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Lombardia

A Vigevano la lista di Vannacci ottiene il 14,33% e diventa ago della bilancia al ballottaggio: il primo test elettorale di Futuro Nazionale

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In una città governata dalla Lega per tre mandati, l'avvocato Furio Suvilla sostenuto dal generale chiude quarto ma incide. Il centrodestra, diviso tra Forza Italia e Lega-FdI, rischia di perdere il municipio. Vannacci esulta: «Apripista per le politiche».

Riassunto dell'articolo

Il 25 maggio 2026 si sono tenute le elezioni comunali a Vigevano (Pavia), città di oltre 60.000 abitanti amministrata dalla Lega per tre mandati consecutivi. L'avvocato Furio Suvilla, sostenuto dal generale Roberto Vannacci e dalla lista civica "Vigevano Futura – Lombardia Civica", ha ottenuto il 14,33% dei voti, posizionandosi al quarto posto. Vannacci ha scelto di non presentare il simbolo del suo partito Futuro Nazionale, fondato nel febbraio 2026, ricorrendo a una lista civica. Al ballottaggio del 15 giugno si confronteranno Rossella Buratti (centrosinistra, 34,31%) e Paolo Previde Massara (Forza Italia, 24,38%). Riccardo Ghia (Lega-FdI-Noi Moderati) si è fermato al 21,45% restando escluso dal ballottaggio. Il centrodestra si è presentato diviso in tre tronconi. Vannacci ha definito Vigevano "apripista per le prossime elezioni politiche". Le reazioni del centrodestra al risultato sono state caute, con il solo Alessandro Sorte (Forza Italia Lombardia) a commentare apertamente. Il risultato si inserisce in una traiettoria di crescita del movimento Futuro Nazionale, che conta ora 4 deputati alla Camera (Ravetto, Ziello, Sasso, Pozzolo), un gruppo in Consiglio regionale Lombardia e radicamento territoriale in espansione al Sud con la sede di Bari aperta il 5 maggio.

Punti chiave
  • Il Sole 24 Ore — Comunali Vigevano, candidato Vannacci supera il 14%
  • Il Giorno Pavia — Risultati elezioni comunali 2026
  • Il Giorno — L'exploit di Furio Suvilla a Vigevano
  • Gazzetta di Parma — Vannacci debutta alle amministrative

Il primo test elettorale per il movimento Futuro Nazionale arriva da Vigevano e restituisce un numero che, al di là delle letture politiche, va registrato per quello che è. L’avvocato Furio Suvilla, candidato sindaco sostenuto da Roberto Vannacci e dalla lista civica Vigevano Futura – Lombardia Civica, ha ottenuto il 14,33 per cento dei consensi al primo turno delle comunali del 25 maggio 2026. Un risultato che lo colloca al quarto posto della competizione, ma che lo rende ago della bilancia in vista del ballottaggio.
Il dato va letto nel suo contesto. Vigevano è la più popolosa delle città lombarde chiamate al voto in questa tornata, con oltre sessantamila abitanti, ed è stata amministrata dalla Lega per tre mandati consecutivi. Il fatto che una lista sostenuta da un ex parlamentare europeo leghista ottenga in un territorio storicamente di centrodestra un risultato superiore al quattordici per cento — peraltro senza presentare il simbolo ufficiale di Futuro Nazionale, scelta tattica esplicita di Vannacci per questa tornata amministrativa — è un segnale che merita attenzione analitica.

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Vannacci Vigevano: i numeri del primo turno e la sfida del ballottaggio

Il quadro complessivo della competizione racconta una città divisa in quattro spezzoni di consenso. La candidata del centrosinistra Rossella Buratti si è attestata al 34,31 per cento, attestandosi come prima forza al primo turno. Il candidato di Forza Italia e della lista civica Lab27029, Paolo Previde Massara, ha ottenuto il 24,38 per cento, accedendo al ballottaggio. Il candidato sostenuto da Lega, Fratelli d’Italia e Noi Moderati, l’assessore uscente Riccardo Ghia, si è fermato al 21,45 per cento, restando escluso dalla sfida finale. Furio Suvilla, sostenuto da Vannacci, ha chiuso al 14,33 per cento. Gli altri candidati, tra cui Massimo Lovati di Democrazia Sovrana Popolare al di sotto dell’uno per cento e Gabriele Righi al 4,5, sono restati fuori dall’assise comunale.
La fotografia è quella di un centrodestra spaccato in tre tronconi che, sommati, sfiorerebbero il sessanta per cento dei consensi. Una somma puramente aritmetica che però non corrisponde a una somma politica: Forza Italia ha corso da sola con una lista civica, Lega e Fratelli d’Italia hanno corso insieme con un candidato di area amministrativa, Vannacci ha sostenuto un’iniziativa civica indipendente. Il risultato concreto è che al ballottaggio del 15 giugno il centrodestra si presenta con un solo candidato, Previde Massara, ma deve guardarsi sia dalla coalizione di centrosinistra di Buratti — che parte avanti di dieci punti — sia dalla scelta che faranno gli elettori di Suvilla e di Ghia. Una parte non secondaria della partita si gioca sulla disponibilità di Vannacci a indicare o meno un’opzione di voto ai propri elettori. Per ora il generale ha lasciato la questione aperta.

