Il rapporto degli 007 su Ceuta è arrivato sul tavolo del governo e dice due cose. La prima: il rischio terrorismo nell’exclave è concreto. La seconda: dietro la mobilitazione social che prepara la nuova ondata migratoria c’è una regia. Lo rivelano oggi Corriere della Sera e Il Messaggero, e in poche ore la notizia ha fatto il giro delle agenzie.
Ma il dettaglio politicamente più pesante sta nella genesi del documento. Il dossier è frutto anche di informazioni condivise dagli 007 spagnoli in queste ore. Tradotto: mentre Pedro Sánchez ordina i controlli di ritorsione sui viaggiatori in arrivo dall’Italia, i suoi stessi servizi passano a Roma l’allarme che giustifica la linea italiana. La mano destra di Madrid smentisce la sinistra.
Cosa dice il rapporto degli 007 su Ceuta
Il quadro fornito dall’intelligence al governo è netto. L’exclave spagnola, per la sua storia, rischia di trasformarsi in un centro di radicalizzazione e reclutamento jihadista. Diverse decine di persone originarie dell’area sono partite in passato per combattere in Siria e Iraq. Il bacino è noto: Fnideq, l’antica Castillejos, a pochi chilometri dal confine, è stata più volte teatro di operazioni antiterrorismo congiunte tra Spagna e Marocco per smantellare reti jihadiste transfrontaliere.
Non è un timore astratto. È la ragione per cui venerdì sera Palazzo Chigi ha annunciato che non riaprirà subito Schengen, nonostante l’ultimatum di Madrid. I rischi di sicurezza e di terrorismo per l’Italia sono stati evocati esplicitamente nella nota del governo. Ora si capisce su quali carte poggiava quella decisione.
La regia: chat, utenze di sei Stati, date anticipate
Il meccanismo ricostruito dai servizi è una macchina a più stadi. Il primo passaggio corre su TikTok, dove operano gestori di più gruppi con numeri telefonici marocchini che inviano link WhatsApp verso gruppi Facebook. Lì avviene il secondo passaggio: la diffusione dei collegamenti alle chat organizzative, rilanciati da utenti che non condividono altri contenuti e sono attivi solo su questo fronte.
Poi il dato che pesa di più: i telefoni usati da questi utenti hanno numeri provenienti da diversi Stati. Usa, Egitto, Algeria, Tunisia, Libia e Senegal. Un numero limitato di membri utilizza la stessa utenza in più gruppi. E nelle chat private si legge un coordinamento operativo esplicito: colpire il giorno 10 e non l’11, perché per il 9 sono previste manifestazioni. I servizi osservano già una tendenza ad anticipare la data della nuova migrazione di massa, che potrebbe scattare prima del 15 agosto.
Per l’intelligence è in corso una regia della campagna di mobilitazione. Al momento non è attribuibile a un attore specifico. Ma è esattamente la sequenza che questo giornale ha ricostruito quando la crisi è esplosa: chi ha letto la nostra analisi su cosa c’è dietro la crisi di Ceuta e il nostro approfondimento sulle armi di migrazione di massa sa che i flussi orchestrati non sono una suggestione: sono una categoria della scienza politica, e ora anche degli atti di intelligence. C’è infine un terzo livello, il più cinico: gli stessi gruppi Facebook sono sfruttati da trafficanti di esseri umani pronti a fare business sulla pelle dei disperati.
Il paradosso di Madrid: i servizi collaborano, il governo ritorce
Qui la vicenda diventa politica. Il governo spagnolo ha risposto alla mancata riapertura di Schengen con i controlli sui viaggiatori provenienti dall’Italia, scattati da mezzanotte di sabato. Una misura che abbiamo raccontato nel nostro pezzo sulla ritorsione di Sánchez contro l’Italia. Ma nelle stesse ore in cui il premier alzava il muro diplomatico, i suoi apparati di sicurezza consegnavano a Roma le informazioni che confermano la fondatezza dell’allarme italiano.
E i fatti sul terreno dicono che Madrid prende sul serio la minaccia molto più di quanto ammetta nei comunicati. La barriera pneumatica galleggiante al confine marittimo è stata consolidata: circa 500 metri. Due fregate della Marina militare spagnola, la Santa Maria e la Navarra, pattugliano la baia. Duemila militari sono presenti nell’exclave, con un contingente fortemente incrementato di Guardia Civil e Policía Nacional, droni e sorveglianza attiva. Misure analoghe sono state disposte a Melilla. Non è il dispositivo di chi considera infondati i timori di Roma. È il dispositivo di chi si prepara alla stessa ondata.
Perché Schengen resta sospeso
Il dossier chiude il cerchio. La sospensione dei controlli di frontiera decisa dall’Italia non è una puntata dello scontro politico tra il modello socialista di Sánchez e quello conservatore di Giorgia Meloni, come la stampa amica di Madrid vorrebbe raccontare. Poggia su un rischio certificato dall’intelligence, condiviso dagli stessi servizi spagnoli, con una data cerchiata in rosso: prima del 15 agosto.
La domanda che resta aperta è quella che il rapporto lascia in sospeso: chi tiene in mano la regia. I numeri telefonici distribuiti su tre continenti, il coordinamento delle date, la disciplina operativa delle utenze suggeriscono una struttura, non un passaparola spontaneo. Quando l’attribuzione arriverà, si capirà se la crisi di Ceuta è stata un episodio o l’inaugurazione di un metodo. Nel frattempo, la frontiera resta il posto dove si misura la serietà degli Stati. E su quella misura, oggi, gli atti dei servizi parlano più chiaro dei comunicati dei governi.
Fonti
- ANSA – “Il rischio terrorismo è concreto”, report degli 007 su Ceuta
- Leggo (gruppo Il Messaggero) – Terrorismo, report degli 007 su Ceuta
- Tgcom24 – Ceuta, il report degli 007: “Rischio terrorismo concreto”

