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Suppletive Reggio Calabria: vince Roscioli, Giannetta si ferma al 7,6%. Ma ha votato uno su cinque

Redazione - Il Politico

Il seggio lasciato da Cannizzaro resta a Forza Italia. Ma tra un'affluenza dimezzata e il primo voto reale di Futuro Nazionale, il centrodestra esce dalle urne con tre domande a cui rispondere.

Riassunto dell'articolo

Alle suppletive di Reggio Calabria del 27-28 settembre 2026 Fabio Roscioli (Forza Italia, centrodestra) è stato eletto alla Camera con circa il 56% dei voti, davanti a Frank Benedetto (centrosinistra, 35%) e Domenico Giannetta (Futuro Nazionale, 7,6%). L'affluenza è crollata al 22,34% contro il 49,40% di quattro anni fa. Il risultato conferma la tenuta del centrodestra nel collegio ma apre tre questioni: il costo della divisione nei collegi contendibili, il bacino degli astenuti e la strategia di Vannacci dopo il primo voto reale del suo partito.

I risultati delle suppletive di Reggio Calabria non lasciano spazio a dubbi sul vincitore. Con 115 sezioni scrutinate su 487, Fabio Roscioli, tesoriere di Forza Italia e candidato dell’intero centrodestra, è al 56,19% con 11.213 voti. Frank Benedetto, primario di cardiologia e candidato del campo largo, si ferma al 34,83%. Domenico Giannetta, il chirurgo ex capogruppo azzurro passato a Futuro Nazionale, raccoglie 1.514 voti, il 7,59%. Chiude Francesco Toscano di Democrazia Sovrana e Popolare all’1,39%.

CREAZIONE SITI WEB
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Il presidente della Regione Roberto Occhiuto ha rivendicato la vittoria su X quando lo spoglio era appena cominciato, con un video in cui abbraccia il sindaco Francesco Cannizzaro e lo stesso Roscioli. Il seggio del collegio uninominale 05 Reggio Calabria-Locri, rimasto vacante dopo l’elezione di Cannizzaro a sindaco in maggio, torna a Forza Italia.

Chi ha vinto le suppletive di Reggio Calabria

Roscioli ha vinto con un margine più largo del previsto. La vigilia raccontava una partita a tre, con il candidato di Vannacci accreditato dai sondaggi tra il 10 e il 15% e il centrosinistra pronto a inserirsi nella spaccatura. Non è andata così. Il centrodestra ha tenuto il suo fortino storico e il rapporto di forza con le opposizioni è rimasto quello delle amministrative di primavera, quando Cannizzaro fu eletto sindaco al primo turno con quasi il 69%.

Il dato politico immediato è chiaro: la candidatura di un avvocato romano non residente in Calabria, contestata per settimane come “calata dall’alto”, non ha prodotto la rivolta dell’elettorato azzurro che Futuro Nazionale sperava di intercettare.

L’affluenza crolla al 22%: il numero che pesa di più

La notizia vera di questa domenica e lunedì di voto, però, non sta nelle percentuali ma nell’affluenza. Ha votato il 22,34% degli aventi diritto. Quattro anni fa, nello stesso collegio e con un solo giorno di voto, era stata del 49,40%. Su 345.788 elettori, di cui quasi 59 mila residenti all’estero, sono andati alle urne meno di 78 mila.

Significa che il nuovo deputato di Reggio Calabria viene eletto con il consenso effettivo di circa un elettore su otto. Nessuno dei tre schieramenti principali può leggere il risultato come un mandato. Ed è un numero che pesa soprattutto su chi festeggia: un collegio storicamente forzista che diserta le urne in queste proporzioni racconta una distanza tra territorio e classe dirigente che la vittoria non cancella.

Giannetta e Futuro Nazionale: il primo numero reale

Per Roberto Vannacci, Reggio Calabria doveva essere la sua “Sassonia”. Aveva scelto il candidato con astuzia: Giannetta non è un nome di bandiera, è un medico con oltre diecimila preferenze alle regionali, ex capogruppo di Forza Italia, espulso dalla maggioranza in Consiglio regionale dopo il passaggio al nuovo partito. Il tentativo, come avevamo scritto nel pezzo sulle suppletive di Reggio Calabria e la sfida di Vannacci a Forza Italia, era misurare la presa reale sui delusi del centrodestra nel territorio dove gli azzurri sono più forti.

Il 7,6% va letto con onestà. È un risultato sotto le attese della vigilia e lontano dal 14,33% ottenuto dalla lista di Vannacci a Vigevano in maggio. Ma è anche il primo voto vero di un partito nato a febbraio, in un collegio uninominale secco che per sua natura schiaccia il voto sui due candidati in grado di vincere. E coincide quasi al decimale con il 7,4% che i sondaggi nazionali attribuiscono a Futuro Nazionale. Non c’è stato lo sfondamento, non c’è stato nemmeno il tracollo.

Tre domande per il centrodestra

Chiuse le urne, restano aperte tre questioni che riguardano tutta la coalizione di governo e non solo il partito di Vannacci.

La prima riguarda la somma. Roscioli e Giannetta insieme superano il 63%, contro il 35% di Benedetto. A Reggio Calabria la divisione non ha fatto male perché il margine era enorme. In un collegio contendibile del Nord, un 7% che corre da solo può decidere il seggio. La domanda è se il centrodestra possa permettersi di ripetere questo esperimento alle politiche.

La seconda riguarda gli astenuti. Chi è rimasto a casa? Se sono gli elettori forzisti irritati dal candidato paracadutato, Futuro Nazionale non li ha intercettati ma nemmeno Forza Italia li ha trattenuti. Un bacino in sospeso, che nessuno oggi può dire suo.

La terza riguarda Vannacci. A Vigevano il suo partito aveva mostrato di poter essere ago della bilancia, a Reggio ha mostrato di avere un voto reale ma non ancora un voto decisivo. Il generale può presentare il 7,6% come un debutto onorevole o incassarlo come un limite. La scelta che farà nelle prossime settimane, tra lo scontro frontale con Forza Italia e l’ipotesi di un’intesa nel perimetro della coalizione, dirà molto più del risultato di oggi.

Cosa succede adesso

Roscioli entrerà a Montecitorio nel gruppo di Forza Italia e il centrodestra rafforza di un’unità la maggioranza alla Camera. Per Occhiuto e Cannizzaro è una vittoria doppia: hanno tenuto il collegio e hanno ridimensionato, almeno per ora, il tentativo di scalata dall’esterno. Per Antonio Tajani è una boccata d’ossigeno in una fase di fibrillazioni interne. Per Futuro Nazionale comincia la parte difficile: trasformare un consenso da sondaggio in una struttura che regga il voto uninominale.

La Nazione ha guardato a Reggio Calabria per due giorni come a un laboratorio. Il laboratorio ha dato un responso netto sul seggio e uno molto meno netto sul futuro della coalizione.

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