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Italia

Il sistema Soros: dallo speculatore che affondò la lira al bancomat della sinistra italiana

Redazione - Il Politico

L'inchiesta di Far West su Rai 3 ha riacceso i riflettori su un meccanismo consolidato: le fondazioni riconducibili a George Soros hanno trasferito oltre un milione di euro a esponenti di PD, AVS e +Europa attraverso associazioni no profit che operano come intermediari. Ma la rete è molto più vasta — e più antica — di quanto emerso in televisione. Ricostruiamo l'intero sistema.

Riassunto dell'articolo

L'inchiesta di Far West (Rai 3, 31 marzo 2026) ha riportato l'attenzione sui finanziamenti della galassia Soros alla sinistra italiana. Attraverso fondazioni come Democracy & Pluralism e associazioni come Agenda e Social Changes, oltre un milione di euro è stato trasferito a parlamentari di PD, AVS e +Europa in forma di servizi elettorali e consulenze. Nel biennio 2017-2018 la Open Society ha erogato 8,5 milioni di dollari in Italia a ONG, associazioni pro-immigrazione e media. Soros, che nel 1992 speculò sulla lira causando la svalutazione del 30% e l'uscita dell'Italia dallo SME, si presenta oggi come filantropo, ma il modello di influenza — dalla selezione dei candidati al finanziamento delle campagne — solleva interrogativi sulla sovranità delle scelte politiche della sinistra italiana.

L’uomo che mise in ginocchio la lira e poi tornò come “filantropo”

Per comprendere il peso di George Soros sulla politica italiana bisogna partire da una data precisa: il 16 settembre 1992, il cosiddetto mercoledì nero. Quel giorno il finanziere ungherese-americano, attraverso il suo hedge fund Quantum, vendette lire e sterline allo scoperto per miliardi di dollari, costringendo la Banca d’Italia — guidata da Carlo Azeglio Ciampi — a bruciare 48mila miliardi di lire di riserve valutarie nel tentativo di difendere il cambio. La lira fu svalutata del 30% e l’Italia venne espulsa dal Sistema Monetario Europeo. In un solo giorno, Soros realizzò un profitto personale stimato in circa un miliardo di dollari.
Lo stesso Soros non ha mai nascosto la natura dell’operazione. In un intervento pubblico a Udine nel 2013 dichiarò: “L’attacco speculativo contro la lira fu una legittima operazione finanziaria. Mi ero basato sulle dichiarazioni della Bundesbank, che dicevano che non avrebbe sostenuto la valuta italiana. Bastava saperle leggere.”
La conseguenza per l’Italia fu devastante: recessione nel 1993, lo spread tra BTP e Bund schizzò a 770 punti base, e il Paese fu avviato verso una stagione di privatizzazioni forzate — ENI, ENEL, Telecom — che ridisegnò il perimetro dell’economia pubblica italiana. Chi provocò quel disastro non solo non ne rispose mai, ma fu anzi premiato: l’Università di Bologna conferì a Soros la laurea ad honorem nel 1995, su indicazione di Romano Prodi, suo amico personale.
Ecco il primo elemento strutturale del sistema Soros: lo speculatore che ha tratto profitto dalla fragilità italiana si è poi reinventato come filantropo, costruendo una rete di influenza che oggi raggiunge direttamente i parlamentari italiani.

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Il meccanismo: come arrivano i soldi dalla galassia Soros ai partiti italiani

I finanziamenti di Soros alla sinistra italiana non sono diretti. Seguono un percorso a più livelli, costruito per interposta persona e fondazione, che rende il tracciamento complesso ma non impossibile. È stato il lavoro dell’agenzia di stampa Adnkronos, nell’aprile 2024, a ricostruire per primo lo schema. L’inchiesta di Far West del 31 marzo 2026, condotta da Salvo Sottile su Rai 3, ha poi portato il tema in prima serata.
Il flusso funziona così. Al vertice si trova la Open Society Foundations, la rete filantropica fondata da Soros che ha erogato oltre 32 miliardi di dollari nel mondo dalla sua nascita. Nel solo 2024, la spesa per l’area Europa e Asia Centrale è stata di 83,7 milioni di dollari.
Il primo canale italiano passa attraverso la fondazione svedese Democracy & Pluralism (Demokrati Pluralism Stiftelsen), guidata dall’imprenditore Daniel Sachs, vice chair della Open Society. Questa fondazione ha versato oltre un milione e 75mila euro all’associazione Agenda, con sede a Roma, in due tranche: 800mila euro nell’agosto 2022 e altri 275mila euro nell’ottobre 2023.
Agenda è stata fondata nel 2022 da Jessica Shearer, ambientalista americana ed ex collaboratrice della campagna presidenziale di Barack Obama nel 2008, insieme a tre esponenti del Partito Democratico: la deputata Rachele Scarpa (la più giovane della XIX legislatura), Caterina Cerroni (segretaria nazionale dei Giovani democratici) e Sofia Di Patrizi (portavoce delle Donne democratiche di Genova).
Il secondo canale è Social Changes, organizzazione americana di stampo progressista che ha curato campagne di comunicazione per i democratici statunitensi. L’amministratrice delegata è la stessa Jessica Shearer. Anche Social Changes ha erogato contributi — sotto forma di “servizi” — a esponenti della sinistra italiana.
Lo schema è sempre il medesimo: i fondi non arrivano come donazioni dirette ai partiti, ma come erogazione di servizi — video, gestione social, consulenze di comunicazione, affiancamento elettorale — che le associazioni forniscono ai singoli candidati e parlamentari, i quali sono obbligati a dichiarare tali contributi alla Camera dei deputati.

