Vox porta a Bruxelles l’incidente di Urda e i fondi europei per la sicurezza ferroviaria spagnola. Giovedì 29 ottobre la delegazione del partito di Santiago Abascal al Parlamento europeo ha presentato un’interrogazione parlamentare alla Commissione e ha chiesto un audit indipendente sui soldi del Next Generation destinati alla modernizzazione della linea Madrid-Siviglia. La tesi è semplice e pesante: il governo di Pedro Sánchez ha comunicato a Bruxelles l’esecuzione dei contratti per sostituire il vecchio sistema di sicurezza LZB con l’europeo ERTMS, ma il giorno dell’incidente quel sistema nuovo non era in funzione. Se la certificazione non corrisponde alle opere, per Madrid il problema non è più solo politico: è contabile, ed è europeo.
Il giorno dell’incidente la linea viaggiava con il sistema del 1992
Lo scontro tra un AVE e un treno Iryo a Urda, in provincia di Toledo, è costato la vita a 69 persone, secondo l’ultimo bilancio ufficiale. La linea Madrid-Siviglia, inaugurata nel 1992, viaggiava ancora con il sistema di segnalamento LZB, in servizio dal primo giorno: un sistema che vigila in continuo sulla velocità dei treni lungo la linea e può attivare la frenata di emergenza. Prima della tragedia il sistema aveva subito un guasto informatico, e lo stesso ministro dei Trasporti, Óscar Puente, ha spiegato che su un tratto di 63 chilometri la linea era rimasta «senza il sistema LZB». Puente ha definito l’incidente «veramente inverosimile» e ha escluso le dimissioni. L’Europa ha già messo 110 milioni di fondi regionali (FEDER) sul rinnovo di binari e opere civili della linea, mentre la segnaletica, secondo la scheda di progetto della Commissione, è legata al Next Generation.
94 milioni europei, 52 mesi di termine: il nuovo sistema non c’è
Il contratto principale per la modernizzazione della segnaletica è stato aggiudicato da Adif Alta Velocidad a Thales España nel settembre 2021 e formalizzato a ottobre: 93,8 milioni di euro per sostituire gli apparati, migliorare le telecomunicazioni e installare l’ERTMS di livello 2 su tutta la linea. Il termine di esecuzione era di 52 mesi: il nuovo sistema doveva essere installato entro l’inizio del 2026. Venerdì 30 ottobre lo stesso Puente ha ammesso che l’ERTMS non sarà operativo prima dell’inizio del 2027, con circa un anno di ritardo: l’installazione si è chiusa a giugno 2026, ma mancano le prove. Secondo Artículo14, nel frattempo il governo ha comunicato a Bruxelles l’esecuzione dei contratti legati alla modernizzazione dei corridoi ferroviari, segnaletica compresa; a luglio la Commissione ha autorizzato il sesto esborso del piano di ripresa e ad agosto la Spagna ha ricevuto oltre 6,2 miliardi di euro. La domanda che resta sul tavolo è precisa: quanti soldi sono stati pagati per l’ERTMS della Madrid-Siviglia, e con quali certificazioni di opera eseguita.
Le tre domande di Buxadé e la richiesta di audit
L’interrogazione porta la firma dell’eurodeputato Jorge Buxadé, capo della delegazione di Vox a Strasburgo. Vox chiede alla Commissione di identificare il finanziamento europeo collegato ai contratti di modernizzazione della linea, di produrre la documentazione presentata dal governo spagnolo per accreditare il rispetto degli impegni e di chiarire se la Spagna abbia mai certificato la sostituzione effettiva del sistema di sicurezza nel tratto dell’incidente. Il partito chiede inoltre un audit indipendente sull’uso degli aiuti europei, la loro eventuale restituzione se saranno accertate inadempienze, e un dibattito urgente sul caso nella prossima plenaria dell’Eurocamera. Vox precisa anche un punto che rende la richiesta più difficile da archiviare come propaganda: non è ancora stato determinato quale contratto finanziasse esattamente le opere nel punto dell’incidente, né se i fondi fossero Next Generation o fondi di sviluppo regionale. È esattamente ciò che l’audit dovrebbe stabilire.
Buxadé ha spiegato la mossa con parole che fissano il terreno dello scontro: «Sono stati impegnati milioni di euro per modernizzare i nostri sistemi di sicurezza, ma il giorno dell’incidente il nuovo sistema non era ancora operativo. Quali opere sono state eseguite davvero? Cosa ha certificato il governo davanti a Bruxelles? Dov’è il denaro?». E ha aggiunto che il partito non si fermerà «finché non saranno chiarite tutte le responsabilità», per rispetto delle vittime e delle loro famiglie.
Il secondo fronte: la querela al Supremo e l’appuntamento del 3 novembre
L’iniziativa europea non viaggia da sola. Lo stesso giovedì 29 ottobre Vox ha presentato querela al Tribunal Supremo contro il ministro Puente, per i presunti reati di omicidio e lesioni per imprudenza grave in relazione all’incidente di Urda: una denuncia di parte, che non fa di Puente un indagato, ma che sposta il caso dentro le aule giudiziarie. Martedì 3 novembre il ministro deve inoltre comparire, su sua richiesta, davanti alla Diputación Permanente del Congresso. Per il governo Sánchez, già indebolito dalle inchieste sulla corruzione che toccano l’entourage socialista, il caso Urda si allarga così su tre tavoli: quello giudiziario, quello parlamentare e ora quello di Bruxelles, dove non bastano le conferenze stampa e servono le carte. Se l’audit europeo dovesse trovare certificazioni senza opere, la tragedia della Madrid-Siviglia diventerebbe anche il primo grande caso di fondi del piano di ripresa spesi sulla carta.
Fonti
- Vox, 29 ottobre 2026: il comunicato e le parole di Buxadé
- Europa Press (via Press Digital), 29 ottobre 2026: l’interrogazione di Vox e le richieste a Bruxelles
- The Objective, 28 ottobre 2026: il guasto all’LZB secondo Puente
- The Objective, 29 ottobre 2026: la comparizione del 3 novembre
- La Cerca, 30 ottobre 2026: il ritardo dell’ERTMS ammesso da Puente
- Commissione europea: la scheda del progetto Madrid-Siviglia
- Ministero delle Finanze spagnolo, 11 agosto 2026: il sesto esborso del piano di ripresa
- Artículo14, 29 ottobre 2026: i fondi europei per l’ERTMS e la comunicazione a Bruxelles
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