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Proposta UE sulla qualità dell’aria: quali i costi per le aziende e quali i reali benefici?

6 Lug 2023 - Europa

Proposta UE sulla qualità dell’aria: quali i costi per le aziende e quali i reali benefici?

La corretta applicazione della proposta della Commissione Europea sulla qualità dell’aria è un passo cruciale per garantire benefici enormi. Secondo Veronica Manfredi, direttrice per l’inquinamento zero e le città verdi della Commissione Europea, i benefici sarebbero “sette volte superiori ai costi”. Durante il Forum ANSA dedicato al tema dei nuovi limiti proposti dall’UE per la qualità dell’aria e le richieste delle Regioni padane, sono emersi dati allarmanti.

“Come società, paghiamo annualmente costi tra i 230 e 850 miliardi di euro a causa delle malattie causate dall’inquinamento dell’aria. Queste difficoltà hanno un impatto anche sulla produttività dei settori economici e causano circa 300.000 morti premature ogni anno”, ha aggiunto Manfredi.

Nonostante la salute dei cittadini sia una priorità condivisa, alcune regioni europee sono “molto preoccupate” per i nuovi limiti proposti dall’UE. Questi limiti includono l’obiettivo a lungo termine della neutralità climatica entro il 2050, con un traguardo intermedio entro il 2030. Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio regionale del Veneto e uno dei leader della battaglia delle regioni del bacino padano, ha sottolineato le difficoltà che tali obiettivi pongono per i territori con condizioni orografiche specifiche, rendendone il raggiungimento “difficile se non impossibile”.

Anche i parlamentari europei del centrodestra italiano hanno invocato un approccio più “realistico e pragmatico”. Come ha spiegato l’eurodeputata Gianna Gancia della Lega, hanno difeso l’articolo 18 della proposta dell’UE che prevede un allentamento dei tempi di applicazione dei limiti per il 6% delle regioni europee, le quali, a causa della loro morfologia, avrebbero maggiori difficoltà nell’adattarsi ai nuovi parametri. Tuttavia, non sono sicuri che ciò sia sufficiente.

Dall’altra parte, l’eurodeputata del Movimento 5 Stelle, Mariangela Danzì, ha sollevato dubbi sull’adeguatezza degli obiettivi fissati rispetto alle sfide presenti. Ha espresso perplessità anche sugli strumenti a disposizione, sia a livello dell’UE che a livello nazionale, per affrontare tali sfide. Il voto all’Eurocamera sulla revisione della direttiva era previsto per la sessione plenaria di luglio, ma la maggioranza ha deciso di spostarlo a settembre.

Nel frattempo, le amministrazioni locali, come ha sottolineato la consigliera comunale di Monza, Sarah Brizzolara, chiedono maggiori risorse per applicare le norme dell’UE sul territorio e sensibilizzare i cittadini su questo tema cruciale.

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