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Europa

Spagna, patto PP-Vox per il Senato: Vox si ritira da sei province, il PP da tre

Carmen Ruiz

Annunciato nell'ultimo giorno utile per le liste e confermato da Tellado. Il PP rinuncia a Guipúzcoa, Girona e Tarragona. Obiettivo: i tre quinti che decidono quattro giudici del Tribunale Costituzionale. Niente senatori autonomici né gruppo garantito per Vox.

Riassunto dell'articolo

Il 26 ottobre 2026, ultimo giorno per depositare le liste, PP e Vox hanno chiuso un patto per il Senato spagnolo in vista del voto del 29 novembre. Vox non corre a Las Palmas, Santa Cruz de Tenerife, Cadice, Valencia, Castellón e Baleari, dove il PP inserirà un indipendente proposto da Vox, e presenta un solo candidato in quattordici province. Il PP non si presenta a Guipúzcoa, Girona e Tarragona. L'obiettivo è avvicinare i tre quinti (160-161 seggi) che permettono al Senato di scegliere quattro giudici del Tribunale Costituzionale. Vox non ottiene senatori autonomici né la garanzia di un gruppo proprio.

PP e Vox andranno coordinati alle elezioni per il Senato spagnolo del 29 novembre. Lunedì 26 ottobre, ultimo giorno utile per depositare le candidature, Vox ha annunciato che non correrà in sei province e che in altre quattordici schiererà un solo candidato. Poche ore dopo il segretario generale del PP, Miguel Tellado, ha confermato l’intesa in conferenza stampa nella sede del partito a Madrid e ha aggiunto la contropartita: il PP non si presenterà in tre province.

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Lo scopo è non disperdere il voto di destra e avvicinare i tre quinti del Senato, la maggioranza che decide le nomine di parte del Tribunale Costituzionale.

Dove si ritira Vox e dove il PP

Vox non avrà candidati propri a Las Palmas, Santa Cruz de Tenerife, Cadice, Valencia, Castellón e nelle Baleari. In queste sei circoscrizioni, secondo quanto ha spiegato Tellado all’agenzia EFE, il PP inserirà nelle sue liste un candidato «indipendente» proposto da Vox. Al momento della conferenza stampa i nomi non erano ancora noti.

In quattordici province Vox presenterà un solo candidato invece di tre: Siviglia, Huelva, Asturie, Badajoz, Álava, Navarra, Cáceres, Huesca, Saragozza, Alicante, Granada, Cuenca, Pontevedra e Jaén. Nelle altre ventitré correrà normalmente, con liste complete.

Il PP rinuncia a Guipúzcoa, Girona e Tarragona. Sono province in cui non elegge: a Guipúzcoa l’ultimo senatore popolare risale a ventisei anni fa, a Girona e Tarragona il partito non ne ha mai avuto uno.

Perché al Senato dividersi costa seggi

Nelle province della penisola si eleggono quattro senatori. Ogni elettore può votarne fino a tre, anche di partiti diversi, e di norma il partito più votato ne prende tre e il secondo uno. Se PP e Vox presentano tre candidati ciascuno, il voto di destra si spezza e la sinistra può arrivare prima anche dove, sommata, la destra è maggioranza.

Nelle quattordici province con un solo candidato di Vox, ha spiegato Tellado, l’elettore popolare potrà votare i tre candidati del PP, quello di Vox il proprio candidato più due del PP.

La destra risponde così a Senado de Progreso, la candidatura comune che il PSOE ha registrato il 17 ottobre con Frente Amplio e altre forze di sinistra in 47 circoscrizioni, con l’obiettivo dichiarato di impedire una nuova maggioranza assoluta del PP. PP e Vox hanno scelto un’altra formula: nessuna lista comune, solo ritiri mirati. «Qui nessuno rinuncia alle proprie sigle», ha detto Tellado.

La posta in gioco: il Tribunale Costituzionale

La priorità del PP, ha spiegato Tellado secondo El Español, è blindare la maggioranza assoluta; se si arriva ai tre quinti, tanto meglio. A seconda del numero finale di senatori, la stampa spagnola fissa quella soglia a 160 o 161 seggi.

