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Pil in calo in Italia, stabile in Europa

31 Lug 2023 - Approfondimenti Politici

Pil in calo in Italia, stabile in Europa

L’Istituto nazionale di statistica (Istat) ha diffuso oggi le sue stime preliminari sul prodotto interno lordo (Pil) dell’Italia e dell’Europa nel secondo trimestre del 2023, evidenziando una situazione di contrasto tra i due contesti economici.

 Il Pil italiano

Secondo l’Istat, il Pil italiano, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è diminuito dello 0,3% rispetto al trimestre precedente, quando era cresciuto dello 0,6%.

Si tratta della prima flessione congiunturale dopo dieci trimestri consecutivi di crescita. La variazione acquisita per il Pil italiano per il 2023 è pari allo 0,8%, in leggera discesa rispetto al valore del primo trimestre, che era stato pari allo 0,9%.

L’Istat spiega che la contrazione del Pil italiano è dovuta principalmente a una diminuzione del valore aggiunto sia nel comparto dell’agricoltura, silvicoltura e pesca sia in quello dell’industria, mentre il valore aggiunto dei servizi ha registrato un lieve aumento.

Dal lato della domanda, vi è stato un contributo negativo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto nullo della componente estera netta.

Il secondo trimestre del 2023 ha avuto tre giornate lavorative in meno rispetto al trimestre precedente e una giornata lavorativa in meno rispetto al secondo trimestre del 2022, fattori che potrebbero aver influito negativamente sull’attività economica.

 L’Eurozona

Nel contempo, il Pil nell’Eurozona è aumentato dello 0,3% ed è rimasto stabile nell’insieme dei ventisette Paesi dell’Unione europea, rispetto al trimestre precedente.

Si tratta di un miglioramento rispetto al primo trimestre del 2023, quando l’Eurozona aveva fatto registrare una crescita zero e il Pil era aumentato dello 0,2% nell’Ue.

Su base annua, rispetto al secondo trimestre del 2022, il Pil fa registrare un aumento rispettivamente dello 0,6% e dello 0,5% nelle due aree.

Eurostat non fornisce dettagli sulle componenti della crescita europea, ma si può ipotizzare che alcuni Paesi abbiano beneficiato di una maggiore dinamicità dei consumi e degli investimenti grazie alla progressiva riapertura delle attività dopo i lockdown imposti dalla pandemia di Covid-19.

L’Inflazione

L’Istat e Eurostat hanno pubblicato anche i dati sull’inflazione a luglio 2023.

In Italia, l’indice nazionale dei prezzi al consumo (NIC) è sceso al 6%, il livello più basso da aprile 20221.

L’Istat attribuisce la riduzione dell’inflazione alla diminuzione dei prezzi dei beni energetici non regolamentati e dei servizi relativi ai trasporti.

In Europa, l’inflazione nell’Eurozona è prevista al 5,3%, in calo rispetto al 5,5% registrato a giugno.

Eurostat prevede che alimentari, alcol e tabacco registreranno il tasso annuo più elevato a luglio (10,8%), seguiti dai servizi (5,6%), beni industriali non energetici (5,0%) ed energia (-6,1%).

Le stime pubblicate oggi sono soggette a revisioni nei prossimi mesi, in base alla disponibilità di dati più aggiornati e completi. Tuttavia, esse offrono già un quadro indicativo delle tendenze economiche in Italia e in Europa nel secondo trimestre del 2023

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