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Italia

Sicurezza, espulsioni e coltelli ai minori sono già legge: cosa aggiunge il decreto di ottobre

Antonio Antipari

Il pacchetto con espulsioni più facili e modello Caivano nazionale era un'anticipazione Adnkronos di gennaio, diventata il decreto 23 di febbraio. Dopo le violenze di Milano il governo ha varato il decreto 190: nuovo reato per le piazze violente, minori presunti imputabili dai 14 anni, sanzioni ai genitori.

Riassunto dell'articolo

Il pacchetto sicurezza con espulsioni più facili, modello Caivano su base nazionale e stretta sui coltelli tra i minorenni era un'anticipazione Adnkronos del 7 gennaio 2026. È diventato il decreto-legge 23 del 24 febbraio, convertito con la legge 54 del 24 aprile: divieto di vendita di coltelli ai minori, sanzioni ai genitori, ammonimento del questore esteso ai 12-14enni, annotazione preliminare in un registro separato per chi agisce con una causa di giustificazione, norme più rapide sulle espulsioni. Dopo le violenze di Milano del 17 e 18 ottobre il governo ha varato il decreto-legge 190 del 22 ottobre: reato di violenza organizzata nelle manifestazioni, imputabilità presunta dai 14 anni, multe ai genitori, 500 militari a Milano. L'Anm lo giudica miope; il Parlamento deve convertirlo entro il 21 dicembre.

Il «nuovo pacchetto sicurezza» con espulsioni più facili, modello Caivano su base nazionale e stretta sui coltelli tra i minorenni non è una novità di questi giorni. È il contenuto di un’anticipazione pubblicata da Adnkronos il 7 gennaio 2026, che circola di nuovo dopo le violenze di Milano. Da allora quel cantiere è diventato legge, e il 22 ottobre il governo ha aggiunto un secondo decreto.

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Per capire a che punto è la stretta bisogna quindi distinguere tre testi: il decreto Caivano del 2023, il decreto sicurezza di febbraio e il decreto-legge 190 di ottobre.

Che cosa annunciava Adnkronos a gennaio

Secondo le fonti di governo citate dall’agenzia, il pacchetto avrebbe toccato tre fronti: immigrazione, forze di polizia e sicurezza urbana. Sull’immigrazione erano allo studio procedure semplificate e tempi più brevi per le espulsioni.

Sulla sicurezza urbana si valutava di estendere a livello nazionale il modello Caivano, con una maggiore responsabilizzazione dei genitori su vendita e possesso di coltelli tra i minorenni. L’agenzia citava anche i cosiddetti «maranza» e le baby gang.

Per le forze dell’ordine tornava una proposta di Fratelli d’Italia: evitare l’iscrizione automatica nel registro degli indagati di chi usa legittimamente la forza. Le stesse fonti precisavano che non si trattava di uno «scudo penale».

Il decreto di febbraio: coltelli, genitori, registro separato

Il Consiglio dei ministri ha approvato il pacchetto il 5 febbraio. È diventato il decreto-legge 24 febbraio 2026, n. 23, convertito con la legge 54 del 24 aprile, come avevamo raccontato al momento del via libera definitivo.

Sui coltelli il testo vieta la vendita di strumenti da punta e da taglio ai minorenni, anche online, e inasprisce le pene per chi porta lame oltre gli 8 centimetri senza giustificato motivo. Se il reato è commesso da un minorenne, è prevista una sanzione amministrativa per i genitori.

Del modello Caivano il decreto non ha fatto un piano nazionale. Ne ha allargato uno strumento: l’ammonimento del questore, ora applicabile anche ai ragazzi tra i 12 e i 14 anni e a reati come lesioni, minacce, rissa e furto.

La proposta sull’uso legittimo della forza è diventata l’«annotazione preliminare». Quando appare evidente una causa di giustificazione, come la legittima difesa, il pubblico ministero annota il fatto in un registro separato invece di iscrivere la persona tra gli indagati. La valutazione resta al magistrato, come aveva sottolineato il ministro della Giustizia Carlo Nordio.

Sulle espulsioni il decreto interviene su più punti. Chi viola un secondo ordine di allontanamento viene trattenuto in un Cpr o espulso per via amministrativa. Il magistrato di sorveglianza deve decidere entro 15 giorni sull’espulsione dei detenuti stranieri. Viene abrogato il gratuito patrocinio senza limiti di reddito per i ricorsi contro le espulsioni.