Con i tre quinti il Senato sceglie da solo quattro dei dodici magistrati del Tribunale Costituzionale, senza bisogno dei voti del PSOE. Secondo Vozpópuli, i mandati dei quattro giudici di nomina senatoriale, tra cui il presidente Cándido Conde-Pumpido, sono scaduti il 17 dicembre 2025 e restano in carica in regime di proroga. Lo stesso quorum serve per eleggere dieci dei venti membri del Consiglio Generale del Potere Giudiziario, quando l’organo andrà rinnovato.

Il PP promette nomine dal profilo «professionale, non di obbedienza ideologica», e Feijóo ha annunciato leggi contro la «colonizzazione» delle istituzioni nei primi cento giorni di governo. La trattativa che ha portato all’accordo e le simulazioni che la motivavano le avevamo ricostruite alla vigilia della scadenza delle liste.

Cosa Vox non ha ottenuto

Nei giorni del negoziato si era parlato di una compensazione per Vox: senatori designati dai parlamenti autonomici, dove il PP governa in diverse regioni, per permettere ad Abascal di formare un gruppo proprio. Nell’accordo finale non c’è. Secondo Público il PP ha escluso di cedere altri senatori autonomici. Vox ne ha oggi cinque, tutti di designazione autonomica, e per un gruppo ne servono dieci. Alla domanda sul gruppo di Vox, Tellado ha risposto che «l’accordo è quello che è» e che «non è un patto mascherato».

Vox ha affidato l’annuncio a un comunicato e a un videomessaggio del segretario di organizzazione Ignacio Garriga. PP e Vox, ha detto, sono «formazioni politiche molto diverse, con discorsi molto distinti», ma condividono la «necessità di espellere l’organizzazione criminale di Sánchez dalle istituzioni». E ha chiuso con un appello: «Siamo sicuri che il resto dell’opposizione ricambierà questo gesto».

Lo scambio, per ora, è sbilanciato. Vox rinuncia a correre con liste piene in venti province; il PP in tre dove non elegge, più alcuni posti in lista per candidati indipendenti. Il guadagno di Vox è politico e rinviato al dopo voto. Il 20 ottobre, alla COPE, Feijóo non ha escluso un accordo di governo con Vox se gli elettori lo renderanno necessario, e ha chiesto ai due partiti di essere «all’altezza» sul Senato. Il patto per le liste è la prima prova di quell’intesa.

Fonti

EFE (via Infobae), “Vox y PP anuncian un acuerdo para sus listas al Senado en las elecciones del 29N” (26 ottobre 2026)
El Español, “PP y Vox llegan a un acuerdo para las listas del Senado: los de Abascal se retiran de seis provincias y los de Feijóo de tres” (26 ottobre 2026)
elDiario.es, “Feijóo y Abascal pactan en el Senado que Vox se retire en seis provincias y el PP en tres” (26 ottobre 2026)
Público, “PP y Vox llegan a un acuerdo para el Senado: los de Abascal retiran su candidatura en seis provincias y los de Feijóo en tres” (26 ottobre 2026)
OKDiario, “Pacto en la derecha para el Senado: Vox se retira de 6 circunscripciones y el PP renuncia a presentarse en 3” (26 ottobre 2026)
OKDiario, “Vox defiende el pacto con el PP para el Senado: ‘Una necesidad para expulsar a Sánchez'” (26 ottobre 2026)
Vozpópuli, “PP y Vox combaten al pacto PSOE-Frente Amplio con un acuerdo en 20 provincias para garantizar una mayoría solvente en el Senado” (26 ottobre 2026)
Infobae, “Acuerdo histórico para las elecciones del 29-N en el Senado: PSOE y Frente Amplio se presentarán juntos para tratar de impedir otra mayoría absoluta del PP” (17 ottobre 2026)
CatalunyaPress, “Feijóo abre la puerta a un acuerdo con Vox para gobernar tras el 29N y controlar el Senado” (23 ottobre 2026)

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