Il 10 marzo, su queste pagine, scrivevamo che le municipali francesi del 15 e 22 marzo 2026 non erano un test locale ma un’operazione strategica — 763 liste, 25.000 candidati, un’infrastruttura capillare costruita per blindare i parrainages presidenziali, formare un gruppo al Senato a settembre, e dimostrare capacità di governo locale. L’ipotesi era che il Rassemblement National stesse costruendo l’Eliseo comune per comune.
Il primo turno ha dato i numeri. E i numeri confermano l’ipotesi — ma con una sfumatura che merita di essere analizzata: il RN avanza ovunque, ma non sfonda. È una progressione metodica, non un’ondata. E questa è, paradossalmente, la notizia più significativa per chi vuole capire la traiettoria della destra francese verso il 2027.
I bastioni: la legittimazione del governo locale
Il primo dato da leggere è quello che i media francesi hanno rapidamente archiviato come “scontato”: la conferma dei bastioni. Ma non c’è nulla di scontato in un sindaco del Rassemblement National che viene rieletto al primo turno con maggioranza assoluta.
Louis Aliot a Perpignan — 50,61% — è il caso emblematico. Aliot era il primo sindaco RN di una grande città francese, eletto nel 2020 in una Perpignan stremata dalla disoccupazione e dall’insicurezza. Cinque anni dopo, viene riconfermato al primo turno con un margine che non ammette discussioni, avendo persino ottenuto il sostegno dell’ex sindaco di destra Jean-Marc Pujol. L’avversaria socialista si ferma al 16%. Il dato politico non è il 50%: è il fatto che un sindaco RN abbia governato una città di 120.000 abitanti per un mandato intero e sia stato premiato dagli elettori. Quando Aliot dice “questo risultato è la validazione del lavoro di risanamento che abbiamo compiuto”, non è retorica: è la demolizione dell’argomento che il RN non sappia governare.
Lo stesso schema si ripete a Hénin-Beaumont, dove Steeve Briois — vicepresidente del partito — viene rieletto con il 77,71%. A Fréjus, David Rachline con il 51,33%. A Beaucaire, Nelson Chaudon con quasi il 60%. A Hayange, in Mosella. A Bruay-la-Buissière, dove Ludovic Pajot raggiunge l’81,44%.
Il RN ha rivendicato ventiquattro comuni vinti al primo turno — contro undici nel 2020. È il doppio. Ma il dato più significativo è un altro: in testa in oltre sessanta comuni al primo turno, contro undici sei anni fa. È una moltiplicazione per sei dell’impronta territoriale. E la nuova conquista più simbolica è Cagnes-sur-Mer, nella Costa Azzurra, dove il giovane deputato ventinovenne Bryan Masson ha battuto il sindaco uscente.
Le tre battaglie del Sud: Toulon, Marsiglia, Nizza
Se i bastioni sono la conferma, le tre grandi città del Sud sono la sfida. Mai prima d’ora il RN si era trovato in posizione di conquista simultanea in tre centri urbani di questa dimensione.
Toulon è la città dove il RN ha le migliori possibilità. Laure Lavalette, deputata e volto mediatico del partito, ha ottenuto il 42,05% — dodici punti in più della sindaca uscente Josée Massi (29,54%). Il terzo classificato, il senatore LR Michel Bonnus (15,71%), si è ritirato a favore di Massi per formare un front anti-RN. La sinistra, eliminata al primo turno, ha chiesto ai propri elettori di votare contro Lavalette. Toulon è quindi un duello diretto tra il RN e un fronte repubblicano ricomposto: se Lavalette vince, sarà la più grande città mai governata dal Rassemblement National — la settima città di Francia, base navale storica, porto del Mediterraneo. Il RN aveva già governato Toulon tra il 1995 e il 2001, un mandato rimasto nella memoria collettiva come un disastro amministrativo. Vincere di nuovo significherebbe dimostrare che quel precedente è stato superato.
