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Birmania: la giunta militare concede la grazia parziale a Aung San Suu Kyi

1 Ago 2023 - Mondo

Birmania: la giunta militare concede la grazia parziale a Aung San Suu Kyi

La leader dell’opposizione birmana Aung San Suu Kyi, in carcere da quando è stata deposta con un colpo di Stato militare nel 2021, ha ottenuto una grazia parziale dalla giunta militare che governa il Paese.

La grazia

La notizia è stata diffusa dai media statali, che hanno precisato che la grazia riguarda solo cinque delle 19 condanne a suo carico.
Aung San Suu Kyi, 78 anni, premio Nobel per la pace nel 1991, era stata condannata a 33 anni di reclusione per una serie di accuse, tra cui corruzione, possesso di walkie-talkie illegali e violazione delle norme anti-Covid.

Non è chiaro se la grazia parziale comporterà il suo rilascio o se dovrà scontare le altre condanne.

La leader birmana non è mai stata vista in pubblico da quando è stata arrestata, il primo febbraio 2021. La sua immagine è apparsa solo in alcune foto di bassa qualità scattate dai media statali in un’aula di tribunale a Naypyidaw, la capitale costruita nella giungla dall’esercito.

La grazia a Aung San Suu Kyi è stata concessa nell’ambito di un’amnistia di oltre 7.000 prigionieri, in occasione della Quaresima buddista6. La Birmania concede spesso l’amnistia a migliaia di prigionieri per commemorare le feste religiose.

Le reazioni

La decisione della giunta militare è stata accolta con favore da alcuni esponenti politici internazionali, tra cui il ministro degli Esteri e segretario nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, che ha definito la grazia a San Suu Kyi “il più bel finale dopo anni di battaglie per la sua libertà” e ha ricordato il suo incontro con la donna 10 anni fa in Myanmar.

Situazione instabile

Tuttavia, la situazione nel Paese del Sud-Est asiatico resta critica e instabile. Il colpo di Stato ha scatenato una violenta repressione delle proteste popolari e dei gruppi etnici ribelli, che ha causato più di un milione di sfollati secondo le Nazioni Unite.

La giunta militare ha anche prorogato lo stato di emergenza per altri sei mesi, rinviando le elezioni che erano state previste per agosto. Il leader della giunta, Min Aung Hlaing, ha giustificato la proroga con i continui combattimenti e attacchi nelle regioni del Paese.

La comunità internazionale

La comunità internazionale ha condannato il colpo di Stato e imposto sanzioni alla giunta militare, ma senza riuscire a fermare la crisi. La Cina, principale alleata del Myanmar, si è limitata a chiedere il ripristino della stabilità e del dialogo tra le parti.

Molti osservatori ritengono che la grazia a San Suu Kyi sia una mossa cinica e calcolata della giunta per cercare di placare le critiche e mantenere il controllo del Paese.

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