Alla vigilia del vertice NATO di Ankara, il presidente degli Stati Uniti ha trovato il tempo di aprire Truth e pubblicare un fotomontaggio con Giorgia Meloni. L’immagine, ricavata da una foto del G7 di Évian, ritrae la premier rivolta verso di lui. Sopra, una sola scritta: «Restraining order needed». Serve un ordine restrittivo. Il provvedimento che in America si chiede contro chi perseguita, contro chi molesta. Questa volta non c’è nemmeno l’ombra di un argomento politico: c’è soltanto lo sberleffo.
Il meme di Trump contro Meloni: cosa ha pubblicato
Il fotomontaggio ribalta la realtà con la tecnica più vecchia del mondo: presentare la vittima come persecutrice. La narrazione è la stessa iniziata a giugno, quando Trump raccontò che la premier lo avrebbe «implorato» per una foto al G7. Meloni rispose con quattro parole che hanno fatto il giro del mondo: io e l’Italia non imploriamo mai.
Da allora la sequenza non si è fermata. L’Italia «pessimo alleato», la NATO «tigre di carta», le minacce di ritiro delle truppe. E adesso il meme di Trump contro Meloni, pubblicato poche ore dopo un affondo contro l’Europa intera, accusata di essersi ridotta a «terzo mondo» per le proprie politiche migratorie.
Perché Trump attacca Meloni: l’ossessione come confessione
La domanda che circola nelle redazioni è sempre la stessa: perché Trump attacca Meloni con questa insistenza? La risposta non va cercata a Roma. Va cercata a Washington.
Il governo italiano non ha fatto nulla, in queste settimane, per alimentare lo scontro. Al contrario: ha mandato un’alta rappresentanza alla festa per l’Independence Day, ha tenuto il punto senza rilanciare, ha scelto il silenzio dopo l’ultima provocazione. La premier lo aveva detto chiaramente: questo spettacolo non è all’altezza del compito delle nostre due Nazioni, e non vi parteciperò oltre.
Eppure Trump torna a colpire. Senza un fatto nuovo, senza un dossier aperto, senza una ragione. Ed è qui che l’insistenza smette di essere strategia e comincia a somigliare a qualcosa di diverso: una fissazione. C’è una parola per chi continua a inseguire con insulti e fotomontaggi una persona che ha smesso di rispondergli. E non è una parola che descrive la forza.
La follia di colpire chi non è un servo
Il vero motivo dell’accanimento è più semplice di quanto sembri. L’Italia ha commesso, agli occhi di Trump, un peccato imperdonabile: si è comportata da alleata e non da serva.
Ha detto no a Sigonella quando i bombardieri erano già in volo. Ha posto condizioni chiare sulla missione di Hormuz: mandato internazionale e voto del Parlamento. Ha difeso Papa Leone XIV quando il presidente americano lo ha attaccato. Ha rivendicato che l’uso delle basi è regolato da accordi che l’Italia non viola. Ogni singolo no è stato un atto di sovranità, non di ostilità.
Un presidente lucido distinguerebbe tra un nemico e un alleato che difende i propri interessi nazionali. Trump non ci riesce. E allora la sproporzione della reazione — un fotomontaggio da persecuzione giudiziaria contro il capo del governo di una Nazione fondatrice dell’Alleanza — misura non la colpa di chi lo riceve, ma lo squilibrio di chi lo pubblica. La follia, se di follia si vuole parlare, non sta nel rifiuto italiano di combattere una guerra altrui. Sta nell’incapacità americana di accettarlo.
Il silenzio di Palazzo Chigi e la partita di Ankara
Da Roma, nessuna replica. Ed è la scelta giusta. Rispondere a un fotomontaggio significherebbe scendere al suo livello; tacere significa lasciare che l’immagine racconti da sola il suo autore. Anche dalle opposizioni, del resto, è arrivata solidarietà alla premier: segno che certi attacchi uniscono la Nazione più di quanto Trump immagini.
Il 7 e l’8 luglio Meloni e Trump si ritroveranno nella stessa stanza, ad Ankara, per il vertice dell’Alleanza. È lì che si misura la serietà di un capo di Stato: sui dossier, non sui fotomontaggi. L’Italia ci arriva con una linea coerente e con la schiena dritta. Il presidente americano ci arriva avendo dedicato la vigilia a un meme. Ognuno porta al tavolo quello che ha.
Fonti
- Adnkronos — Trump, il post contro Meloni: «Serve un ordine restrittivo»
- ANSA — Trump posta meme con Meloni, «necessaria ordinanza restrittiva»
- Sky TG24 — Trump-Meloni, nuovo attacco del tycoon con un meme sui social
- il Giornale — «Serve un ordine restrittivo». Il nuovo attacco choc di Trump a Meloni
- Il Politico Web — Trump attacca Meloni, la replica: «Non imploriamo mai»
- Il Politico Web — Trump attacca, Tajani risponde: «Non siamo sudditi»
- Il Politico Web — Trump: probabile ritiro truppe USA dall’Italia. Crosetto risponde

