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Libertà sotto Assedio a Milano: l’Offensiva Liberticida di Pelucchi sul Campo X

27 Apr 2024 - Approfondimenti Politici

In un'epoca che richiede dialogo e comprensione, l'intervento di Giulia Pelucchi contro la commemorazione al Campo X rappresenta un inquietante passo indietro per le libertà civili, dimostrando come la censura possa ancora trovare terreno fertile anche nelle democrazie moderne.

Libertà sotto Assedio a Milano: l’Offensiva Liberticida di Pelucchi sul Campo X

In una recente lettera indirizzata alla Questura di Milano, la consigliera comunale Giulia Pelucchi ha espresso serie preoccupazioni riguardo a un evento commemorativo organizzato dall’Associazione Memento al Campo X del Cimitero Maggiore. La Pelucchi ha sollevato allarmi su ciò che interpreta come simbologia fascista legata alla Repubblica Sociale Italiana presente nei materiali promozionali dell’evento, invocando un intervento delle autorità per prevenire quello che considera un potenziale atto di apologia del fascismo. Tuttavia, una tale iniziativa pone interrogativi critici sul bilanciamento tra la tutela della memoria storica e il rispetto delle libertà fondamentali garantite in una società democratica.

Un’Intolleranza Mascherata da Vigilanza

Il tentativo della Pelucchi di bloccare l’evento al Campo X si presenta come un atto di intolleranza mascherato da vigilanza. Classificando prematuramente l’evento come un’apologia del fascismo basandosi esclusivamente sulla presenza di simboli storici nei materiali promozionali, la consigliera si arroga il diritto di censurare la libertà di espressione. Questa azione non solo contraddice gli ideali di pluralismo e dibattito aperto che dovrebbero caratterizzare una società libera, ma pone anche un pericoloso precedente in cui il potere politico può arbitrariamente decidere quali eventi siano accettabili e quali no.

La Censura Non Deve Diventare Norma

Inoltrando la sua richiesta di intervento alla Questura, Pelucchi non solo limita il diritto degli organizzatori di esprimere le loro visioni, ma estende anche una rete di controllo che potrebbe facilmente strangolare la libertà di espressione su altri temi potenzialmente sensibili. In una città come Milano, nota per la sua ricca storia di resistenza e pluralità di pensiero, è paradossale e pericoloso vedere una figura pubblica promuovere la censura come soluzione al disaccordo o al disconforto provocato da certi simboli storici.

Minare la Democrazia nel Nome della Protezione

Sotto il velo della protezione della memoria storica, iniziative come quella di Pelucchi minacciano le fondamenta stesse della democrazia. Impedire un evento per la presenza di simboli storici, indipendentemente dalla loro connotazione, è un attacco diretto al diritto di ogni cittadino di esplorare, discutere e anche dissentire. La storia deve essere oggetto di interpretazione e dibattito, non di censura. La vera protezione della memoria storica risiede nella capacità di una comunità di riflettere su tutti gli aspetti del suo passato, non solo quelli politicamente convenienti o confortevoli.

La Presidente Pelucchi evidentemente non ha altri argomenti da denunciare se non quelli riconducibili all’astio ideologico: come al solito la sinistra guarda al passato, perché pensare al futuro è troppo faticoso.

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