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Nuovo Contratto Scolastico: Organizzazioni Sindacali d’accordo, eccetto la Uil

15 Lug 2023 - Italia

Nuovo Contratto Scolastico: Organizzazioni Sindacali d’accordo, eccetto la Uil

Le organizzazioni sindacali hanno finalmente firmato il nuovo contratto scolastico, che porterà a numerosi cambiamenti nel settore dell’istruzione e della ricerca. Questo importante contratto coinvolge più di un milione di dipendenti, con l’eccezione significativa della Uil, che ha evidenziato dubbi e lacune nel testo.

I Ministri dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e della Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, hanno espresso soddisfazione per l’accordo raggiunto. Il secondo ha sottolineato l’importanza del contratto, affermando: “Si tratta di un passo fondamentale per il miglioramento delle condizioni di lavoro in un settore cruciale per la crescita del Paese”.

Il contratto prevede aumenti salariali medi mensili di 124 euro per i docenti e di 190 euro per i direttori dei servizi generali e amministrativi. Inoltre, viene garantita una maggiore tutela al personale precario docente e Ata, consentendo loro la fruizione di tre giorni remunerati di permesso per motivi personali o familiari.

È previsto anche un incremento del 10% delle retribuzioni delle ore aggiuntive per i docenti e una maggiore attenzione verso il personale Ata, offrendo opportunità di sviluppo professionale a circa 182 mila dipendenti. Valditara ha commentato: “Il nuovo contratto segna un importante passo avanti verso una sempre maggiore valorizzazione di tutto il personale della scuola, sia docenti sia Ata. Le funzioni del docente tutor e del docente orientatore sono state finalmente recepite a livello contrattuale, sottolineando la centralità dello studente nel sistema educativo.”

La Cgil e la Cisl hanno espresso soddisfazione per il rinnovo. Maurizio Landini, segretario della Cgil, ha parlato di “risultato importante”, sentiment condiviso da Ivana Barbacci, segretaria Scuola della Cisl, che ha affermato: “Un risultato importante, che consente di puntare ora l’attenzione sul rinnovo del triennio già in corso”.

L’unica voce contraria è quella della Uil, che ha deciso di non firmare il rinnovo sollevando dubbi su vari aspetti, tra cui “il nodo politico sulla mobilità, la mancata valorizzazione del personale Ata, la precarizzazione del lavoro delle segreterie, l’assenza di riferimenti alle scuole italiane all’estero e la parte dedicata alle relazioni sindacali”. “I contratti nazionali di lavoro si sottoscrivono perché sono migliorativi rispetto al testo precedente e non è questo il caso”, ha concluso il segretario della Uil, Giuseppe D’Aprile.

Resta da vedere come questo contratto influenzerà il settore dell’istruzione e della ricerca nei prossimi anni e se le obiezioni sollevate dalla Uil si riveleranno fondate o meno.

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