Futuro Nazionale a Vigevano: una lista civica senza simbolo

La scelta di non presentare il simbolo di Futuro Nazionale a Vigevano è uno degli elementi più interessanti dell’operazione, e merita una lettura politica. Vannacci ha deciso di sostenere Suvilla senza esporre direttamente il marchio del movimento appena fondato — Futuro Nazionale è stato costituito formalmente nel febbraio 2026 — ricorrendo alla formula della lista civica. Una scelta che ha due effetti opposti: da un lato permette al movimento di testare il consenso reale del territorio senza rischiare un risultato deludente sotto il proprio simbolo; dall’altro lascia aperta la domanda su quanto del quattordici per cento di Suvilla sia voto a Vannacci e quanto sia voto al candidato locale, all’avvocato, alla lista civica come categoria politica. La risposta a questa domanda, oggi, non c’è. Sarà una delle informazioni che la macchina del movimento dovrà metabolizzare nelle prossime settimane, in vista degli appuntamenti elettorali più ravvicinati.
A questo si aggiunge l’effetto piazza. Il comizio del 17 maggio in Piazza Ducale aveva riempito il salotto buono di Vigevano e diversi osservatori avevano segnalato l’inusuale partecipazione. Una settimana dopo, quei numeri di piazza si sono trasformati in voti reali, e in misura significativa. Il commento di Vannacci, affidato ai social, sintetizza l’interpretazione del movimento: «Vigevano è apripista per le prossime elezioni politiche». Una dichiarazione che vale come ipotesi di lavoro più che come constatazione, ma che dice molto della direzione che Futuro Nazionale intende imprimere alla propria traiettoria.

Le reazioni del centrodestra: silenzio strategico e il commento di Sorte

Nessuno, nel campo del centrodestra, ha voluto alimentare il caso. La consegna del silenzio strategico è stata sostanzialmente rispettata. Giorgia Meloni, intervenendo sull’esito complessivo della giornata elettorale, ha preferito spostare i riflettori sulla conquista di Venezia con Simone Venturini e sul ribaltone di Reggio Calabria con Francesco Cannizzaro, ironizzando sul «crollo del centrodestra» rimandato anche stavolta. L’unico esponente di area di governo che ha commentato apertamente il risultato di Vigevano è stato Alessandro Sorte, segretario regionale lombardo di Forza Italia: ha rivendicato la vittoria della componente moderata, liberale e popolare incarnata da Previde Massara, attribuendole il merito di aver retto la concorrenza nel campo del centrodestra. Una lettura che è anche un messaggio interno alla coalizione, in vista della partita degli equilibri nazionali.
Dietro le quinte, però, l’avanzata del movimento di Vannacci impensierisce. E impensierisce per ragioni che vanno oltre Vigevano. Nelle scorse settimane Futuro Nazionale ha portato a quattro il numero dei propri deputati alla Camera con l’ingresso di Laura Ravetto, ha costituito un proprio gruppo nel Consiglio regionale della Lombardia, ha aperto la sede pugliese di Bari il 5 maggio segnando il primo radicamento strutturato al Sud. La traiettoria istituzionale procede in parallelo con quella territoriale, e ora si aggiunge il primo dato elettorale concreto. È esattamente la combinazione che, da un anno e mezzo, gli osservatori del centrodestra cercano di stimare per capire se il movimento sia un fenomeno congiunturale o una formazione politica in costruzione.

Elezioni 2026 e centrodestra: cosa dice Vigevano sullo spazio politico

Il dato di Vigevano apre alcune domande analitiche che non hanno risposta univoca. La prima riguarda la natura del consenso di Vannacci. Il quattordici per cento ottenuto da Suvilla in una città leghista intercetta uno spazio politico reale — quello di un elettorato di destra non soddisfatto dell’offerta tradizionale — oppure è un voto di protesta che si attiva solo in determinate condizioni locali, come la divisione del centrodestra e la presenza di un candidato civico riconoscibile sul territorio?
La seconda domanda riguarda il modello organizzativo. Futuro Nazionale alterna l’uso del simbolo nelle competizioni dove dispone di una rete consolidata e l’appoggio esterno alle liste civiche nei contesti più incerti. È una strategia di lungo periodo che permette al movimento di crescere senza esporsi a sconfitte simboliche, oppure è una soluzione transitoria che dovrà essere superata quando arriverà il vero test, quello delle politiche?
La terza domanda è la più delicata. Cosa significa, per la Lega, perdere un quattordici per cento in una città amministrata per quindici anni dal Carroccio? Si tratta di un errore tattico — la divisione del centrodestra, la scelta di un candidato di area amministrativa, l’incapacità di trattenere parte del proprio elettorato dopo l’uscita di Vannacci — oppure di un sintomo di una rottura più profonda, che riguarda l’identità stessa del partito e il rapporto con il proprio bacino storico? La risposta, ancora una volta, non c’è. Ma la domanda è ormai sul tavolo, e non sarà eludibile per molto.
Il ballottaggio del 15 giugno dirà se Vigevano resterà al centrodestra o passerà al centrosinistra. Le politiche, quando arriveranno, diranno se il caso Vannacci era un episodio o l’inizio di qualcosa di più strutturato. Nel frattempo, il dato di ieri va registrato per quello che è: una lista al debutto, in un territorio non favorevole sulla carta, ottiene quasi un voto su sette e diventa ago della bilancia. Non basta a dire chi sia veramente Vannacci. Basta a dire che non è ignorabile.

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