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Italia

La Rai valuta la sostituzione di Ranucci: il parere del Comitato etico arriva a Ferragosto

Redazione - Il Politico

Il parere sulle violazioni del codice etico arriva sulla scrivania dell'amministratore delegato Rossi. La stagione parte l'8 novembre e i nomi dei possibili successori circolano già.

Riassunto dell'articolo

Il 12 agosto 2026 il Comitato etico della Rai ha concluso le proprie verifiche sul caso di Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, e consegnerà entro la settimana un parere riservato all'amministratore delegato Giampaolo Rossi. Sotto esame le possibili violazioni del codice etico aziendale emerse dall'ordinanza di arresto di Valter Lavitola: una mail del direttore dell'Approfondimento Paolo Corsini girata da Ranucci a Lavitola, giudizi critici sui vertici Rai e su colleghi. Il gip considera Ranucci estraneo all'attentato del 16 ottobre 2025 e parte lesa. La decisione sulla conduzione della nuova stagione, in partenza l'8 novembre, spetta all'amministratore delegato: tra le ipotesi la sostituzione con Federico Ruffo o una conduzione collegiale. Salvini chiede l'allontanamento del conduttore, le opposizioni lo difendono.

Sarà un Ranucci sostituito a Report ad aprire la prossima stagione del programma? La domanda non è più un’ipotesi di corridoio: il Comitato etico della Rai si è riunito, ha svolto audizioni e verifiche e dovrebbe consegnare entro la settimana il proprio parere all’amministratore delegato Giampaolo Rossi. Un parere riservato, non destinato alla pubblicazione, che arriva due giorni dopo l’arresto di Valter Lavitola come presunto mandante dell’attentato del 16 ottobre 2025. Il Ferragosto di viale Mazzini si annuncia tutt’altro che tranquillo.

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Cosa esamina il Comitato etico Rai su Ranucci

Sotto la lente ci sono i rapporti tra il conduttore di Report e l’imprenditore oggi in carcere. Dall’ordinanza di custodia cautelare emergono elementi che riguardano direttamente gli obblighi aziendali: correttezza, trasparenza, prevenzione dei conflitti di interesse, tutela dell’immagine Rai.
Il caso più delicato è una mail interna. Paolo Corsini, direttore dell’Approfondimento, aveva scritto a Ranucci chiedendo un riequilibrio delle inchieste di Report. Quella mail, secondo gli atti, il conduttore l’avrebbe girata a Lavitola. Stessa sorte per una circolare organizzativa dell’amministratore delegato.
A questo si aggiungono i giudizi sprezzanti attribuiti a Ranucci nei confronti dei vertici aziendali e di alcuni colleghi, oltre a un messaggio vocale del 2021 con valutazioni durissime sulla Rai. Materiale che il Comitato ha valutato insieme a un punto fermo: per il giudice per le indagini preliminari, Ranucci è estraneo all’attentato e resta parte lesa. La questione, dunque, non è penale. È deontologica e aziendale.

Chi può sostituire Ranucci alla guida di Report

La decisione sulla conduzione spetta all’amministratore delegato ed è di natura editoriale. La nuova stagione parte l’8 novembre e i tempi stringono. Il nome più citato è quello di Federico Ruffo, dal 2020 alla guida di Mi manda Rai3: un nome che, paradosso della vicenda, compariva già nelle intercettazioni tra Ranucci e Lavitola come possibile sostituto.
Circola anche una soluzione di compromesso: una trasmissione senza conduttore unico, con più firme della redazione a dividersi le puntate. Una formula che consentirebbe di prendere tempo ed evitare fratture in una squadra già agitata, dove nei giorni scorsi era circolato — e poi rientrato — un documento interno che di fatto commissariava il vicedirettore. La redazione ha smentito in modo categorico ogni ipotesi di resa dei conti.

Lo scontro politico sul futuro del conduttore

Intanto la vicenda è diventata terreno di scontro. Matteo Salvini ha chiesto apertamente che Report riparta senza Ranucci finché non ci sarà chiarezza. Le opposizioni rispondono compatte che il conduttore è la vittima, e Repubblica apre con un eloquente «Assedio a Ranucci». Uno schema già visto con la sospensione del programma decisa a luglio: da una parte la tutela dell’azienda, dall’altra la denuncia della delegittimazione.
Il punto, però, resta quello documentato dalle carte: un conduttore del servizio pubblico che inoltra comunicazioni aziendali riservate a un soggetto esterno oggi accusato di metodo mafioso. Comunque finisca la partita della conduzione — e le querele presentate dallo stesso Ranucci dicono che sarà una partita lunga — la Rai dovrà rispondere a una domanda semplice: quelle chat sono compatibili con il codice etico dell’azienda? La risposta è attesa a giorni.

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