania e uno a Palermo. Radenza gestisce i negozi in franchising: Coop Italia ha fatto sapere che nella sua rete diretta non risultano anomalie. L’Acn, dal canto suo, ha ricevuto una notifica di incidente prevista dalla direttiva Nis da un’azienda toscana della ristorazione collettiva e ha rilevato — non ancora notificato — un attacco ai danni di un’impresa emiliana della produzione di surgelati. Per gli altri guasti segnalati le verifiche sono in corso: che l’intera serie italiana appartenga alla stessa mano europea non è ancora un fatto accertato, e nessuna autorità lo ha affermato.
La risposta dell’Agenzia è partita prima dell’esito delle verifiche. L’Acn ha richiamato gli operatori della grande distribuzione, della logistica alimentare, della refrigerazione industriale e le società di manutenzione a controllare «con la massima urgenza» l’eventuale esposizione su Internet dei sistemi di controllo e di teleassistenza, a isolarli dalle reti aziendali, a rafforzare gli accessi da remoto con reti private virtuali e autenticazione a più fattori e a sostituire i dispositivi non più supportati dai produttori. Per martedì 3 novembre è fissato un incontro con le federazioni di settore e le principali catene della grande distribuzione nazionale. Lo stesso giorno, alle 11.30, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano coordinerà a Palazzo Chigi una riunione per fare il punto sugli attacchi.
Nessuna rivendicazione: l’obiettivo è la fiducia nella catena del cibo
Chi ha colpito non ha chiesto denaro e non ha firmato nulla, né lunedì né in Francia. Per Hegel, l’assenza di richieste finanziarie punta al sabotaggio più che all’estorsione. Il commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen ha usato le parole più nette: il ripetersi degli attacchi è «profondamente preoccupante» e costituisce «un tentativo deliberato di interrompere la nostra catena di approvvigionamento alimentare e di minare la fiducia dei consumatori in essa», pur precisando che la sicurezza alimentare in Europa non è attualmente a rischio. Sul piano tecnico, attribuire l’attacco è quasi impossibile: «Non si sa chi ci sia dietro, e potrebbe non essere mai determinato», ha detto Katrien Eggers, portavoce del Centro belga per la cybersicurezza; e Hegel ha aggiunto che chi entra in un pannello di controllo esposto «non lascia quasi nulla dietro di sé: un adolescente e un servizio di intelligence apparirebbero quasi identici a chi deve difendersi». È questa l’asimmetria che rende l’operazione efficace: per rovinare il cibo di cento negozi basta una centralina dimenticata su Internet, mentre chi indaga parte da zero indizi. La difesa, al contrario, è nota e non richiede miracoli: togliere gli impianti dalla rete aperta, chiudere gli accessi remoti deboli, aggiornare o rottamare i dispositivi senza più supporto. Che servano due ondate in un mese per imporla dice quanto la catena del freddo fosse scoperta. I frigoriferi hackerati nei supermercati resteranno un’arma finché spegnerli da remoto costerà meno che proteggerli.
Fonti
- Reuters (via CBC) – Another cyberattack on supermarket fridges sweeps Europe, leaving food spoiled
- Euronews – Cyberattacks hit supermarket fridges and freezers in Europe, Belgium launches investigation
- Adnkronos – «Freezer in tilt nei supermercati», l’Italia nel mirino degli hacker: l’allarme
- ANSA – Attacchi hacker ai supermercati, alert Agenzia cyber in Italia
- ANSA – Supermercati sotto attacco hacker anche in Italia, riunione a Palazzo Chigi con l’Intelligence
- La Nuova Venezia (ANSA) – Ue, attacchi ai supermercati tentativo d’interrompere approvvigionamento alimentare
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