La tessera elettorale digitale sarà pronta per il prossimo appuntamento con le urne. Lo ha confermato il 25 settembre il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, a margine di un convegno a Genova sulla digitalizzazione della Pubblica amministrazione. «Con la tessera elettorale digitale basta che ci ricordiamo di portarci dietro lo smartphone e possiamo andare a votare tranquilli», ha detto il ministro.
L’annuncio chiude un percorso cominciato a gennaio in Consiglio dei ministri. La norma esiste già. Manca l’ultimo passaggio, quello tecnico. Ecco cosa prevede, come funzionerà e cosa resta da decidere.
Cosa ha detto Zangrillo sulla tessera elettorale digitale
«Prima di luglio abbiamo realizzato una semplificazione molto importante, sulla quale stiamo lavorando adesso dal punto di vista tecnico affinché sia operativa», ha spiegato il ministro. Secondo Zangrillo si tratta di una semplificazione importante per i cittadini.
Il messaggio politico è chiaro. Il governo vuole arrivare alla prossima tornata elettorale con il nuovo sistema già attivo. Per Zangrillo la burocrazia deve smettere di essere un ostacolo e diventare un motore di sviluppo per la Nazione, e la digitalizzazione è lo strumento per riuscirci.
Da dove nasce la norma: il decreto Pnrr
La tessera elettorale digitale nasce dall’articolo 6, comma 3, del decreto-legge n. 19 del 19 febbraio 2026, il cosiddetto decreto Pnrr. Il Senato lo ha convertito definitivamente il 15 aprile con 101 voti favorevoli, 62 contrari e 2 astenuti. Il decreto è diventato così la legge n. 50 del 20 aprile 2026.
Il decreto rivede oltre quattrocento procedure amministrative. Contiene anche l’ISEE precompilato e la carta d’identità senza scadenza per chi ha compiuto settant’anni. La tessera elettorale è la misura che tocca il maggior numero di cittadini: riguarda ogni elettore.
Cosa prevede l’articolo 13-bis
La norma inserisce un nuovo articolo 13-bis nella legge n. 120 del 1999, quella che regola la tessera elettorale. Il primo comma stabilisce che la tessera «può essere acquisita dall’elettore in modalità digitale» a partire dai dati dell’ANPR, l’Anagrafe nazionale della popolazione residente.
In pratica il cittadino non deve registrarsi da nessuna parte. I suoi dati elettorali sono già nell’archivio nazionale gestito dal Ministero dell’Interno: Comune di iscrizione, sezione e seggio. La tessera digitale è costruita da lì.
Anche le risorse sono già stanziate. Per adeguare il Sistema informativo elettorale ci sono 400mila euro nel 2026, 800mila nel 2027 e altri 400mila nel 2028.
Come funziona la tessera elettorale digitale
Rispetto a oggi il meccanismo cambia poco. L’elettore si presenta al proprio seggio, quello indicato sulla tessera, perché anche la versione digitale è legata a una specifica sezione elettorale. Al posto del cartoncino mostra la tessera sullo smartphone.
Resta obbligatorio il documento d’identità. La tessera elettorale certifica che si ha diritto al voto in quella sezione, non chi è la persona che si presenta. Per questo serve ancora la carta d’identità o un documento equivalente.
Scompare invece il timbro. Oggi ogni votazione occupa uno dei diciotto spazi della tessera cartacea. Con il formato digitale il voto dovrà essere registrato in modo elettronico. Come avverrà esattamente lo stabiliranno i decreti attuativi.
App IO e IT-Wallet: dove si troverà la tessera
La legge prevede che la tessera possa entrare nel Sistema IT-Wallet, il portafoglio digitale dell’app IO. Lì si trovano già la patente, la tessera sanitaria e la carta europea della disabilità.
L’integrazione però non è automatica. Saranno i decreti attuativi a stabilire se e come la tessera elettorale arriverà nell’app IO. Tutto lascia pensare che sarà quello il canale, ma per ora non c’è ancora un atto ufficiale che lo stabilisca.
Tessera elettorale digitale: quando arriva davvero
Il secondo comma dell’articolo 13-bis affida i dettagli a uno o più decreti del ministro dell’Interno. Vanno adottati d’intesa con il sottosegretario all’Innovazione e con il ministro dell’Economia, dopo aver sentito il Garante della privacy e la Conferenza unificata.
I decreti dovranno definire le caratteristiche tecniche, l’eventuale uso tramite IT-Wallet e il modo in cui la tessera andrà mostrata al seggio. La legge fissa un termine di dodici mesi dall’entrata in vigore, cioè intorno a febbraio 2027.
Zangrillo punta a fare prima. Per sapere da quale consultazione si potrà votare con lo smartphone bisognerà però aspettare le indicazioni del Viminale. È un’attesa che pesa, perché nel frattempo la nuova legge elettorale sta arrivando alla stretta finale in Parlamento.
La tessera cartacea non sparisce
Questo è il punto che molti titoli hanno trascurato. La norma dice che la tessera digitale «può» essere acquisita. È una possibilità in più, non un obbligo. La tessera di carta resta valida.
Chi non ha uno smartphone, o non lo sa usare bene, voterà come ha sempre fatto. Chi invece ha esaurito i timbri o ha perso il cartoncino potrà fare a meno di mettersi in fila all’ufficio elettorale del Comune. Sono le code che si vedono a ogni vigilia di voto, come è successo anche al referendum sulla giustizia di marzo.
Le critiche dell’opposizione
La prima reazione politica è arrivata da Alleanza Verdi e Sinistra. Filiberto Zaratti, capogruppo in commissione Affari costituzionali alla Camera, lamenta che il governo non abbia condiviso la misura con le opposizioni. Secondo lui la tessera digitale è positiva solo se resta un’opzione, altrimenti si escluderebbero gli elettori con meno dimestichezza digitale.
Il timore però trova già risposta nel testo di legge, approvato mesi fa. Nessuno è obbligato a scaricare nulla. La tessera cartacea rimane, e chi la preferisce continuerà a usarla.
I nodi ancora aperti
Restano però tre questioni che i decreti dovranno risolvere.
La prima è la registrazione del voto. Senza timbro, il seggio deve segnare in modo sicuro che quell’elettore ha già votato. Serve un sistema che funzioni anche nelle sezioni dei piccoli Comuni, dove la connessione non sempre è affidabile.
La seconda è la protezione dei dati. La tessera attinge dall’ANPR ed è per questo che la legge chiede il parere del Garante della privacy.
La terza è la formazione dei seggi. Presidenti e scrutatori dovranno saper gestire due modalità insieme, la carta e lo smartphone, senza rallentare le operazioni di voto.
Cosa cambia per chi vota
La tessera elettorale digitale non cambia il modo in cui si vota. Cambia il modo in cui si dimostra di averne diritto. È una semplificazione concreta, pensata per un problema che tutti conoscono: la tessera introvabile la domenica mattina, o senza più spazi liberi.
La legge c’è e i fondi pure. Ora tocca al Viminale. Se i decreti arriveranno in tempo, la prossima volta che si vota per molti italiani basterà lo smartphone insieme alla carta d’identità.
Fonti
- ANSA – Alle prossime elezioni si voterà con la tessera digitale, l’annuncio di Zangrillo
- Normattiva – Decreto-legge 19 febbraio 2026, n. 19, art. 6
- Affaritaliani – Tessera elettorale digitale, come cambierà il voto
- Il Sole 24 Ore – Isee antifrode, carta d’identità a vita per gli over 70 e tessera elettorale digitale
- ilDiritto – Tessera elettorale digitale

