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Europa

Spagna, il patto PP-Vox guarda oltre il Senato: in palio i giudici del Tribunale Costituzionale

Carmen Ruiz

Abascal lo chiama «gesto patriottico» e lo lega al rinnovo della Corte. Quattro magistrati, compreso il presidente, sono in proroga da dicembre 2025, e il Senato a guida PP ha spostato il termine per le candidature al 30 novembre, il giorno dopo il voto. Con i tre quinti, la destra non avrebbe più bisogno del PSOE.

Riassunto dell'articolo

Il 26 ottobre 2026, a Talavera de la Reina, Santiago Abascal ha definito «gesto patriottico» il patto tra Vox e PP per le candidature al Senato in vista delle elezioni spagnole del 29 novembre, indicando come punto decisivo il rinnovo di quattro magistrati del Tribunale Costituzionale. Il loro mandato, compreso quello del presidente Cándido Conde-Pumpido, è scaduto il 17 dicembre 2025; l'Ufficio di presidenza del Senato, a maggioranza PP, ha prorogato cinque volte il termine per le candidature, oggi fissato al 30 novembre. La Costituzione richiede i tre quinti del Senato, circa 160 voti su 266: il PP ne ha 143 e finora ha avuto bisogno del PSOE. Secondo fonti citate da EFE, PP e Vox puntano a 125-140 dei 209 senatori eletti, a cui si aggiungono quelli di designazione autonomica: la soglia è possibile ma non garantita.

Santiago Abascal lo ha chiamato «gesto patriottico». Lunedì 26 ottobre, all’auditorium di Talavera de la Reina, in provincia di Toledo, il presidente di Vox ha difeso l’accordo con il Partito Popolare per le candidature al Senato in vista delle elezioni del 29 novembre. E lo ha riassunto così: «Tutto per la Spagna».

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I termini dell’intesa, chiusa nell’ultimo giorno utile per depositare le liste, li abbiamo ricostruiti nel resoconto del patto: Vox non corre in sei province e in altre quattordici presenta un solo candidato, il PP si ritira da tre. Qui la domanda è un’altra: che cosa c’è da conquistare, al Senato, che valga una rinuncia del genere.

La risposta l’ha data lo stesso Abascal. Il Senato, ha spiegato, avrà un ruolo chiave nella prossima legislatura, soprattutto per il rinnovo di quattro magistrati del Tribunale Costituzionale spagnolo, punto che è stato decisivo nella trattativa con il PP. «Sappiamo che la sinistra vuole o sequestrare il Senato, o sequestrare il Costituzionale», ha aggiunto.

Quattro seggi scaduti da dieci mesi

I quattro giudici che spetta al Senato proporre sono stati eletti nel 2017. Il loro mandato è scaduto il 17 dicembre 2025. Tra loro c’è il presidente della Corte, Cándido Conde-Pumpido. Per legge restano in carica finché non si insediano i successori, e da dieci mesi un terzo del Tribunale lavora in regime di proroga.

Il rinnovo, finora, non è partito. I candidati li propongono i parlamenti delle comunità autonome, e l’Ufficio di presidenza del Senato, dove il PP ha la maggioranza assoluta, ha allungato più volte il termine per presentarli. Secondo EFE gli atti di proroga sono cinque. A giugno la richiesta era venuta dal Parlamento della Cantabria, a fine settembre da quello dell’Andalusia, insediato a giugno.

Il termine in vigore scade il 30 novembre alle 18. È il giorno dopo il voto. Il PSOE ha chiesto di revocare la proroga: per il portavoce socialista al Senato, Juan Espadas, la decisione aggrava quello che i socialisti chiamano il «blocco» del Tribunale. In pratica, a scegliere i quattro giudici sarà il Senato che uscirà dalle urne.

Perché la maggioranza assoluta non basta

L’articolo 159 della Costituzione spagnola fissa la composizione della Corte: dodici magistrati con mandato di nove anni, rinnovati per un terzo ogni tre anni. Quattro li propone il Congresso, quattro il Senato, due il governo e due il Consiglio Generale del Potere Giudiziario. Le Camere decidono con la maggioranza dei tre quinti.

Al Senato, su 266 seggi, significa circa 160 voti. Il PP, secondo elDiario.es, ne ha 143: governa la Camera alta, ma da solo non nomina nessuno. Finora ogni rinnovo della quota senatoriale ha richiesto un’intesa con il PSOE. Con i tre quinti, PP e Vox potrebbero farne a meno. Lo stesso quorum vale per i dieci membri del Consiglio Generale del Potere Giudiziario di nomina senatoriale, quando l’organo andrà rinnovato.