Nizza presenta una configurazione diversa. Qui non è formalmente il RN a presentarsi, ma Éric Ciotti — ex presidente dei Républicains, fondatore dell’UDR, alleato strutturale del Rassemblement National — che ha ottenuto il 43,43% contro il 30,92% del sindaco uscente Christian Estrosi (Horizons). Il duel è fratricida: Ciotti ed Estrosi sono entrambi ex pilastri di LR, ex alleati diventati nemici mortali. La candidata di sinistra Juliette Chesnel-Le Roux (11,93%) ha rifiutato l’appello di Estrosi a un front républicain — Nizza va quindi verso una triangulare dove Ciotti parte con dodici punti di vantaggio. Dato significativo: Bruno Retailleau, presidente di LR, ha rifiutato di sostenere Estrosi, lasciando “libertà di scelta” agli elettori. La destra tradizionale, a Nizza, non fa più argine contro il RN. Lo ignora.
Marsiglia è la battaglia più incerta e politicamente la più esplosiva. Il sindaco uscente socialista Benoît Payan (36,70%) è tallonato dal candidato RN Franck Allisio (35,02%) — meno di due punti di scarto. Sébastien Delogu di LFI (11,94%) si è ritirato dal secondo turno per fare barrage al RN, nonostante Payan avesse rifiutato qualsiasi fusione o alleanza con gli insoumis. A destra, Martine Vassal di LR (12,41%) resta in corsa — e Bardella ha chiesto a Retailleau di ottenere il suo ritiro per consolidare il voto anti-sinistra dietro Allisio. Se Marsiglia — seconda città di Francia, porto del Mediterraneo, cité phocéenne — passasse al RN, sarebbe un terremoto politico paragonabile alla conquista di Roma da parte della destra nel 2008. Il sindaco Payan lo sa: ha parlato esplicitamente di “resistere alla vague brune”.
Il front républicain: ultima diga o meccanismo in esaurimento?
La domanda centrale del secondo turno è se il “front républicain” — il meccanismo per cui tutti gli altri partiti si coalizzano per impedire la vittoria del RN — funziona ancora a livello municipale.
Le legislative del 2024 avevano dimostrato che il front républicain, quando attivato in modo sistematico, può bloccare il RN anche quando parte in vantaggio. Ma le municipali sono un contesto diverso: si vota per il sindaco, non per un deputato. L’elettore locale ragiona in termini di gestione concreta — sicurezza, servizi, decoro urbano — e il “barrage” ideologico pesa meno.
I segnali dal terreno sono contrastanti. A Toulon, il front si è formato: Bonnus (LR) si ritira per Massi, la sinistra chiede il barrage. A Marsiglia, Delogu si ritira ma Payan rifiuta la fusione con LFI, e Vassal (LR) resta in corsa — la quadrangulare che diventa triangulare non è necessariamente favorevole al sindaco uscente. A Nizza, il front non si forma affatto: la sinistra si mantiene, Retailleau si defila, Ciotti affronta una triangulare con dodici punti di vantaggio. A Nîmes, destra e centro hanno fuso le liste (cumulando il 35%) per superare Sanchez del RN (30,39%), ma la partita è apertissima. A Menton, Louis Sarkozy ha fuso la propria lista con quella dell’altro candidato di destra dichiarando che “Menton non vuole il Rassemblement National” — ma la deputata RN Alexandra Masson parte dal 36%.
Il pattern emergente è questo: il front républicain funziona ancora dove la destra tradizionale accetta di sacrificarsi, ma funziona sempre meno dove LR si rifiuta di scegliere tra il RN e i propri avversari. E questa ambiguità della destra tradizionale — né con il RN né contro — è il vero dato politico di queste municipali.
LFI: l’altro vincitore, l’altro problema
Il primo turno ha prodotto un secondo vincitore che complica ulteriormente il quadro: La France Insoumise. Il partito di Mélenchon si è qualificato al secondo turno in otto delle dieci più grandi città francesi. A Roubaix, David Guiraud è primo con il 46,5%. A Toulouse, François Piquemal sfiora il 27% e ha già siglato una fusione con il PS. A Lille, Lahouaria Addouche si piazza seconda con il 23,36%. A Parigi, Sophia Chikirou raggiunge il 13,7%.