I nomi e le cifre: chi ha incassato quanto

Dall’elenco dei contributi per attività politica depositato alla Camera, e dalle ricostruzioni dell’Adnkronos poi confermate e ampliate da Il Tempo e da Panorama, emerge una mappa dettagliata dei beneficiari.
Tra i nomi più rilevanti figura Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, che avrebbe ricevuto da Social Changes 110.367 euro in servizi nel 2022. Riccardo Magi e Benedetto Della Vedova, figure di riferimento di +Europa, compaiono ciascuno con 312.000 euro ricevuti nel 2022. Della Vedova ha sempre rivendicato apertamente il finanziamento. Anche +Europa come partito aveva già ricevuto 100.000 euro direttamente da George Soros e dalla moglie per le europee del 2019.
Sul versante PD, l’elenco è più articolato. Giuseppe Provenzano, ex ministro del Sud nel governo Conte bis e attuale responsabile Esteri della segreteria Schlein, ha ricevuto da Agenda circa 13.000 euro. Ouidad Bakkali, vicesegretaria del PD in Emilia-Romagna, circa 77.000 euro. Rachele Scarpa, cofondatrice di Agenda, circa 24.000 euro in due tranche. Caterina Cerroni, altra cofondatrice, oltre 72.000 euro complessivi. Valentina Ghio circa 38.000 euro, Marco Sarracino circa 30.000 euro, Marta Bonafoni 10.000 euro. Dall’altra parte dell’alleanza, il deputato AVS Marco Grimaldi ha ricevuto circa 25.000 euro in servizi.
Tutti i contributi risultano formalmente legali e dichiarati. Ma il dato politico è un altro: non sono i candidati a cercare i finanziamenti. Sono le fondazioni della galassia Soros a selezionare, individuare e proporre sostegno ai singoli esponenti, scegliendo di fatto tempi, modi, personaggi e — in parte — programmi nel perimetro della sinistra italiana.

Oltre i partiti: 8,5 milioni a ONG, associazioni e università italiane

I finanziamenti ai parlamentari sono solo la punta dell’iceberg. Nel biennio 2017-2018, la Open Society Foundations ha erogato in Italia 8.527.948 dollari, distribuiti su 70 progetti distinti. Le cifre sono pubbliche, consultabili direttamente sul sito della fondazione.
La parte più consistente è andata a organizzazioni che si occupano di immigrazione. I Radicali Italiani hanno ottenuto 298.550 dollari nel 2017 per “promuovere un’ampia riforma delle leggi italiane sull’immigrazione”. L’ASGI (Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione), che ha pubblicato la rivista Diritto Immigrazione e Cittadinanza in collaborazione con Magistratura Democratica, ha ricevuto 385.715 dollari nel 2018. La CILD (Coalizione italiana per le libertà e i diritti civili) ha incassato 1,7 milioni di dollari tra il 2016 e il 2022. L’ARCI ha totalizzato oltre 450.000 dollari tra il 2017 e il 2022.
Ma l’intervento di Open Society si estende anche ai media e al mondo accademico. IRPI (Investigative Reporting Project Italy) ha ricevuto quasi un milione di dollari complessivi, di cui 450.000 nel solo 2023. L’Università di Urbino ha ottenuto 25.000 dollari per un progetto di “mappatura dell’informazione politica sui media italiani in vista delle elezioni 2018”. La Fondazione Openpolis ha ricevuto fondi per costruire una piattaforma di monitoraggio del PNRR. Dataninja ha ottenuto 313.000 dollari per progetti sull’alfabetizzazione digitale nelle scuole italiane.
Come ha scritto la stessa Open Society in un documento del marzo 2021: “La Open Society Foundation ha iniziato il suo lavoro in Italia nel 2008, offrendo supporto a gruppi che stavano sfidando gli abusi di potere da parte del governo dell’allora primo ministro Silvio Berlusconi.” Una frase breve che rivela l’orientamento politico strutturale dell’intera operazione.

