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Lombardia

Milano, la balena di Allegrucci brucia davanti alla Triennale

Marcello De Santis 2 min di lettura

Doveva rappresentare la “fragilità del futuro”, e invece è diventata l’ennesima vittima dell’incuria presente. L’opera incendiata da un cittadino egiziano. Il sindaco Sala? Assente, come sempre.

Riassunto dell'articolo

Un cittadino egiziano ha incendiato la grande balena in cartapesta esposta davanti alla Triennale di Milano, parte della mostra “La fragilità del futuro”. Il rogo, doloso, è l’ennesimo segnale del declino urbano sotto l’amministrazione Sala, incapace di garantire sicurezza e decoro. La città è ormai ostaggio del degrado e di una visione ideologica dell'accoglienza che ha spalancato le porte all’illegalità diffusa.

Un rogo nel cuore della città “vetrina”

La Milano raccontata nei salotti della sinistra, patinata e all’avanguardia, è solo una cartolina stinta che non regge più alla realtà. Lunedì mattina, davanti alla Triennale, un’enorme balena in cartapesta è stata data alle fiamme. Simbolo di una mostra dal titolo profetico – “La fragilità del futuro” – l’opera è stata ridotta in cenere da un incendio doloso. Il presunto autore? Un cittadino egiziano fermato poco dopo nei paraggi.

CREAZIONE SITI WEB
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Un’altra vittima del degrado urbano

Non è solo l’ennesimo atto vandalico: è il simbolo di una città abbandonata, in cui l’arte, la bellezza e il decoro vengono sistematicamente calpestati da chi, grazie a un’idea distorta e ideologica di accoglienza, è libero di delinquere indisturbato. Nessun presidio, nessuna sicurezza, nessuna visione: solo caos, incuria e omertà istituzionale.

La mano straniera sul rogo della cultura

È diventato un copione: episodi violenti, criminali identificati quasi sempre come stranieri nordafricani, e una classe dirigente che finge di non vedere. Il piromane fermato è egiziano, ma guai a dirlo ad alta voce: si rischia la scomunica progressista. Intanto Milano affonda nella paura e nell’impotenza.

La sinistra che distrugge i simboli che dice di amare

Il paradosso è amaro: l’opera di Allegrucci voleva lanciare un grido ambientalista, raccontare la vulnerabilità del mondo naturale. Ma in questa città amministrata dalla sinistra radical chic, anche la fragilità dell’arte è un bersaglio. E l’artista non è vittima di un processo naturale, ma dell’inciviltà spalancata dalle politiche fallimentari di chi governa.

Sala, il sindaco delle passerelle

E mentre Milano brucia, letteralmente, Beppe Sala continua a curare la sua immagine su Instagram. Nessuna parola, nessuna indignazione, nessuna assunzione di responsabilità. Il sindaco “green” e “inclusivo” ha ridotto una capitale culturale in un campo di battaglia quotidiano. La legalità? Un optional. La sicurezza? Delegata al caso.

Una città ostaggio della retorica dell’accoglienza

È ora di dirlo chiaramente: l’utopia dell’accoglienza senza regole ha fallito. Milano non è più una città europea, è una metropoli allo sbando dove chiunque può colpire impunemente, sapendo che le istituzioni saranno più preoccupate di giustificare che di reprimere. Intanto, a pagare sono i cittadini onesti, l’arte, la cultura, la bellezza.

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Marcello De Santis
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