Il modello Caivano, dal 2023 alle periferie

Il decreto-legge 123 del 15 settembre 2023 fu la risposta del governo agli stupri di Caivano: misure contro il disagio giovanile, la povertà educativa e la criminalità minorile. Nel 2025 il cosiddetto Caivano bis ha portato lo stesso metodo in altre periferie: Rozzano, Quarticciolo e Alessandrino a Roma, Scampia-Secondigliano, Orta Nova, Rosarno-San Ferdinando, San Cristoforo a Catania e Borgo Nuovo a Palermo.

Il piano vale 180 milioni in tre anni ed è affidato al commissario Fabio Ciciliano. Gli interventi vanno dalle strutture sportive alla nuova tenenza dei Carabinieri di Orta Nova.

Il decreto di ottobre dopo le violenze di Milano

Il terzo testo nasce dagli scontri e dai saccheggi di Milano del 17 e 18 ottobre. Dei 271 fermati in città, circa l’80 per cento era minorenne. «Devastare e rubare non è protesta, è criminalità», ha detto Giorgia Meloni.

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto il 20 ottobre. È il decreto-legge 22 ottobre 2026, n. 190, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 246 e in vigore dal 23 ottobre.

Introduce il reato di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, da 2 a 5 anni, e da 4 a 12 anni per chi organizza o promuove i gruppi, anche online. Dai 14 anni la capacità di intendere e di volere si presume, salvo prova contraria: è la norma che il governo aveva presentato a luglio in un disegno di legge sull’imputabilità dei minori.

Per i genitori di minorenni coinvolti sono previste sanzioni da 500 a 1.000 euro, raddoppiate in caso di recidiva. Il questore può vietare ai minori dai 14 anni di radunarsi con determinate persone in luoghi indicati. L’accompagnamento preventivo, fino a 12 ore, si estende ai luoghi molto affollati. A Milano arrivano 500 militari in più per Strade Sicure fino al 31 dicembre.

Le critiche e i prossimi passaggi

Il 24 ottobre il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Tango, ha definito «miope» rispondere ai fatti di cronaca con nuovi reati, che a suo giudizio intasano i tribunali e aggravano le difficoltà delle carceri. Lo stesso Tango ha condannato le violenze e ha espresso solidarietà agli agenti feriti, come abbiamo riportato nel resoconto della sua relazione.

Le opposizioni avevano già attaccato a luglio la presunzione di imputabilità. Per il deputato del Pd Mauri la norma «criminalizza un’intera generazione».

Il Parlamento ha 60 giorni per convertire il decreto 190, quindi entro il 21 dicembre. Su un ulteriore pacchetto oltre questo testo non risultano annunci ufficiali del governo né bozze attribuite a fonti identificabili.

Fonti

Adnkronos, “Espulsioni più facili e ‘modello Caivano’ su base nazionale, governo lavora a nuovo pacchetto sicurezza” (7 gennaio 2026)
Sky TG24, “Decreto Sicurezza, via libera del Cdm. Dal fermo preventivo allo scudo penale: le misure” (5 febbraio 2026)
Normattiva, decreto-legge 24 febbraio 2026, n. 23
Camera dei deputati, “D.L. 23/2026 – Disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica” (scheda del provvedimento)
Integrazionemigranti.gov.it, “Convertito in legge il DL 23/2026 su sicurezza e migrazione” (aprile 2026)
Normattiva, decreto-legge 15 settembre 2023, n. 123 (decreto Caivano)
Il Fatto Quotidiano, “Dalla palestra a Rozzano al nuovo comando dell’Arma di Orta Nova: i progetti del decreto Caivano. I sindaci: ‘Non siano solo securitari'” (13 marzo 2025)
ANFP, “Decreto sicurezza: pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto-legge n. 190 del 22 ottobre 2026” (ottobre 2026)
Giurisprudenza Penale, “Approvato un decreto-legge in tema di sicurezza pubblica e contrasto alla criminalità minorile: il comunicato stampa del Governo” (21 ottobre 2026)
Sky TG24, “Dal fermo preventivo ai minori imputabili, tutte le nuove misure del decreto sicurezza” (21 ottobre 2026)
Internazionale, “In Italia il decreto sicurezza colpisce i minorenni” (23 ottobre 2026)
ANSA, “Anm, ‘miope rispondere con nuovi reati alle notizie di cronaca’” (24 ottobre 2026)
Sky TG24, “Imputabilità minori per reati commessi tra i 14 e i 18 anni: cosa prevede Ddl governo Meloni” (24 luglio 2026)

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