Far West e la reazione politica: FdI chiede trasparenza

L’inchiesta andata in onda su Rai 3 il 31 marzo 2026 ha riportato il tema al centro del dibattito pubblico. Il programma di Salvo Sottile ha ricostruito il percorso dei capitali dalla speculazione finanziaria fino alle reti di fondazioni e associazioni italiane, ponendo una domanda diretta: dove finisce la filantropia e dove inizia l’influenza politica?
Le reazioni sono state immediate. Augusta Montaruli, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, ha dichiarato che l’inchiesta conferma quanto il partito denuncia da tempo: la linea politica di una parte della sinistra non sarebbe dettata dall’interesse della Nazione ma dai desideri di uno speculatore globale. Il deputato FdI Emanuele Loperfido ha chiesto di fare piena luce sull’influenza della Open Society sulle scelte politiche della sinistra italiana, richiamando l’attenzione sui temi dell’immigrazione e della radicalizzazione del dibattito pubblico.
Sul fronte opposto, le difese si muovono su due binari. Agenda ha smentito qualsiasi rapporto diretto con Soros, definendo le notizie “false e infondate” — nonostante il finanziamento dalla fondazione presieduta dal vice chair di Open Society sia documentato negli atti parlamentari. Magi e Della Vedova hanno rivendicato i fondi come coerenti con i valori liberali del loro partito. Rachele Scarpa ha precisato che tutto è tracciato e rendicontato come previsto dalla legge. Pier Luigi Bersani, nel gennaio 2025, ha difeso Soros definendolo un filantropo.

La doppia identità: speculatore e ingegnere sociale

La questione non è la legalità formale dei finanziamenti — che nessuno mette in discussione — ma il modello di influenza che ne emerge. George Soros ha donato oltre 32 miliardi di dollari alla sua rete di fondazioni dalla fine degli anni Settanta. La Open Society opera in oltre 100 Paesi, finanzia migliaia di progetti ogni anno e si descrive come “il più grande finanziatore privato di gruppi indipendenti che lavorano per diritti, equità e giustizia.”
Ma il profilo di Soros resta inscindibilmente doppio. Lo stesso uomo che ha costruito la sua fortuna mettendo in ginocchio la lira italiana — facendo pagare a milioni di famiglie il prezzo della recessione, delle privatizzazioni forzate e dell’esplosione del debito — si presenta oggi come benefattore delle cause progressiste. E quelle cause, in Italia, hanno nomi e cognomi: parlamentari del PD, di AVS, di +Europa, associazioni che promuovono l’immigrazione, ONG che contestano le politiche del governo in carica, media che si occupano di fact-checking e giornalismo investigativo.
Soros stesso ha dichiarato il proprio obiettivo con una formula rivelatrice: “Piegare l’arco della storia nella giusta direzione.” Dove la “giusta direzione” coincide sistematicamente con l’agenda progressista globalista: società aperte senza confini, decostruzione delle identità nazionali, immigrazione come destino ineluttabile, cultura woke come paradigma valoriale.
L’Italia, per Soros, è stata prima un mercato da saccheggiare. Poi è diventata un terreno da plasmare.

Fonti

Affari Italiani – Farwest, un’inchiesta su George Soros: filantropo o manovratore della sinistra europea?
Newsroom Italia – Tutti i soldi di Soros alla sinistra italiana: i partiti, le no profit e i nomi dei parlamentari beneficiari
Il Tempo – Soros il Federatore: lui chiama e la sinistra risponde
Il Tempo – George Soros, il bancomat della sinistra. Associazioni, ONG e onlus
Panorama – Soros, un magnate in aiuto alla sinistra
Secolo d’Italia – Soldi a parlamentari Pd e Avs da organizzazioni Usa e vicine a Soros
La Voce del Patriota – Loperfido (FdI): fare piena luce su influenza Open Society
Fratelli d’Italia – Montaruli: Soros finanzia agenda sinistra, avevamo ragione
Open Society Foundations – Il sostegno della Open Society Foundations per l’Italia
Wikipedia – Mercoledì nero
InsideOver – 1992, quando la Bundesbank scatenò Soros contro l’Italia
TrevisoToday – Soldi da Soros alla sinistra italiana, tra i beneficiari c’è anche Rachele Scarpa

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