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Geopolitica

Reuters: Hezbollah si riarma con i soldi dell’Iran in vista di una nuova guerra

Bruno Bindel

Secondo fonti della sicurezza libanese citate da Reuters, dalla tregua di giugno il movimento ricostruisce comando e arsenale con decine di milioni di dollari da Teheran. Washington promette di strangolarne le finanze, Beirut ne chiede il disarmo.

Riassunto dell'articolo

Secondo Reuters (26 ottobre 2026), fonti della sicurezza libanese riferiscono che Hezbollah si prepara da tre mesi a una possibile nuova guerra con Israele, con decine di milioni di dollari dall'Iran destinati soprattutto a esplosivi e droni, e sta ricostruendo le strutture di comando. I fondi si aggiungerebbero ai circa 200 milioni per gli sfollati rivelati il 7 ottobre, che il Dipartimento di Stato aveva negato. Hezbollah nega il crollo del suo comando e rivendica la resistenza all'occupazione israeliana del sud, mentre a Beirut il governo Salam spinge per il disarmo.

Hezbollah si prepara da tre mesi a una possibile ripresa della guerra con Israele, grazie a nuovi fondi arrivati dall’Iran. Lo ha scritto oggi, lunedì 26 ottobre, l’agenzia Reuters, citando fonti della sicurezza libanese e una persona vicina al movimento sciita. Secondo le stesse fonti, il gruppo non ha ancora completato né la ricostituzione delle scorte né quella delle forze combattenti.

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Il riarmo arriva dopo due guerre con Israele dal 2024, che hanno ucciso migliaia di combattenti e molti dei dirigenti del movimento, fondato nel 1982 dalle Guardie rivoluzionarie iraniane, e distrutto gran parte del suo arsenale.

Esplosivi e droni

Due fonti della sicurezza libanese hanno riferito a Reuters che Hezbollah ha sfruttato la sostanziale sospensione dei combattimenti in vigore da giugno per riarmarsi, puntando soprattutto su esplosivi e droni da far esplodere contro le postazioni israeliane.

Una di queste fonti e una persona vicina al gruppo sostengono che l’Iran ha versato decine di milioni di dollari per rafforzarne le capacità militari. La cifra non è stata confermata né da Hezbollah né da Teheran, che non ha mai riconosciuto di finanziare il movimento.

Un indizio concreto c’è. Il 5 ottobre le forze di sicurezza libanesi hanno fermato a un posto di blocco a Dahr el-Baydar, tra la valle della Bekaa e il Monte Libano, un furgone con centinaia di chili di esplosivi, tra cui TNT e C-4. Il 15 ottobre il deputato di Hezbollah Hassan Fadlallah ha rivendicato il carico: appartiene «alla resistenza», ha detto, chiedendo la liberazione dei due uomini arrestati. Un dirigente del movimento e una fonte della sicurezza hanno spiegato a Reuters che quegli esplosivi erano destinati ai droni.

La ricostruzione del comando

L’altra priorità è la catena di comando. Una delle fonti libanesi e altri tre funzionari della sicurezza riferiscono che il gruppo sta ricostruendo le strutture di comando e controllo saltate nelle battaglie decisive, e che deve ancora rimediare alle perdite subite a Bint Jbeil e sulla dorsale strategica di Ali al-Taher.

Interpellato da Reuters, l’ufficio stampa di Hezbollah ha negato che il suo sistema di comando sia crollato e ha affermato che l’occupazione israeliana di terra libanese rende la resistenza un diritto legittimo. Il movimento non ha detto se entrerà in un eventuale nuovo conflitto: secondo lo stesso ufficio stampa, vuole evitare di offrire ai dirigenti israeliani un pretesto per un’escalation in Libano e teme che la sua base debba sfollare di nuovo.

