C’è chi a Ferragosto prepara la grigliata e chi prepara il governo. Matteo Renzi, si sa, non è uomo da carbonella: tra un caffè alla Versiliana e un’intervista d’agosto, il senatore di Firenze ha annunciato che «alla fine l’unica strada sarà formare in Parlamento un governo europeista».
Alla fine di cosa, non è dato sapere. Delle elezioni, presumibilmente. Quelle che gli italiani devono ancora fare e il cui esito, a quanto pare, è già stato archiviato come una formalità notarile. Si vota, si conta, si sorride per le foto: poi si torna nei corridoi, dove la politica seria — quella «europeista» — si fa davvero.
Il Tribuno ammira la sincerità. Altri almeno aspettano lo spoglio prima di rovesciare il tavolo. Renzi no: lui il ribaltone lo annuncia in anticipo, con la stessa disinvoltura con cui si prenota l’ombrellone. È la nuova frontiera della trasparenza: il governo di palazzo comunicato per tempo, così nessuno potrà dire di non essere stato avvisato.
C’è poi il dettaglio della coerenza, che nel repertorio del senatore occupa sempre un posto d’onore. Perché lo stesso Renzi giura solennemente: «Non accetto di entrare in Parlamento con i voti di M5s e Avs. Ci entro se Italia Viva prende i voti, sennò non ci entro». Purissimo. Adamantino. Salvo poi spiegare che, una volta dentro, l’unica strada sarà governare con tutti gli «europeisti» disponibili — categoria elastica che, all’occorrenza, ha sempre trovato posto per chiunque avesse un ministero da offrire.
Tradotto dal renziano: i vostri voti non li voglio, i vostri seggi sì.
La Nazione, intanto, osserva. Ha già visto questo film: i governi «dei migliori», «dei responsabili», «di scopo», partoriti in agosto nei salotti balneari e battezzati a settembre nei palazzi romani. Cambia l’aggettivo, non il metodo: prima si decide chi governa, poi si chiede agli elettori di ratificare. E se non ratificano, pazienza: si corregge in Parlamento.
Il Tribuno, che di rostri se ne intende, una cosa la ricorda volentieri: la democrazia non è quella cosa che si celebra alle urne e si emenda nei corridoi. O almeno, non dovrebbe. Ma è agosto, fa caldo, e certi progetti — come certi pesci — vanno serviti freschi, prima che gli italiani si accorgano dell’odore.
Fonti
- ANSA – Renzi: “Non accetto di entrare in Parlamento con voti M5s e Avs”
- Sky TG24 – Politica, intervista a Matteo Renzi del 12 agosto 2026

