294 Visualizzazioni
Approfondimenti Politici

Morì con il crocifisso in mano tra i feriti. Firenze gli toglie la Medaglia d’Oro

AP

Padre Reginaldo Giuliani cadde a Passo Uarieu soccorrendo i moribondi sotto il fuoco nemico. Novant'anni dopo, il Consiglio comunale di Firenze vota per cancellare la dicitura "Medaglia d'Oro" dalla via che porta il suo nome. A giudicarlo, consigliere del PD che non hanno mai rischiato nulla.

Riassunto dell'articolo

L'8 aprile 2026 il Consiglio comunale di Firenze ha approvato una mozione PD per rimuovere la dicitura "Medaglia d'Oro" dalla targa di via Reginaldo Giuliani. Padre Giuliani, frate domenicano e cappellano militare, cadde a Passo Uarieu nel 1936 soccorrendo i feriti sotto il fuoco nemico. La medaglia, ancora registrata tra le onorificenze del Quirinale, gli fu conferita per eroismo personale. L'articolo critica l'operazione come un atto di cancel culture selettiva: una decisione presa da chi non ha mai rischiato nulla contro un uomo che diede tutto.

Un uomo che morì in piedi

Il 21 gennaio 1936, sull’altopiano etiopico di Passo Uarieu, Padre Reginaldo Giuliani — frate domenicano, cappellano militare, veterano della Grande Guerra e degli Arditi — si rifiutò di mettersi in salvo. A chi gli chiedeva di ritirarsi rispose che non avrebbe lasciato i suoi feriti e i suoi morti. Già colpito gravemente, continuò a trascinarsi tra i caduti per dare l’estrema unzione, stringendo in mano un piccolo crocifisso di legno. Morì così: in ginocchio tra i moribondi, sotto il fuoco nemico, con la croce alzata verso il cielo africano.
Per quel gesto gli fu conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria. Non per un’ideologia. Non per una tessera. Per il fatto oggettivo, documentato, che un uomo di Dio si gettò nel fuoco per non abbandonare chi stava morendo.

CREAZIONE SITI WEB
CREAZIONE SITI WEB

Chi giudica gli eroi senza averne il diritto

L’8 aprile 2026, il Consiglio comunale di Firenze ha approvato una mozione presentata dalle consigliere PD Alessandra Innocenti e Stefania Collesei per rimuovere la dicitura “Medaglia d’Oro” dalla targa di via Reginaldo Giuliani. La motivazione è un capolavoro di retorica burocratica: la menzione della decorazione costituirebbe una “celebrazione acritica” incompatibile con i principi della Repubblica.
Celebrazione acritica. Di un uomo morto dissanguato per soccorrere i feriti.
Il meccanismo è rivelatore: cambiare il nome della via avrebbe causato disagi a residenti e attività commerciali — troppo costoso, troppo complicato. Allora il PD ha scelto la scorciatoia: togliere solo due parole dalla targa. “Medaglia d’Oro”. Così, senza fatica e senza costi, la sinistra fiorentina può vantare un atto di “consapevolezza storica” che non cambia nulla nella vita della città, ma cancella qualcosa dalla sua memoria.

La cancel culture come vigliaccheria travestita da coscienza

Il presidente della Commissione Toponomastica, Andrea Ciulli, ha dichiarato che rimuovere la dicitura “non significa cancellare la storia, ma leggerla con maggiore consapevolezza.” È la formula liturgica della cancel culture italiana: non cancelliamo, reinterpretiamo. Non distruggiamo, contestualizziamo. Non siamo iconoclasti, siamo consapevoli.
Ma la realtà è più semplice e più meschina. Si tratta di consiglieri comunali che, dalla comodità climatizzata di Palazzo Vecchio, emettono sentenze postume su un uomo che novant’anni fa morì in un combattimento corpo a corpo nell’altopiano etiopico. Un sacerdote che, prima ancora dell’Etiopia, aveva servito come cappellano degli Arditi sul Carso e sul Piave. Che aveva respirato il gas delle trincee della Grande Guerra. Che aveva rischiato la vita decine di volte prima di perderla definitivamente.
Chi sono costoro per giudicare un uomo simile? Cosa hanno rischiato? Quale fuoco hanno attraversato? La medaglia che vogliono strappare dalla targa di una via non è un ornamento: è il riconoscimento dello Stato italiano — ancora oggi registrato tra le onorificenze del Quirinale — per un atto di eroismo personale. Un Consiglio comunale non ha l’autorità morale né giuridica per revocarla. Ha solo la presunzione di farlo.

Il doppio standard della memoria selettiva

La mozione precisa che le medaglie del Quartiere 5 legate alla Resistenza resteranno tutte intatte. Solo questa va rimossa. Solo quella legata a un cappellano caduto in Etiopia. La selezione è chirurgica e ideologica: esistono morti di serie A e morti di serie B. Eroi ammessi ed eroi da espellere dal pantheon repubblicano.
Come ha ricordato il capogruppo di Forza Italia Alberto Locchi: se la coerenza è il criterio, allora si abbatta lo Stadio Franchi, si ridisegni la Stazione di Santa Maria Novella, si mettano al bando i capi d’abbigliamento neri nell’area Unesco. L’assurdità della provocazione ne rivela il senso: la cancel culture non è coerente, è opportunista. Colpisce dove non costa nulla e dove non c’è nessuno a difendersi.
E Padre Giuliani, in effetti, non può più difendersi. Può solo restare lì dov’è caduto — a Passo Uarieu, nella polvere rossa dell’altopiano — con il suo crocifisso di legno stretto in mano, a giudicare in silenzio chi pretende di giudicarlo.

Il sacro, l’eroico e ciò che abbiamo perduto

In fondo, la vicenda di Padre Giuliani non riguarda solo la toponomastica fiorentina. Riguarda il rapporto che una civiltà intrattiene con il proprio passato e con la categoria stessa dell’eroismo. Una Nazione che non è più capace di onorare il sacrificio — anche quando quel sacrificio avviene dentro una cornice storica che non condivide più — è una Nazione che ha smesso di comprendere cosa significhi morire per qualcosa.
Padre Giuliani non morì per il fascismo. Morì perché un sacerdote non abbandona chi sta morendo. Morì per un principio che esisteva prima di qualsiasi regime e che sopravviverà a qualsiasi Consiglio comunale. Morì per qualcosa che le consigliere Innocenti e Collesei, nel loro piccolo mondo di mozioni e ordini del giorno, non potranno mai né cancellare né comprendere.

Fonti

Comune di Firenze – Comunicato stampa Gruppo PD, 8 aprile 2026
Comune di Firenze – Comunicato stampa Fratelli d’Italia, 9 aprile 2026
Comune di Firenze – Dichiarazione Commissione Toponomastica, 9 aprile 2026
Nove da Firenze – Rimozione della dicitura Medaglia d’Oro da via Reginaldo Giuliani
La Firenze che Vorrei – Il PD rimuove la Medaglia d’Oro da via Reginaldo Giuliani
Wikipedia – Reginaldo Giuliani
055 Firenze – Via Reginaldo Giuliani, ok alla mozione per rimuovere Medaglia d’Oro

Tag: , , , , , ,
Scritto da
AP
Sostieni il giornalismo indipendente
Il tuo contributo ci permette di continuare a informarti liberamente

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Per rimanere aggiornato/a iscriviti al nostro canale WhatsApp
Iscriviti al Canale