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Lombardia

Agente morto in moto a Milano, Ferrarese chiede gli airbag per la Polizia Locale

Carolina Volta

La morte di Francesco Imprezzabile durante un inseguimento riapre il nodo delle dotazioni. In Municipio 3 il consigliere di FdI deposita una mozione: airbag, protezioni e formazione per i centauri. E chiede un voto «al di là delle appartenenze».

Riassunto dell'articolo

Francesco Imprezzabile, agente della Polizia Locale di Milano di 39 anni, è morto la sera del 22 giugno 2026 cadendo dalla moto durante l'inseguimento di un SUV che non si era fermato a un posto di blocco a Ponte Lambro; al volante un cittadino albanese di 27 anni con precedenti, arrestato per omicidio stradale e fuga pericolosa. Il consigliere del Municipio 3 Mattia Ferrarese (FdI) ha depositato una mozione che chiede al Comune di Milano airbag, dispositivi di protezione e formazione specifica per gli agenti motociclisti, invocando un voto trasversale. L'articolo sostiene la proposta richiamando l'efficacia documentata degli airbag (studio ISS-Polizia Stradale: -40% lesioni spinali, -60% traumi gravi), il precedente di Pisa, il bando da 2,5 milioni di Regione Lombardia e il paradosso dell'obbligo airbag per i privati dal 2026; rileva inoltre che lo stesso sindaco Sala ha ammesso l'inadeguatezza delle dotazioni.

Un agente della Polizia Locale morto a Milano mentre, in sella alla moto, inseguiva un’auto che non si era fermata all’alt: la fine di Francesco Imprezzabile, 39 anni, ha lasciato la città nel lutto e ha imposto alla politica una domanda che non ammette rinvii. Chi indossa ogni giorno la divisa al servizio degli altri è davvero protetto?

CREAZIONE SITI WEB
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A trasformare il dolore in proposta concreta è stato Mattia Ferrarese, consigliere del Municipio 3. In aula ha chiesto un minuto di silenzio in memoria dell’agente e ha depositato una mozione che chiede al Comune di Milano una cosa semplice e a lungo rimandata: dotare di airbag e di dispositivi di protezione adeguati gli agenti motociclisti, con una formazione specifica.

Cosa chiede la mozione in Municipio 3

Il testo è netto nei contenuti e misurato nei toni. Ferrarese chiede sistemi airbag e protezioni per chi opera in moto, l’addestramento necessario a usarli, e un impegno formale dell’amministrazione su tempi e risorse. «Chi ci protegge dev’essere protetto», è la formula con cui il consigliere ha riassunto la proposta. E un’apertura politica precisa: l’auspicio di un consenso ampio, «al di là delle appartenenze».

Una mano tesa che, sulla tutela di chi serve lo Stato in strada, è difficile respingere senza pagarne il prezzo.

L’inseguimento, la fuga, il pregiudicato al volante

La dinamica racconta da sola perché la questione delle protezioni non sia un dettaglio tecnico. La sera di lunedì 22 giugno Imprezzabile era impegnato in un servizio di controllo congiunto con la Polizia di Stato nella zona di Ponte Lambro. Un SUV Audi Q7 a noleggio accelera invece di fermarsi al posto di blocco. Parte l’inseguimento, che si chiude nel modo più tragico in via Milano, a Peschiera Borromeo, vicino alle piste di Linate: l’agente perde il controllo della moto e cade. Le ferite, un doppio trauma cranico e toracico, non gli lasciano scampo.

Al volante, come ricostruito dalla Procura, un cittadino albanese di 27 anni, già sottoposto all’obbligo di firma per un altro reato. Non si era fermato, ha poi ammesso, perché aveva con sé dello stupefacente e «non voleva guai». È stato rintracciato e arrestato il giorno dopo, ora è a San Vittore: la Procura procede per omicidio stradale e fuga pericolosa.

Un servitore dello Stato muore inseguendo chi non avrebbe dovuto trovarsi libero di fuggire da un controllo. È su questo sfondo che la richiesta di proteggere meglio gli agenti smette di essere una formalità burocratica.

Gli airbag funzionano, e i soldi ci sono

Sul merito non c’è margine per gli alibi. Uno studio dell’Istituto Superiore di Sanità condotto con la Polizia Stradale ha misurato che airbag e paraschiena riducono le lesioni alla colonna vertebrale del 40% e i traumi gravi del 60%. Numeri che, su una caduta ad alta velocità, fanno la differenza tra una prognosi e una bara.

Non è nemmeno una frontiera inesplorata: Pisa ha già inserito il gilet airbag tra le dotazioni dei suoi agenti centauri. E la copertura economica esiste: Regione Lombardia ha aperto per il 2026 un bando da 2,5 milioni proprio per mezzi e dotazioni della polizia locale.

C’è di più, ed è il paradosso che pesa: dal 1° gennaio 2026 l’airbag è diventato obbligatorio per i motociclisti privati sopra i 125 di cilindrata. Lo Stato impone ai cittadini una protezione che spesso nega ai propri agenti in divisa. Una contraddizione che una mozione comunale può iniziare a sanare.

La sinistra ammette il problema. Poi però lascia soli i ghisa

Il punto politico è qui. Persino il sindaco Giuseppe Sala, dopo la tragedia, ha riconosciuto che gli agenti della Locale «vanno aiutati obiettivamente» e che «le dotazioni del corpo sono importanti». Un’ammissione che vale come una resa: il problema esiste, è noto, ed è rimasto sulla carta per anni.

La sicurezza, e la tutela di chi la garantisce, è il terreno su cui la sinistra di governo arriva sempre tardi e a parole. La mozione di Ferrarese rovescia la logica: trasforma il cordoglio in atto amministrativo e mette ciascun consigliere davanti a una scelta verificabile. Votarla, o spiegare ai milanesi perché un agente della Polizia Locale morto a Milano non basta a far comprare un giubbotto airbag.

Tutelare chi è in prima linea non è un costo. È il primo dovere di una comunità che non vuole lasciare soli i propri.

Fonti

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Carolina Volta
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