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Ciclone Daniel in Libia: Una Tragedia di Proporzioni Storiche

12 Set 2023 - Africa

Ciclone Daniel in Libia: Una Tragedia di Proporzioni Storiche

Il ciclone Daniel ha devastato il nord-est della Libia, lasciando un saldo drammatico di almeno 2.080 morti e oltre 5.000 persone disperse. La situazione a Derna, città più duramente colpita, è stata descritta come “catastrofica” da Osama Hammad, capo del governo parallelo dell’Est.

Le immagini che emergono da Derna sono sconvolgenti: case distrutte, quartieri interi spazzati via dal mare e migliaia di persone in cerca dei loro cari. Un dato spaventoso che descrive la furia della natura è il volume delle precipitazioni, che ha superato i 400 millilitri all’ora, un record senza precedenti negli ultimi 40 anni, come riferito dal Centro meteorologico nazionale.

L’entità della tragedia è stata acuita dal crollo di due dighe a Derna, liberando 33 milioni di metri cubi d’acqua e aggravando le già gravi inondazioni. Il blocco delle principali vie di comunicazione e il crollo delle infrastrutture rendono estremamente difficili gli sforzi di soccorso. Ahmed Amdur, consigliere comunale di Derna, ha lanciato un appello per un’azione internazionale immediata per salvare la città e ha suggerito l’apertura di un corridoio marittimo per assicurare un’assistenza tempestiva ai residenti.

In questo momento drammatico, l’unità nazionale sembra prevalere sulle differenze politiche. Il Primo Ministro del Governo di Unità Nazionale (GNU) di Tripoli, Abdulhamid Dbeibah, ha espresso il suo impegno a fornire sostegno e risarcimento alle vittime. Inoltre, è stato annunciato l’invio di risorse mediche significative per assistere i feriti e rafforzare le strutture sanitarie locali.

La Missione delle Nazioni Unite in Libia (Unsmil) ha assicurato la sua prontezza nel fornire assistenza, sottolineando l’importanza della cooperazione internazionale in tempi di crisi. La reazione a questa calamità naturale ha dimostrato la resilienza della comunità libica e l’importanza dell’unità nel superare le sfide.

Entrambe le autorità libiche, siano esse il governo ufficiale o il parallelo, hanno adottato misure precauzionali di vasta portata, inclusa la chiusura di scuole, negozi e campi petroliferi. Queste decisioni riflettono la gravità della situazione e la necessità di proteggere la popolazione.

“Il governo italiano segue con attenzione le conseguenze delle alluvioni in Libia. Siamo in contatto con le autorità libiche per valutare il tipo di aiuti da inviare subito al popolo libico. Al momento, non ci risultano italiani coinvolti”. Lo ha scritto su Twitter il ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

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