La proposta di legge sulla legittima difesa depositata dalla Lega, a prima firma del senatore Claudio Borghi, è l’ultimo atto della battaglia politica esplosa attorno al caso di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per l’uccisione di due rapinatori. Il testo promette di riscrivere l’articolo 52 del codice penale. Ma prima di discutere se sia giusto, bisogna capire cosa prevede davvero. E soprattutto cosa non può fare: liberare Roggero.
Cosa prevede la proposta di legge della Lega sulla legittima difesa
Il testo depositato introduce un principio radicale: la non punibilità di “qualsiasi reazione” nell’immediatezza di un’aggressione a mano armata avvenuta in casa o in un esercizio commerciale. La formula è accompagnata da tre esclusioni esplicite, che sono il vero cuore della proposta: la reazione resta non punibile “indipendentemente dalla proporzionalità dei mezzi usati, dalla persistenza del pericolo e dalla natura strettamente difensiva della condotta”.
Sono esattamente i tre pilastri su cui si regge, da sempre, l’istituto della legittima difesa. La proporzionalità tra offesa e difesa. L’attualità del pericolo. Il carattere difensivo, e non offensivo, della reazione. La proposta di legge non li amplia: li rimuove.
Cosa dice oggi l’articolo 52 del codice penale
La norma vigente stabilisce che non è punibile chi ha commesso il fatto per la necessità di difendere un diritto proprio o altrui “contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa”. La riforma del 2019, voluta proprio dalla Lega, ha già rafforzato in modo significativo la posizione di chi si difende dentro la propria abitazione o il proprio negozio, introducendo una presunzione di proporzionalità per chi respinge un’intrusione violenta.
Quella riforma, come ha rivendicato lo stesso Matteo Salvini, ha risparmiato processi e sofferenze a molti cittadini che si erano difesi davvero. Ma ha mantenuto un confine: il pericolo deve essere attuale. Chi spara mentre subisce un’aggressione si difende. Chi spara dopo, quando l’aggressione è finita, fa un’altra cosa.
Perché la proposta di legge non libererebbe Roggero
Borghi ha dichiarato che, se la proposta venisse approvata, il gioielliere sarebbe libero il giorno dopo, per effetto della retroattività dell’abolizione del reato. È l’argomento più efficace sul piano mediatico. Ed è anche quello giuridicamente più fragile.
Roggero non è stato condannato per eccesso di legittima difesa. È stato condannato per omicidio volontario, all’esito di tre gradi di giudizio, perché secondo la ricostruzione accertata dai giudici inseguì i rapinatori all’esterno del negozio e sparò quando erano già in fuga, a pericolo ormai cessato. La fattispecie contestata non è una legittima difesa mal calibrata: è un omicidio. Una modifica dell’articolo 52, per quanto ampia, non trasforma retroattivamente una condanna definitiva per omicidio volontario in un fatto non punibile, perché il perimetro giuridico accertato in sentenza resta un altro.
Per il caso concreto esiste una sola strada, ed è quella che la stessa maggioranza ha indicato: la domanda di grazia, depositata dalla famiglia e rimessa alla valutazione del Presidente della Repubblica. Della dimensione istituzionale della vicenda, e della battaglia sacrosanta contro i risarcimenti ai rapinatori, ci siamo già occupati in una analisi dedicata al caso Roggero.
La differenza tra difendersi e farsi giustizia da soli
Qui sta il punto politico vero, che nessuno a destra dovrebbe eludere. La legittima difesa è un’eccezione al monopolio statale della forza, non la sua abolizione. Lo Stato riconosce al cittadino il diritto di reagire quando lo Stato stesso non può arrivare in tempo: è una delega d’emergenza, circoscritta dal pericolo attuale. Nel momento in cui il pericolo cessa, la delega si esaurisce e la forza torna dove deve stare, nelle mani dello Stato.
Una norma che dichiara non punibile qualsiasi reazione, anche sproporzionata, anche a pericolo cessato, anche priva di natura difensiva, non rafforza il diritto a difendersi. Dissolve il confine tra difesa e rappresaglia privata. E la rappresaglia privata non è ordine: è la sua negazione. Chi crede nello Stato, nella sua autorità e nella sua funzione di garante della sicurezza non può accettare che la giustizia si eserciti nella pubblica via, caricatore alla mano. La sicurezza si costruisce con più Stato, non con meno: più presidio del territorio, più certezza della pena per chi rapina, più tutela per chi si difende davvero. Non con l’outsourcing della giustizia al singolo esasperato.
Difendere il principio per cui chi delinque non può pretendere risarcimenti da chi ha subito la rapina è una cosa. Consacrare per legge la vendetta è un’altra.
Le reazioni politiche: il gelo di Forza Italia e l’attacco di Conte
La geografia delle reazioni fotografa una maggioranza che si muove in ordine sparso. La Lega accelera, tra la raccolta di firme per la grazia arrivata a quota 120 mila e le visite di Salvini al carcere di Bollate. Forza Italia frena esplicitamente: “no fughe in avanti”, con un gelo registrato da tutti i retroscena. Fratelli d’Italia tiene la linea istituzionale: sostegno umano a Roggero, come espresso dalla stessa Giorgia Meloni, e rispetto della prerogativa del Quirinale sulla grazia.
All’opposizione, Giuseppe Conte ha attaccato frontalmente il testo, parlando di diritto alla vendetta e di cancellazione di un istituto che affonda le radici nel diritto romano. Sul merito dei tre requisiti soppressi, l’obiezione coglie un problema reale, che resta tale chiunque la sollevi.
La proposta di legge sulla legittima difesa firmata da Borghi vivrà ora il suo percorso parlamentare. Ma il dibattito che apre è più grande del caso da cui nasce: riguarda l’idea stessa di Stato che la destra di governo vuole incarnare. Uno Stato che protegge, o uno Stato che si ritira e lascia fare.
Fonti
- ANSA – Roggero: la Lega deposita la Pdl che estende i limiti della legittima difesa
- Sky TG24 – Caso Roggero, la Lega deposita proposta di legge che estende limiti della legittima difesa
- Adnkronos – Roggero, da Lega ddl per nuova legge su legittima difesa
- Il Fatto Quotidiano – Caso Roggero, Lega propone nuova legittima difesa: Conte “È diritto alla vendetta”
- Fanpage – Caso Roggero, cosa dice la legge sulla legittima difesa in Italia

