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Geopolitica

Israele vota domani: Eisenkot avanti nei sondaggi, ma nessuno ha i 61 seggi

Antonio Antipari

Primo voto dopo il 7 ottobre 2023. Kan, Canale 12 e Canale 13 danno Yashar davanti al Likud e il blocco Netanyahu a 50 seggi: decidono Bennett, i partiti arabi e la soglia del 3,25%.

Riassunto dell'articolo

Israele vota il 27 ottobre 2026, prima volta dopo il 7 ottobre 2023. Gli ultimi sondaggi di Kan, Canale 12 e Canale 13 (23 ottobre) danno Yashar di Gadi Eisenkot primo con 22-23 seggi davanti al Likud di Netanyahu (19-21), con il blocco di governo a 50 e l'opposizione tra 52 e 56: nessuno arriva a 61. Solo Direct Polls per i24NEWS dà il Likud primo. Decisivi Bennett, i partiti arabi, la soglia del 3,25% e la scelta del presidente su chi incaricare.

Israele elegge domani, martedì 27 ottobre, la sua ventiseiesima Knesset. È il primo voto nazionale dopo il 7 ottobre 2023 e mette di fronte il premier Benjamin Netanyahu e l’ex capo di stato maggiore Gadi Eisenkot. Negli ultimi sondaggi delle tre principali televisioni il partito di Eisenkot, Yashar, è primo. Nessuno dei due schieramenti, però, raggiunge i 61 seggi su 120 necessari per governare.

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Il voto quindi non consegna un governo. Decide chi avrà la forza di provare a formarlo, e con quali alleati.

Gli ultimi sondaggi: Yashar primo, blocchi sotto quota 61

La legge israeliana vieta di pubblicare sondaggi da sabato fino alla chiusura dei seggi, alle 22 di martedì, quando le televisioni diffonderanno gli exit poll. Gli ultimi numeri sono dunque quelli usciti venerdì 23 ottobre.

Per Kan (istituto Kantar) Yashar ha 22 seggi e il Likud 20. Per Canale 12 (Midgam) Yashar ne ha 23 e il Likud 21. Per Canale 13 (Madad) Yashar 22 e Likud 19. Terzo in tutte e tre le rilevazioni è B’Yachad di Naftali Bennett, con 14 o 15 seggi.

Sui blocchi i tre sondaggi coincidono in un punto: la coalizione di Netanyahu si ferma a 50 seggi. L’opposizione sionista ne ha 52 per Kan, 56 per Canale 12 e 54 per Canale 13. I partiti arabi, Lista Unita e Ra’am, ne raccolgono 14 o 16.

Fa eccezione il sondaggio Direct Polls per i24NEWS, condotto il 22 ottobre su oltre 5.000 intervistati: Likud primo con 26 seggi, Yashar a 21, blocco Netanyahu a 59. Resta comunque sotto la maggioranza.

Sulla scelta del premier, il sondaggio Lazar per Maariv pubblicato il 23 ottobre dà Eisenkot al 49% contro il 41% di Netanyahu. Nello stesso sondaggio Bennett supera Netanyahu 45 a 43.

Eisenkot contro Netanyahu

Eisenkot ha guidato le Forze di difesa israeliane dal 2015 al 2019. Dopo il 7 ottobre è entrato nel governo d’emergenza come ministro senza portafoglio. Suo figlio Gal, riservista, è stato ucciso nel nord di Gaza nel dicembre 2023. Ha fondato Yashar nel settembre 2025, dopo la rottura con l’alleanza di Benny Gantz.

Il 21 ottobre, a Radio 103FM, ha chiuso alla grande coalizione: «Assolutamente no. Non servirò sotto Netanyahu, nemmeno in un accordo di rotazione».

Netanyahu ha chiuso la campagna sulla sicurezza. Ha avvertito che senza un governo del Likud potrebbe nascere uno Stato palestinese, e i suoi profili ufficiali hanno pubblicato l’immagine di una bomba atomica su Tel Aviv. Il 18 ottobre Donald Trump gli ha dato su Truth Social il suo «completo e totale sostegno», lodandolo per la partecipazione agli attacchi americani contro l’Iran iniziati a febbraio. La guerra con Teheran, e il modo in cui Washington deciderà le prossime mosse, pesano sul voto quanto il bilancio del 7 ottobre.

