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Le dichiarazioni di Nordio scatenano le polemiche

13 Lug 2023 - Italia

Le dichiarazioni di Nordio scatenano le polemiche

Le dichiarazioni di Nordio sull’associazione esterna mafiosa scatenano le polemiche.
Il ministro della Giustizia ha rilanciato la sua proposta di riformare il concorso esterno in associazione mafiosa, un reato che secondo lui “non esiste” e che è frutto di una “creazione giurisprudenziale”. Le sue parole hanno suscitato le reazioni indignate di alcuni esponenti della società civile e della magistratura, che lo accusano di voler favorire i politici collusi con la mafia.

Cos’è il concorso esterno in associazione mafiosa

Il concorso esterno in associazione mafiosa è una figura penale introdotta dalla giurisprudenza negli anni ’90, per colpire chi, pur non facendo parte dell’organizzazione criminale, ne favorisce le attività con il proprio contributo materiale o morale. Si tratta di un reato autonomo rispetto al favoreggiamento, che richiede una forma di partecipazione consapevole e stabile al progetto criminoso della mafia.

Il concorso esterno in associazione mafiosa è stato applicato in diversi processi storici, come quello a Giulio Andreotti, accusato di avere rapporti con Cosa Nostra, o quello a Marcello Dell’Utri, condannato per aver fatto da tramite tra Silvio Berlusconi e i boss siciliani. Il reato è previsto dall’articolo 416 bis del codice penale, che punisce chiunque promuova, costituisca, organizza o diriga un’associazione di tipo mafioso o vi partecipi.

Cosa vuole fare Nordio

Il ministro Nordio ha dichiarato di voler “rimodulare” il concorso esterno in associazione mafiosa, perché lo considera un “ossimoro” e un “concetto contraddittorio”. Secondo lui, non si può essere concorrenti ed esterni allo stesso tempo, e il reato non sarebbe previsto dal codice penale, ma sarebbe una creazione dei giudici della Cassazione.

Nordio ha precisato di non voler eliminare il reato, ma di volerlo riformare in modo da renderlo più chiaro e strutturato. Ha sostenuto che si può essere favoreggiatori all’esterno dell’organizzazione mafiosa, ma che allora bisogna usare la fattispecie del favoreggiamento e non quella del concorso esterno. Ha aggiunto che pensare che la sua proposta possa fare un favore ai mafiosi è una “vuota metafisica dell’intelletto speculativo”.

Le critiche a Nordio

Le dichiarazioni di Nordio hanno scatenato le polemiche di chi difende il concorso esterno in associazione mafiosa come uno strumento fondamentale per contrastare la mafia e i suoi alleati. Tra i più duri, Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo Borsellino ucciso dalla mafia nel 1992. Borsellino ha accusato Nordio di voler “sconfessare apertamente la legislazione voluta da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”, i due magistrati simbolo della lotta alla mafia.

Anche l’Associazione Nazionale Magistrati ha espresso la sua contrarietà alla riforma voluta da Nordio, definendola “inaccettabile” e “pericolosa”. Secondo l’ANM, il concorso esterno in associazione mafiosa è un reato ben definito dal codice penale e dalla giurisprudenza consolidata, che ha permesso di colpire i rapporti tra mafia e politica, economia e istituzioni. L’ANM ha invitato il ministro a rispettare l’autonomia e l’indipendenza della magistratura.

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