Che cosa prevede il decreto sicurezza, e perché divide, si è visto sabato 24 ottobre: dallo scontro più che dal testo. In mattinata il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Tango, ha contestato la linea del governo nella relazione al Comitato direttivo centrale dell’associazione, riunito a Roma. In giornata la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha difeso le misure approvate nei giorni scorsi dal Consiglio dei ministri e ha ringraziato le forze dell’ordine per il lavoro nelle piazze. Tra le due posizioni c’è una giornata di cortei e di tensioni in diverse città, e un provvedimento entrato in vigore il giorno prima.
Decreto sicurezza: cosa prevede il decreto-legge 190
Il provvedimento è il decreto-legge 22 ottobre 2026, n. 190, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 246 del 22 ottobre e in vigore dal 23 ottobre. Dieci articoli, titolo ufficiale sulle disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica e contrasto alla criminalità minorile. Il Parlamento dovrà convertirlo in legge entro sessanta giorni, pena la perdita di efficacia. Il cuore è il nuovo articolo 420-bis del codice penale, sulla violenza organizzata nelle manifestazioni: punisce con la reclusione da due a cinque anni e una multa da 10.000 a 20.000 euro chi, in un gruppo organizzato di almeno cinque persone, usa oggetti contundenti, petardi, razzi o altri strumenti offensivi, creando un pericolo concreto per le persone e danni alle cose. Per chi organizza, promuove o istiga quelle condotte, anche con strumenti digitali, la reclusione va da quattro a dodici anni.
Il testo estende l’arresto in flagranza differita ai reati contro l’ordine pubblico e il patrimonio indicati dal decreto, con modifiche anche alla disciplina processuale minorile. Per i minorenni tra i 14 e i 18 anni introduce una presunzione relativa della capacità di intendere e di volere, salvo prova contraria. I genitori possono essere sanzionati da 500 a 1.000 euro, da 1.000 a 2.000 euro in caso di reiterazione, con procedure specifiche per il risarcimento dei danni. Sul versante della prevenzione, il questore può ampliare l’avviso orale e vietare, nei casi previsti, di radunarsi con determinate persone fino a un anno, anche per i minorenni dai 14 anni. L’accompagnamento preventivo presso gli uffici di polizia, fino a 12 ore, viene esteso ai luoghi con consistente afflusso di persone. A Milano, infine, il contingente di Strade Sicure cresce di 500 militari fino al 31 dicembre 2026, senza nuove funzioni di polizia giudiziaria.
Perché l’ANM lo definisce miope
Tango non ha minimizzato i fatti. Ha condannato gli atti vandalici, le violenze e le devastazioni, e ha espresso solidarietà agli agenti rimasti feriti. La critica viene dopo, ed è netta: rispondere a problemi sociali complessi o a fatti di cronaca con nuove figure di reato o con un inasprimento sconsiderato delle pene è, nelle sue parole, una scorciatoia. Una scorciatoia che non risolve i problemi, ma intasa le aule giudiziarie ed esaspera le criticità degli istituti di pena. Il punto dell’ANM è il disagio giovanile e i reati commessi da minorenni: far prevalere una logica emergenziale e meramente punitiva, secondo Tango, è abbastanza miope e non porta alla risoluzione del problema. La risposta efficace, per l’associazione, non può passare solo dalla repressione: richiede un lavoro sinergico tra scuole, famiglie, terzo settore e istituzioni, perché magistratura e forze dell’ordine da sole non possono vincere quella partita.
Lo scontro di sabato non nasce sabato. Il 18 ottobre, in dichiarazioni all’Adnkronos, Meloni aveva annunciato di non voler firmare il decreto del presidente del Consiglio necessario a dare attuazione agli aumenti retributivi e agli arretrati spettanti ai magistrati in base alle sentenze del Consiglio di Stato. È un fronte separato da quello del decreto sicurezza, ma spiega il clima in cui la parola miope è caduta: due poteri che si parlano attraverso atti e dichiarazioni, non attraverso un tavolo.