I 200 milioni per gli sfollati

I fondi per il riarmo si aggiungerebbero ai circa 200 milioni di dollari che, secondo un’altra esclusiva Reuters del 7 ottobre, Hezbollah ha ricevuto da Teheran a settembre per aiutare le famiglie sfollate nelle sue roccaforti. Le fonti parlavano di un primo versamento di 3.000 dollari a famiglia, per circa 50.000 nuclei, e di intermediari che avrebbero trattenuto il 20%.

Washington aveva contestato quella notizia. Il portavoce del Dipartimento di Stato Tommy Pigott aveva detto che quel denaro «non c’è», accusando Hezbollah di cercare di salvare la faccia con «false storie» di afflussi di denaro dall’Iran.

Oggi, alla nuova rivelazione, un portavoce del Dipartimento di Stato ha risposto che gli Stati Uniti continueranno a strangolare le finanze di Hezbollah con le sanzioni e altre misure. Per il Tesoro americano l’Iran sta finendo il denaro e i canali per trasferirlo.

Il Libano tra occupazione e disarmo

Hezbollah è entrato nella guerra regionale il 2 marzo, aprendo il fuoco a sostegno dell’Iran. Gli attacchi israeliani che ne sono seguiti hanno ucciso in Libano più di 4.000 persone e costretto a lasciare le case un quarto della popolazione. I combattimenti si sono in gran parte fermati in estate, quando un’intesa provvisoria tra Iran e Stati Uniti ha incluso una tregua in Libano. Israele continua però a colpire il sud e ne occupa ampie zone, compresi i villaggi che erano il cuore del radicamento di Hezbollah.

Intanto a Beirut cresce la pressione per il disarmo. Il governo del primo ministro Nawaf Salam ha messo al bando le attività militari del movimento già il 2 marzo, decisione che Hezbollah ha più volte ignorato. A giugno Libano e Israele hanno concordato, con la mediazione americana, un’intesa quadro che prevede zone pilota in cui Israele dovrebbe ritirarsi e l’esercito libanese disarmare il gruppo. Secondo l’analista Marcel Baloukji, sentito da Al Jazeera, quell’intesa è ferma.

Dopo il sequestro degli esplosivi, Salam ha promesso di trattare le armi fuori dal quadro legale «con la fermezza necessaria». Hezbollah ha finora rifiutato di disarmare finché le truppe israeliane resteranno in Libano.

Perché adesso

Il riarmo cade in giorni decisivi. Domani Israele va alle urne per la prima volta dopo il 7 ottobre 2023. Oggi i rappresentanti di Arabia Saudita, Turchia e Pakistan sono a Teheran per il vertice del Patto della Mecca con l’Iran, mentre Donald Trump dice di dover scegliere tra un accordo con Teheran e l’opzione di «finirli», come ha detto a Fox News.

Se Washington riaprirà il fronte con l’Iran, il Libano rischia di essere il primo a riaccendersi. I soldi iraniani servono a questo: tenere in piedi il principale alleato di Teheran nel Levante, pronto per una guerra che potrebbe non decidere da solo. A pagarne il prezzo, ancora una volta, sarebbe lo Stato libanese, che non controlla né il suo confine meridionale né le armi sul suo territorio.

Fonti

Reuters via Khaleej Times, “Hezbollah prepares for new regional war with millions of dollars from Iran: Sources” (26 ottobre 2026)
The Times of Israel, “Hezbollah reportedly readying for new regional war, with funds from Iran” (26 ottobre 2026)
Reuters via Al-Monitor, “Exclusive-Lebanon’s Hezbollah gets $200 million from Iran to help displaced, sources say” (7 ottobre 2026)
Reuters via Internazionale, “Hezbollah says it owned confiscated explosives, meant to attack Israel” (15 ottobre 2026)
Al Jazeera, “Division in Lebanon over Hezbollah’s confiscated explosives” (16 ottobre 2026)
Bloomberg via The Spokesman-Review, “Trump says decision time nears on Iran: deal or ‘finish it off'” (25 ottobre 2026)

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