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Europa

«Gen Z regelt» finisce in saccheggi: notte di violenza a Francoforte, negozi devastati e oltre 30 fermi

Hans Keller 5 min di lettura

Decine di migliaia di giovani in piazza pacificamente in più di 30 città, poi la notte: a Francoforte negozi saccheggiati, un'armeria assaltata, molotov contro la polizia e le unità speciali SEK in campo. Il ministro dell'Interno dell'Assia Poseck parla di estremisti di sinistra, quello federale Dobrindt di proteste dirottate. Rhein: «Scioccato dagli eccessi di violenza».

Riassunto dell'articolo

Sabato 31 ottobre 2026 le proteste dell'iniziativa «Gen Z regelt» hanno portato in piazza pacificamente decine di migliaia di giovani in più di 30 città tedesche (oltre 100.000 secondo gli organizzatori), ma in serata la situazione è degenerata a Francoforte, Amburgo e Colonia. A Francoforte, dopo un corteo pomeridiano di circa 8.000 persone sciolto dalla polizia, gruppi mascherati hanno sfondato le vetrine della Zeil, saccheggiato negozi, assaltato un'armeria da cui sono state rubate armi (due poi sequestrate dalla polizia), lanciato pietre, fuochi d'artificio e bottiglie molotov contro gli agenti; in campo le unità speciali SEK, oltre 30 fermi provvisori entro tarda sera, feriti tra le forze dell'ordine. Il ministro-presidente dell'Assia Boris Rhein si è detto scioccato dagli eccessi di violenza. Il ministro dell'Interno del Land, Roman Poseck, ha parlato di circa cento violenti di estrema sinistra e di una «rovinosa saldatura» con giovani violenti, annunciando una linea dura; il ministro federale Dobrindt ha detto che le proteste sono state dirottate da gruppi di sinistra e teppisti dell'ambiente migrante. Ad Amburgo 120 persone in custodia e 11 agenti feriti. A Berlino un corteo serale dell'area di sinistra, distinto dall'iniziativa, si è chiuso con lanci di bottiglie e petardi, 27 agenti feriti in modo lieve e fino a 56 fermi. Il portavoce dell'iniziativa ha confermato la partecipazione alle proteste europee del 20 novembre.

Il verdetto è arrivato, ed è quello che la vigilia temeva. Le proteste Gen Z in Germania si sono chiuse nella notte tra sabato e domenica con le immagini che gli organizzatori avevano promesso di evitare: a Francoforte negozi saccheggiati, un’armeria assaltata, bottiglie molotov contro la polizia. Di giorno, in più di 30 città, avevano manifestato pacificamente decine di migliaia di giovani secondo la dpa, oltre centomila secondo gli organizzatori, che però ne attendevano almeno 182.000. Di notte, a decidere il racconto della giornata è stata una minoranza mascherata.

CREAZIONE SITI WEB
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Francoforte: la Zeil saccheggiata e l’armeria assaltata

Il corteo di Francoforte era partito nel pomeriggio dalla Weseler Werft, sul lungofiume del Meno: nel momento di massima partecipazione, secondo la polizia, erano circa 8.000, in maggioranza giovani, per scuole, giustizia sociale e contro il carovita. Verso le 18:20 la polizia ha sciolto il corteo dopo lanci di petardi e pietre. Un’ora e mezza più tardi è cominciato il saccheggio, sulla Zeil, la via dello shopping, tra la Hauptwache e la Konstablerwache. I reporter della dpa hanno visto gruppi di persone entrare nei negozi attraverso le vetrine sfondate e rubare scarpe da ginnastica e altra merce. Anche un’armeria è stata attaccata: una foto della dpa mostra due uomini che rubano un’arma attraverso la vetrina distrutta, e la polizia ha poi sequestrato due armi senza precisarne il tipo.

La polizia ha riferito di vetrine sfondate in diversi negozi e di bottiglie molotov lanciate contro gli agenti. In centro sono entrate in azione le unità speciali SEK, la Zeil è stata chiusa e transennata, e più di mille agenti erano schierati in città senza riuscire a impedire i disordini. Entro tarda sera i fermi provvisori a Francoforte erano oltre 30, con diversi agenti feriti; verso l’una un gruppo di circa cento persone è stato fermato per l’identificazione. Verso le tre la situazione si è calmata, ma la polizia è rimasta presente con forze consistenti. I danni, secondo la polizia, sono «ingenti».

