Il termine No Tav terrorismo non è più uno slogan da tribuna politica: è ora un’ipotesi giudiziaria concreta al vaglio della Procura di Torino, a tre giorni dall’assalto ai cantieri della Torino-Lione che ha lasciato sul terreno oltre 140 feriti tra le forze dell’ordine.
Cosa ha deciso la Procura di Torino
La Procura, guidata da Giovanni Bombardieri, sta valutando di contestare l’aggravante della finalità di terrorismo accanto ai reati già iscritti di devastazione e saccheggio. Per due dei quattro ventenni tedeschi fermati in flagranza differita dopo l’attacco al cantiere di Chiomonte, i pm hanno già chiesto al gip la custodia cautelare in carcere. Altri due sono stati allontanati dal territorio con il divieto di reingresso per tre anni.
Circa 1.500 persone sono state identificate nei giorni successivi agli scontri, quasi tutte provenienti dal campeggio del festival Alta Felicità di Venaus, punto di partenza del corteo degenerato poi in guerriglia contro i cantieri di San Didero, Salbertrand, Chiomonte e Traduerivi.
Un milione di euro di danni e una rete internazionale
Il questore di Torino, Massimo Gambino, ha parlato apertamente di un tentativo di trasformare la Val di Susa in un “laboratorio europeo della guerriglia urbana”. Non è una definizione buttata lì per effetto: tra gli identificati compaiono militanti arrivati da Francia, Spagna e Gran Bretagna, oltre ai quattro tedeschi fermati. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi parla senza mezzi termini di un'”internazionale della violenza e del disordine”.
I danni stimati solo per il cantiere di Chiomonte sfiorano il milione di euro. L’autostrada A32 è rimasta chiusa tra Oulx e Susa Est, la linea ferroviaria sospesa tra Bussoleno e Borgone. Per giorni la Val di Susa è stata di fatto sottratta al controllo ordinario dello Stato.
Salvini: una legge sul terrorismo di piazza
Il vicepremier Matteo Salvini non usa giri di parole: “Quello in Val di Susa è un attacco di stampo terroristico allo Stato, pianificato per uccidere”. Il ministro delle Infrastrutture annuncia che la Lega sta portando avanti una proposta di legge per riconoscere il reato di terrorismo di piazza, chiedendo anche lo sgombero dei centri sociali che, a suo dire, fungono da “punto d’appoggio logistico” per queste violenze.
Salvini chiede inoltre una tutela legale rafforzata per le forze dell’ordine e una cauzione obbligatoria per chi organizza manifestazioni, da versare a copertura di eventuali danni. Una misura di responsabilizzazione elementare, che qualsiasi Nazione civile dovrebbe già prevedere.
Le ambiguità della sinistra
Mentre il centrodestra chiede fermezza e Giorgia Meloni, in visita ai cantieri devastati, parla di “violenza organizzata” da non tollerare, sul fronte opposto la reazione resta ondivaga. Il deputato di Avs Angelo Bonelli ha derubricato gli assalitori a “ragazzi vestiti di nero”, una definizione che ai sindacati di polizia è parsa quantomeno fuori luogo davanti a 143 agenti feriti. Il copione è lo stesso di un anno fa, solo aggravato: più feriti, più danni, più rivendicazioni orgogliose sui canali social del movimento.
Finché una parte del Parlamento continuerà a vedere ragazzi dove operano squadre organizzate, addestrate e capaci di muoversi con il volto coperto lanciando razzi contro gli agenti, quelle squadre sapranno di avere una copertura politica. E la prossima volta, avvertono gli stessi sindacati di polizia, il bilancio potrebbe non fermarsi ai feriti.
Fonti
Dire.it Quotidiano Nazionale Sky TG24 Il Tempo