Il dispiegamento è impressionante: 504 comuni con liste LFI, contro 75 nel 2020. È lo stesso tipo di radicamento capillare che il RN ha compiuto — con un’ideologia speculare. E qui sta il problema per il sistema politico francese: la polarizzazione municipale riproduce in piccolo la polarizzazione nazionale. Il centro si svuota, i due estremi si rafforzano, e i partiti storici — PS, LR, Renaissance — si ritrovano a dipendere dalle alleanze con chi li delegittima.
La questione delle fusioni PS-LFI è stata il dramma dell’entre-deux-tours. A Toulouse, Nantes, Strasburgo, Lyon, Limoges: ovunque il PS ha dovuto scegliere se accettare la mano tesa degli insoumis per salvarsi dal RN o dalla destra, sacrificando la propria identità politica. Olivier Faure, primo segretario socialista, ha dichiarato di “comprendere perfettamente” le scelte dei candidati locali che si alleano con LFI — mentre a livello nazionale il PS mantiene la rottura con Mélenchon.
Il 22 marzo: la domenica che racconta il 2027
Il secondo turno di domenica 22 marzo — lo stesso giorno del referendum italiano sulla giustizia — non deciderà solo chi governerà Toulon, Marsiglia e Nizza per i prossimi sei anni. Deciderà la narrazione con cui la Francia arriverà alla campagna presidenziale del 2027.
Se il RN conquista anche una sola grande città del Sud, il racconto cambia radicalmente. Non sarà più “il partito che vince le europee ma perde le municipali e le legislative”. Sarà il partito che governa — che ha dimostrato di saper amministrare a Perpignan, di saper vincere a Toulon, di saper minacciare Marsiglia. Jordan Bardella lo ha detto chiaramente domenica sera: “Il cambiamento comincia domenica prossima”. E ha teso la mano “alle liste di destra sincera” — un linguaggio che tradotto significa: LR è il nostro bacino di reclutamento, non il nostro avversario.
Come scrivevamo nel primo capitolo di questa serie, il RN non sta facendo campagna elettorale. Sta costruendo infrastruttura. I ventiquattro comuni vinti al primo turno sono altrettanti sindaci che potranno firmare i parrainages presidenziali. I consiglieri municipali eletti in centinaia di comuni sono i grandi elettori del Senato a settembre. L’eventuale conquista di Toulon o di un’altra grande città è la prova che il partito può governare. Ogni tassello è una tessera nella mosaico che porta all’Eliseo.
Il front républicain è l’ultima diga. Ma le dighe funzionano finché tutti accettano di contribuire a tenerle in piedi. E a Nizza, LR ha già scelto di non partecipare.
Fonti
Vert – Résultat des élections municipales 2026 : le RN se raccroche à ses espoirs à Nice, Toulon et Marseille (16 marzo 2026)
Public Sénat – Municipales 2026 : la montée notable du Rassemblement national dès le premier tour (16 marzo 2026)
Toute l’Europe – Élections municipales 2026 : ce qu’il faut retenir du premier tour (17 marzo 2026)
France Info – Résultats des municipales : configurations politiques après le premier tour (16 marzo 2026)
Europe 1 – Le RN consolide ses positions et rêve de prendre Toulon et Marseille (15 marzo 2026)
LCP – Le RN s’installe dans le paysage, 24 communes remportées dès le premier tour (16 marzo 2026)
France 24 – Municipales 2026 : les résultats du premier tour dans les principales villes (15 marzo 2026)
CNews – Municipales 2026 : quels sont les résultats des leaders du RN ? (16 marzo 2026)
Vert – Alliances, fusions, retraits : les négociations d’entre-deux-tours décisives (17 marzo 2026)
Politique Matin – Municipales 2026 : le jeu des alliances selon les régions (17 marzo 2026)
L-Post – France : alliances conclues et enjeux décisifs pour le second tour (17 marzo 2026)
Info du Jour – Après la secousse du premier tour, la fièvre des alliances (16 marzo 2026)