Amburgo, Colonia, Berlino: la violenza oltre Francoforte

Ad Amburgo, dove il corteo aveva per motto «contro la leva obbligatoria», gruppi violenti hanno incendiato barricate nel quartiere di St. Georg: la polizia ha usato gli idranti, ha preso in custodia 120 persone e conta 11 agenti feriti, e nella notte sono bruciate alcune auto nei quartieri orientali. Idranti anche a Colonia, sulla piazza del Duomo, dove però la polizia attribuisce gli scontri serali più alla notte di Halloween che alle proteste. A Berlino un corteo serale dell’area di sinistra, «GenZ hat genug!», da cui l’iniziativa si era dissociata in anticipo, si è chiuso con lanci di bottiglie e petardi: la polizia conta 27 agenti feriti in modo lieve e fino a 56 fermi.

Il contrasto con il pomeriggio è netto. Prima delle scene serali Andreas Roßkopf, che nel sindacato di polizia GdP guida il settore della polizia federale, aveva detto alla Rheinische Post che le proteste della Gen Z si erano rivelate «molto pacifiche». La giornata si era svolta quasi ovunque senza incidenti. Ma il giudizio che resta, per i titoli e per la politica, è quello della notte.

Poseck e Dobrindt: estremisti di sinistra tra i manifestanti

Il primo a dettare la lettura politica è stato il governo dell’Assia. Il ministro-presidente Boris Rhein, CDU, ha detto alla dpa: «Sono scioccato dagli eccessi di violenza a Francoforte, che non resteranno senza conseguenze». Il suo ministro dell’Interno, Roman Poseck, ha annunciato una linea dura contro i responsabili. Già in serata aveva parlato di «circa cento violenti di matrice estremista di sinistra» che avevano attaccato la polizia con bottiglie, pietre e fumogeni; della notte ha detto: «Qui si è scatenata una rovinosa saldatura tra estremisti di sinistra e giovani violenti».

Il ministro federale dell’Interno Alexander Dobrindt, CSU, è andato oltre: secondo lui manifestazioni pacifiche sono state dirottate da «gruppi di sinistra pronti alla violenza e teppisti dell’ambiente migrante». E ha promesso: «A queste violazioni dell’ordine pubblico devono seguire pene severe».

È la stessa dinamica che alla vigilia aveva occupato il dibattito. Poseck aveva avvertito che gruppi di sinistra stavano usando la mobilitazione per i loro scopi. E Alice Weidel aveva avvertito del «pericolo reale che le manifestazioni, come in Francia, vengano dirottate da persone pronte alla violenza dell’ambiente dell’estrema sinistra e di quello islamista». Il dirottamento non è più un’ipotesi di parte: oggi lo sostengono il ministro dell’Interno del Land più colpito e quello federale.

Il bivio del 20 novembre per le proteste Gen Z in Germania

L’iniziativa ha preso le distanze dalla violenza, ma non si ferma. Il portavoce del team stampa, che si presenta solo con il nome Amadeo, ha detto alla dpa che il bilancio della giornata era positivo: «Su quello che è successo dopo la fine delle manifestazioni non avevamo alcuna influenza». E ha confermato: «Vogliamo partecipare alle proteste europee del 20 novembre». Sul sito dell’iniziativa compare anche una giornata nazionale il 14 novembre. Ma il 20 novembre, per le proteste Gen Z in Germania, non sarà una replica: sarà un esame. Gli organizzatori dovranno dimostrare di saper tenere fuori dai cortei chi cerca la vetrina da sfondare, mentre la conferenza federale degli studenti, che aderisce alla giornata internazionale di sciopero giovanile del 20 novembre, aveva già preso le distanze da Gen Z regelt perché «non si sa bene chi ci sia dietro». Le domande con cui i ragazzi erano scesi in piazza — scuole, carovita, leva — sabato sera non le ha sentite nessuno. Le ha coperte il rumore delle vetrine della Zeil.

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