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La Corte Internazionale di Giustizia Impone a Israele lo Stop all’Offensiva su Rafah

24 Mag 2024 - Mondo

L'ordinanza della Corte dell'Aja obbliga Israele a interrompere le operazioni militari a Rafah, aprire il valico con l'Egitto per l'ingresso di aiuti umanitari e consentire l'accesso agli investigatori internazionali. Preoccupazioni per la situazione umanitaria e richieste di rapporti dettagliati.

La Corte Internazionale di Giustizia Impone a Israele lo Stop all’Offensiva su Rafah

La Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja ha emesso un’ordinanza contro Israele, imponendogli di interrompere immediatamente l’operazione militare terrestre a Rafah. Questa decisione arriva in un momento critico, poiché oltre 1,5 milioni di palestinesi sfollati hanno cercato rifugio in questa città. L’ordinanza include anche l’obbligo per Israele di aprire il valico di frontiera con l’Egitto per permettere l’arrivo di aiuti umanitari e consentire l’accesso agli investigatori internazionali. Il presidente della Corte, Nawaf Salam, ha descritto la situazione umanitaria a Rafah come “disastrosa”.

Critiche alle Misure di Sicurezza Israeliane

Secondo Nawaf Salam, gli sforzi di evacuazione e le misure di sicurezza che Israele afferma di aver implementato non sono sufficienti per proteggere i civili palestinesi. Salam ha sottolineato che le misure adottate non riescono a mitigare adeguatamente il rischio enorme a cui è esposta la popolazione a causa dell’offensiva militare in corso.

Richiesta di Rapporti Dettagliati

La Corte ha ordinato a Israele di presentare un rapporto dettagliato entro un mese, illustrando i progressi fatti in risposta alle misure indicate. Fino ad ora, Israele non è riuscito a rispondere completamente alle esigenze della popolazione civile di Gaza. Salam ha espresso grave preoccupazione per il destino degli ostaggi presi durante l’attacco del 7 ottobre, chiedendo il loro rilascio immediato e incondizionato.

La Risposta di Israele

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha immediatamente convocato una riunione con i suoi ministri. Il ministro per la Sicurezza nazionale, Itamar Ben Gvir, ha definito la decisione della Corte “antisemita” e ha chiesto di intensificare la pressione militare su Hamas. D’altro canto, il leader dell’opposizione, Yair Lapid, ha criticato la sentenza, affermando che non considera adeguatamente il diritto di Israele a difendersi.

Continuazione delle Operazioni Militari

Benny Gantz, ministro del gabinetto di guerra israeliano, ha dichiarato che Israele continuerà a combattere per garantire la sicurezza dei suoi cittadini e il ritorno degli ostaggi. Ha sottolineato che tutte le operazioni saranno condotte nel rispetto del diritto internazionale, cercando di minimizzare i danni ai civili.

Attacchi Aerei su Rafah

Subito dopo l’ordinanza della Corte, sono stati segnalati nuovi attacchi aerei israeliani sul campo profughi di Shaboura a Rafah. Fonti palestinesi e internazionali hanno confermato l’intensificazione dei raid aerei, causando ulteriori danni e complicazioni umanitarie.

La Posizione del Sudafrica

Il Sudafrica ha accolto con favore la decisione della Corte, definendola “rivoluzionaria” e vincolante per Israele. La ministra degli Esteri sudafricana, Naledi Pandor, ha dichiarato che l’ordine della Corte rappresenta una richiesta chiara e forte di cessare le ostilità nella Striscia di Gaza.

Aumento della Pressione Legale

Sebbene la Corte Internazionale di Giustizia non abbia i mezzi per far rispettare direttamente le sue sentenze, la decisione contro Israele incrementa la pressione legale internazionale. Il procuratore capo della Corte Penale Internazionale ha manifestato l’intenzione di emettere mandati di arresto per i leader israeliani, inclusi Netanyahu e il ministro della Difesa Yoav Gallant.

Reazioni Palestinesi

Hamas ha commentato la decisione della Corte, ritenendola insufficiente, e ha chiesto la fine completa della guerra in tutta Gaza. L’Autorità Palestinese, invece, ha accolto positivamente l’ordinanza, vedendola come un segno del consenso internazionale per porre fine alla guerra contro il popolo palestinese.

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