Meloni, Piantedosi e il bilancio di sabato
Meloni ha rovesciato l’argomento. Il diritto di manifestare, nel suo messaggio serale diffuso sui social e ripreso dall’ANSA, va sempre garantito, così come il diritto dei cittadini di vivere le proprie città in sicurezza. Le misure del Consiglio dei ministri, in questa lettura, servono a dare allo Stato strumenti più efficaci per prevenire le violenze e impedire che delinquenti e facinorosi possano mettere a ferro e fuoco intere città. Il ringraziamento è andato alle donne e agli uomini delle forze dell’ordine che hanno lavorato nelle piazze nonostante i tentativi di provocare scontri e disordini, e al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ai prefetti e ai questori che hanno coordinato le operazioni di ordine pubblico.
Il bilancio comunicato dal Dipartimento della pubblica sicurezza per la giornata del 24 ottobre dà la misura dell’impiego: 4.292 persone identificate, 371 accompagnate o fermate negli uffici di polizia, 87 denunciate e 9 arrestate. Tra le persone accompagnate o fermate, 110 minorenni e 69 stranieri. A Milano, dove non si sono ripetute devastazioni paragonabili a quelle del fine settimana precedente, gli identificati sono stati 2.885, con 3 arresti, 41 denunce e 167 accompagnati, tra cui 56 minorenni. A Roma, dove alcuni manifestanti hanno fatto una breve irruzione nel Parco del Colosseo, senza danni né feriti secondo il ministero della Cultura, 200 identificati, 11 denunce e 96 accompagnati. A Torino, dove durante il presidio non autorizzato indetto dai centri sociali è stata bruciata una fotografia di Meloni in piazza Castello, un arresto e 22 denunce. A Bologna, dove ci sono stati lanci di petardi, pietre e bottiglie, cariche e l’uso di un idrante, una denuncia e 9 accompagnati. Una parte dei cortei del 24 ottobre seguiva le indicazioni del Movimento 17 ottobre, dopo gli scontri del 17 e 18 ottobre che avevano spinto il governo ad accelerare sul decreto.
Il nodo che resta aperto: conversione e minorenni
Il decreto sicurezza, cosa prevede sulla carta, è chiaro. Quello che non è chiaro è se reggerà alla prova che lo attende. La conversione parlamentare entro sessanta giorni obbligherà la maggioranza a difendere il testo articolo per articolo, compresi i punti più esposti: la presunzione di imputabilità dei minorenni e le sanzioni ai genitori. L’applicazione ai minorenni, in particolare, è il terreno su cui si giocherà la differenza tra deterrenza e sovraccarico: ogni arresto differito e ogni accompagnamento preventivo diventerà un caso concreto, con un’età, un nome e una famiglia, non una statistica nazionale. E qui le due tesi di sabato si incontrano senza risolversi: il governo misura il decreto sull’ordine che riesce a tenere in piazza, l’ANM lo misura sulle aule e sulle carceri che dovrà attraversare. La Nazione, intanto, ha già visto il primo sabato con il decreto in vigore: piazze presidiate, scontri contenuti rispetto al fine settimana precedente, ma non assenti. La domanda che il Movimento 17 ottobre e le prossime mobilitazioni porranno al governo è se la stretta basti a spegnere la violenza organizzata, o se, come sostiene Tango, sposti soltanto il problema dal selciato alle aule di tribunale.
Fonti
- Io24, “ANM, Giuseppe Tango: miope rispondere ai fatti di cronaca con nuovi reati” (24 ottobre 2026)
- Cronache di Milano via Askanews, “Anm: è miope rispondere al disagio giovanile con pene più severe” (24 ottobre 2026)
- ANSA via Corriere delle Alpi, “Meloni, con le nuove misure libertà di manifestare senza città a ferro e fuoco” (24 ottobre 2026)
- ANFP, “Decreto sicurezza: pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto-legge n. 190 del 22 ottobre 2026” (22 ottobre 2026)
- Edotto, “Decreto sicurezza 2026: nuove regole per minori e manifestazioni” (23 ottobre 2026)
- Italpress via Adn24, “Manifestazioni in tutta Italia, 9 arresti e 87 denunce” (25 ottobre 2026, bilancio Dipartimento della pubblica sicurezza per il 24 ottobre)
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