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Ostaggi Liberati Accusano Netanyahu: Critiche Aspre per la Gestione della Crisi con Hamas

6 Dic 2023 - Mondo

Ostaggi Liberati Accusano Netanyahu: Critiche Aspre per la Gestione della Crisi con Hamas

Il primo ministro Benyamin Netanyahu ha affrontato aspre critiche da parte degli ostaggi liberati e dai familiari di coloro che sono ancora detenuti da Hamas. La riunione, tenutasi a Herzliya, è stata segnata da momenti di alta tensione e emotività.

Contestazioni Dirette al Primo Ministro

Durante l’incontro, Yelena Troufanov, madre di Alexander Troufanov ancora sotto sequestro, ha espresso la sua frustrazione, affermando che il governo israeliano “non ha la minima idea di cosa stia facendo” a Gaza. Queste parole, riportate da Canale 12, riflettono il crescente malcontento tra i cittadini israeliani riguardo alla gestione della crisi da parte del governo.

Sharon Cunio, una donna liberata insieme alle sue figlie ma il cui marito è ancora a Gaza, ha criticato aspramente i ministri presenti: “Sostenete di avere informazioni di intelligence, ma il fatto è che siamo stati bombardati”. Ha poi aggiunto: “State mettendo la politica al di sopra degli ostaggi. Riportateli tutti a casa… Non aspettate un altro mese o un altro anno”.

Pressioni e Proteste Pubbliche

Le parole di Cunio rispecchiano il sentimento di molte persone che hanno partecipato alle proteste a Tel Aviv, chiedendo a Netanyahu di fare tutto il possibile per liberare gli ostaggi, anche attraverso nuovi accordi con Hamas. Le richieste di dimissioni del primo ministro sono diventate sempre più frequenti nelle manifestazioni pubbliche.

Situazione degli Ostaggi

La tregua di sette giorni, scaduta la settimana scorsa, ha permesso la liberazione di 81 israeliani, 23 cittadini thailandesi e un filippino. Tuttavia, si stima che a Gaza rimangano ancora 138 ostaggi, tra cui circa 20 donne.

Accuse di Crimini di Guerra

Un altro tema scottante affrontato nella riunione è stato quello degli stupri sistematici commessi da Hamas durante l’attacco del 7 ottobre, descritti come crimini di guerra secondo il diritto internazionale. Aviva Siegel, recentemente liberata, ha riferito ai ministri di abusi sessuali subiti dalle donne in ostaggio.

Netanyahu, in una conferenza stampa successiva all’incontro, ha condannato il silenzio dell’ONU e delle organizzazioni per i diritti umani su questi crimini, attribuendolo al fatto che le vittime sono donne ebree. Ha inoltre sottolineato la necessità di indagare a fondo su queste accuse.

Reazioni Internazionali

Catherine Russell, direttrice generale dell’UNICEF, ha espresso la sua condanna per la violenza di genere e tutte le forme di violenza contro donne e ragazze, sottolineando l’importanza di indagini approfondite.

Una recente inchiesta della BBC ha rivelato dettagli scioccanti sulle violenze sessuali, inclusi stupri di gruppo, commessi durante l’attacco al festival musicale Nova, dove sono morti circa 1200 civili.

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