Matteo Salvini resta segretario della Lega fino al 2030 e lega il nuovo mandato a una richiesta precisa: basta soldi e armi all’Ucraina. Domenica 25 ottobre, al congresso straordinario dell’Allianz MiCo di Milano, i delegati lo hanno rieletto con 465 voti contro i 146 dello sfidante Massimo Garavaglia. Poche ore prima, dal palco, il vicepremier aveva chiesto loro il mandato per portare questa posizione in Consiglio dei ministri.
Tra un intervento e l’altro gli è arrivata la telefonata di Giorgia Meloni. Il giorno dopo la linea è più prudente: nessuna richiesta immediata in Consiglio dei ministri, ma contrarietà a un nuovo decreto per il 2027.
Il mandato chiesto per alzata di mano
«Alla pace devi arrivarci. In questi 5 anni abbiamo assistito il popolo ucraino in ogni modo possibile, ma io penso che questo congresso mi darà, se mi risceglierete come segretario federale, il mandato di andare in Cdm e di portare la posizione chiara della Lega: non possiamo continuare a mandare soldi e armi all’Ucraina», ha detto Salvini nel discorso che ha preceduto il voto.
Poi ha chiesto alla platea: «Alzi la mano chi ritiene che io abbia questo mandato». Quasi tutti l’hanno alzata. «Ok, mozione approvata all’unanimità», ha commentato. Nello stesso intervento ha aggiunto un sospetto: «Non vorrei che una parte di questi soldi fosse finita in tasca a qualche funzionario corrotto vicino a Zelensky».
Il voto e il partito
Il voto segreto ha dato a Salvini il 76% dei 611 voti validi, su 705 delegati; circa 94 tra astenuti, schede bianche e nulle. È la quarta conferma alla guida del partito; al congresso di Firenze, nell’aprile 2025, era stato rieletto per acclamazione.
Garavaglia, senatore, presidente della commissione Finanze ed ex ministro del Turismo, era sostenuto dal capogruppo al Senato Massimiliano Romeo. Il suo quasi 25%, per Romeo, dimostra che il disagio nel partito «non era un’invenzione». In mattinata il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti aveva detto ai delegati: «Va tutto bene? No, non va tutto bene».
Il congresso ha introdotto una segreteria politica di massimo nove membri, che Salvini conta di formare in «una o due settimane». Il nuovo simbolo sarà «Lega Italia federale», con Alberto da Giussano e senza il nome del segretario: ne avevamo dato conto nella cronaca del voto.
La telefonata di Meloni
Secondo la ricostruzione di Repubblica, ripresa da altre testate, Meloni ha chiamato Salvini nella pausa tra il primo e il secondo intervento. Il senso: una richiesta del genere mette in difficoltà il governo. A parlare della telefonata e dell’irritazione della premier sono stati ambienti vicini al vicepremier; Palazzo Chigi non l’ha commentata.
Dopo la rielezione il tono è cambiato. Salvini ha posto la questione come una domanda: se, «dopo 4 anni di conflitto e migliaia di morti», mandare altre armi e altri soldi sia ancora la via migliore per la pace. «Ci si può porre questo quesito?». E ha chiesto che il governo vada avanti «fino all’ultimo giorno».
Fonti vicine a Meloni, riferisce Il Giornale d’Italia, derubricano l’uscita a retorica da congresso e sono convinte che la Lega, al momento di votare, non si sfilerà.
Il nodo è il decreto di dicembre
Il bersaglio vero non è il prossimo Consiglio dei ministri, quello in cui Salvini aspetta la legge di bilancio. È il decreto Ucraina. L’ultimo, approvato dal Consiglio dei ministri il 29 dicembre 2025 dopo un rinvio dovuto proprio ai dubbi della Lega, autorizza la cessione di mezzi ed equipaggiamenti militari a Kiev fino al 31 dicembre 2026, con priorità agli aiuti logistici e civili.
Secondo Il Giornale d’Italia, la Lega non porterà subito in Consiglio dei ministri una richiesta di stop, ma resta contraria al rinnovo per il prossimo anno. Senza un nuovo decreto entro fine anno, l’autorizzazione scade.
I 90 miliardi
Un dato del discorso va precisato. Salvini ha parlato di «90 miliardi di euro» inviati a Kiev. Quella cifra corrisponde al prestito deciso dal Consiglio europeo nel dicembre 2025 per il biennio 2026-2027, finanziato con debito comune dell’Unione e garantito dal suo bilancio: non sono fondi stanziati direttamente dal bilancio italiano.
La domanda di fondo resta legittima: dopo quattro anni di guerra, fin dove debba arrivare il sostegno militare della Nazione a Kiev.
Fonti
Il Fatto Quotidiano, “Congresso Lega, Salvini rieletto segretario con 465 voti: stop armi Ucraina e nuovo simbolo” (25 ottobre 2026)
Il Giorno, “Congresso della Lega, Salvini rieletto segretario federale con 465 voti: «Basta soldi e armi all’Ucraina». E presenta il nuovo simbolo” (25 ottobre 2026)
Adnkronos, “Salvini rieletto segretario della Lega con 465 voti: Garavaglia si ferma a 146” (25 ottobre 2026)
ANSA, “Salvini, se confermato segretario dirò in Cdm stop soldi e armi all’Ucraina” (25 ottobre 2026)
LaPresse, “Lega, Salvini rieletto segretario con 465 voti: Garavaglia si ferma a 146 – La diretta” (25 ottobre 2026)
il Giornale, “Lega, Salvini confermato segretario. La frecciata ai dissidenti: «Invitare a boicottare Pontida è tradimento del leghismo». E promette: «Basta soldi a Kiev»” (25 ottobre 2026)
Il Giornale d’Italia, “Congresso Lega, Salvini riconfermato tra tensioni e telefonata di Meloni: resta il no agli aiuti all’Ucraina per il 2027” (26 ottobre 2026)
Il Giornale d’Italia, “Salvini rieletto segretario della Lega lancia lo stop alle armi a Kiev, Meloni non si scompone e derubrica queste parole come «solo retorica da congresso»” (26 ottobre 2026)
L’Espresso, “Il Cdm approva il decreto Ucraina. Accanto alla priorità per gli aiuti logistici e civili rimangono le forniture militari” (29 dicembre 2025)
ItaliaOggi, “Consiglio europeo, prestito di 90 miliardi all’Ucraina. No all’uso degli asset russi. Rinvio Mercosur” (19 dicembre 2025)
MilanoFinanza, “Ucraina, salta il prestito con gli asset russi. L’Ue sceglie il debito comune per finanziare Kiev” (19 dicembre 2025)
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