È questo il punto in cui la lettura del patto cambia. Libertad Digital lo presenta come l’accordo per i tre quinti «che impediscano il blocco della sinistra» sul Tribunale. Moncloa.com titola: «PP e Vox pattano al Senato i tre quinti per rinnovare il Costituzionale senza il PSOE». A sinistra il discorso è speculare: la candidatura comune di PSOE e Frente Amplio, registrata il 17 ottobre, punta a impedire una nuova maggioranza assoluta del PP e a tenere lontana la destra dalla soglia.

Che cosa decide il Tribunale Costituzionale

La Corte giudica se le leggi rispettano la Costituzione e può annullarle. Possono ricorrere il presidente del governo, il Difensore del Popolo, cinquanta deputati, cinquanta senatori e, per le materie che li toccano, i governi e i parlamenti delle comunità autonome. Decide anche sui conflitti di competenza tra Stato e autonomie e sui ricorsi dei cittadini per la tutela dei diritti fondamentali.

Per Vox il Tribunale è già parte dello scontro politico. A Talavera Abascal lo ha accusato di aver dato ragione al governo su questioni sorprendenti, fino a rivedere sentenze del Tribunale Supremo, e di comportarsi come un organo politico di parte.

Quattro nomine su dodici non bastano da sole a rovesciare la Corte: gli altri otto seggi restano dove sono. Ma decidono chi sostituirà il presidente e un terzo del collegio senza che il PSOE possa porre il veto.

I numeri non sono ancora certi

Il patto non garantisce i tre quinti. Secondo fonti vicine alla trattativa citate da EFE, PP e Vox contano di ottenere tra 125 e 140 dei 209 senatori eletti il 29 novembre. Gli altri seggi del Senato sono designati dai parlamenti regionali, e la simulazione Winston pubblicata da Artículo14, che avevamo analizzato alla vigilia della scadenza delle liste, assegnava ai due partiti 28 senatori di quella quota. Nella parte bassa della forchetta la soglia resta lontana, in quella alta viene superata.

Vox, per arrivarci, ha accettato uno scambio sbilanciato: rinuncia a liste piene in venti province senza ottenere, nell’accordo finale, i senatori autonomici per formare un gruppo proprio. Abascal non ha nascosto le distanze con i popolari. «Abbiamo vere differenze nell’essenziale», ha detto, citando strategia, priorità nazionale, remigrazione e deregolamentazione, e ha accusato il PP di aver applicato politiche che hanno portato la Spagna dove si trova. Poi ha messo in guardia i suoi: «Ci siamo già fidati, soprattutto alcuni, i soliti, nel 2023, e il cambiamento non è arrivato».

Fonti

Europa Press (via Infobae), “Abascal ve un ‘gesto patriótico’ en la renuncia de Vox a presentar candidaturas en el Senado: ‘Todo por España’” (26 ottobre 2026)
EFE (via Infobae), “Abascal defiende su ‘gesto patriótico’ del pacto con el PP que resume en ‘todo por España’” (26 ottobre 2026)
CLM24, “Abascal (Vox) defiende en Talavera el pacto con el PP para el Senado” (26 ottobre 2026)
EFE (via Infobae), “El PSOE pide en el Senado que no se prorrogue el plazo de candidaturas para renovar el TC” (28 settembre 2026)
elDiario.es, “El PP se encomienda a la Virgen de la Bien Aparecida para mantener el bloqueo a la renovación del Tribunal Constitucional” (11 giugno 2026)
Público, “El Constitucional se prepara para otro bloqueo ante la renovación en un Senado controlado por el PP” (1 dicembre 2025)
Libertad Digital, “Feijóo y Abascal pactan en el Senado para lograr los tres quintos que impidan el bloqueo de la izquierda” (26 ottobre 2026)
Moncloa.com, “PP y Vox pactan en el Senado los tres quintos para renovar el Constitucional sin el PSOE” (26 ottobre 2026)
Vozpópuli, “PP y Vox ultiman a contrarreloj un acuerdo histórico en el Senado con el que renovar el Constitucional sin pactar con la izquierda” (23 ottobre 2026)
BOE, Constitución Española, art. 159
BOE, Ley Orgánica 2/1979 del Tribunal Constitucional, artt. 16, 17 e 32

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Carmen Ruiz
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