L’attacco di Hebron a quattro giorni dalle urne

Venerdì 23 ottobre due soldati israeliani sono stati uccisi e tre feriti in un attacco a un posto di blocco vicino a Hebron. I due assalitori sono stati uccisi. Netanyahu ha annullato gli impegni di campagna, è andato sul posto e ha annunciato: «Agiremo per distruggere questo posto, per cambiarlo completamente».

Hebron e la vicina Halhul sono state isolate. Secondo il municipio di Hebron gli sfollati sono più di 2.200. L’esercito ha fatto sapere che i valichi tra Cisgiordania e Israele resteranno chiusi fino a dopo il voto.

Chi decide la maggioranza

Il primo arbitro è Bennett, che con i suoi 14-15 seggi sta nel campo dell’opposizione ma non coincide con Eisenkot. Il secondo sono i partiti arabi. Eisenkot ha escluso un’alleanza con loro, e Avigdor Lieberman (Yisrael Beytenu) ha detto: «Formeremo una coalizione composta esclusivamente da partiti sionisti». Eppure senza i voti arabi l’opposizione, nei sondaggi, non arriva a 61.

Ra’am di Mansour Abbas si è detta pronta a entrare in una coalizione, come nel 2021. La Lista Unita offre un’altra strada: non votare contro un governo anti-Netanyahu alla fiducia, senza farne parte, in cambio di impegni su uno Stato palestinese e sulla criminalità organizzata.

Il terzo arbitro è la soglia di sbarramento del 3,25%. Sotto di essa i voti di una lista si perdono per il suo campo. Amcha Yisrael dell’ex generale Ofer Winter è sotto soglia in tutti e tre i sondaggi televisivi, ma i24NEWS le dà 4 seggi. Winter ha però detto che non entrerà in un governo Netanyahu senza una legge sul servizio militare per tutti.

La lista dei Riservisti di Yoaz Hendel e Yaron Zelekha ha 4 seggi per Kan ed è sotto soglia per Canale 12 e Canale 13. Hendel non ha scelto uno schieramento.

Anche dentro il blocco di governo i conti non sono chiusi. I partiti haredi, alleati di Netanyahu, dicono che non entreranno in alcun governo prima di una legge che esenti dalla leva la maggior parte degli ultraortodossi.

Dopo il voto

Dopo lo spoglio il presidente consulta i partiti e affida l’incarico non automaticamente al leader della lista più votata, ma a chi ha più possibilità di formare una maggioranza. Per questo Eisenkot chiede un distacco netto: se Yashar non staccherà chiaramente il Likud, l’incarico potrebbe andare per primo a Netanyahu. «Netanyahu vuole un pareggio, ma Israele ha bisogno di un ko», ha detto nelle ultime ore di campagna.

Se nessuno riuscirà a mettere insieme 61 deputati, Israele potrebbe tornare alle urne, con Netanyahu premier ad interim fino al nuovo governo. Tra il 2019 e il 2022 la Nazione ha votato cinque volte.

Fonti

The Times of Israel, “Final polls before election show both blocs short of majority, small parties out of Knesset” (24 ottobre 2026)
Ynetnews, “Final Israel election polls put Eisenkot’s Yashar ahead of Likud, but neither bloc wins a majority” (23 ottobre 2026)
i24NEWS, “Final election polls point to deadlock as neither bloc secures a majority” (23 ottobre 2026)
Anadolu Agency, “Poll shows Netanyahu’s bloc losing 3 seats as opposition leads with 54 to 48 ahead of Israeli elections” (23 ottobre 2026)
The Jewish Chronicle, “Israel election: Gadi Eisenkot’s Yashar party in a nutshell” (4 ottobre 2026)
The Jerusalem Post, “Eisenkot rules out serving in Netanyahu-led government, even under rotation deal” (21 ottobre 2026)
NBC News, “Trump endorses Benjamin Netanyahu ahead of pivotal Israeli election” (18 ottobre 2026)
Ynetnews, “Israel election enters final 24 hours: Netanyahu’s digital blitz, Eisenkot’s knockout bid” (26 ottobre 2026)
ABC News, “Benjamin Netanyahu seizes on Hebron attack to mount major West Bank offensive” (24 ottobre 2026)
CBS News, “Israeli military to close West Bank crossings ahead of upcoming elections as massive operation underway” (25 ottobre 2026)
Al Jazeera, “Israeli elections: What are the possible outcomes?” (25 ottobre 2026)
The Times of Israel, “Eisenkot warns at campaign rally: Netanyahu will ‘stop at nothing’ to stay in power” (26 ottobre 2026)

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