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Alemanno prudente sulla discesa in campo di Vannacci

29 Ago 2023 - Italia

Alemanno prudente sulla discesa in campo di Vannacci

L’eventuale coinvolgimento di Vannacci nel movimento politico guidato da Gianni Alemanno è al momento solo una suggestione. Alemanno riconosce la necessità di un confronto ideologico, ma chiarisce anche che non condivide tutto ciò che scrive Vannacci. a Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi, arriva Alemanno, ex sindaco di Roma, dove i riflettori sono puntati anche sul generale Vannacci per il libro autoprodotto “Il mondo al contrario”. Roberto Vannacci ha deciso di rinunciare a partecipare alla tre giorni organizzata da Affaritaliani poco prima del suo inizio, spiegando di non essere a conoscenza che si trattasse di un’iniziativa politica.

In questo contesto a difendere Vannacci interviene Alemanno, uno dei pochi a farlo. Alemanno sottolinea il momento delicato per Vannacci, vista la valutazione in corso della sua condotta da parte della commissione disciplinare militare. Dal punto di vista di Alemanno, è comprensibile che Vannacci in questa situazione si astenga dal dibattito pubblico. Alemanno chiarisce di aver sentito Vannacci esprimere il desiderio di continuare il servizio militare, il che fa pensare che il passaggio alla politica non sia certo. La decisione di Vannacci potrebbe dipendere dalle valutazioni della commissione disciplinare militare e dai successivi sviluppi.

Sebbene Alemanno non sia il portavoce di Vannacci, riconosce che la congiuntura attuale è carica di complessità, data la valutazione disciplinare militare in corso. Sottolinea che la recente affermazione culturale di Vannacci dovrebbe essere oggetto di discussione, senza censure, e fungere da elemento di riflessione per l’intero panorama politico, governo compreso. Alemanno non si tira indietro nel criticare il governo e in particolare il ministro della Giustizia Crosetto. Alemanno critica il giudizio prematuro di Crosetto sul libro di Vannacci prima ancora di averlo letto e prima della decisione della commissione militare, ritenendolo una grave lacuna nel ruolo del ministro. Alemanno prosegue rimarcando il silenzio di Giorgia Meloni.

Vannacci, però, è solo uno degli elementi che contribuiscono alla divergenza di Alemanno dalla linea Meloni. Tuttavia è riluttante a rovesciare il governo, temendo che ciò possa aprire la strada a un’amministrazione tecnocratica allineata al centrosinistra. Alemanno ritiene che sia necessaria una riconsiderazione di diverse questioni, a cominciare dall’approccio del governo al conflitto in Ucraina. Alemanno critica l’allineamento con gli Stati Uniti in un conflitto che comporta costi significativi.

Un’altra idea di destra, lontana dalla concezione conservatrice di gestione del potere, si profila all’orizzonte?

E quanto consenso potrà generare?

Le risposte a queste domande potrebbero essere trovate alle europee, quando Fratelli d’Italia dovrà portare una proposta politica meno identitaria rispetto alle campagne elettorali precedenti.

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