L’appello di Merz agli elettori AfD è arrivato il 15 luglio, nella tradizionale conferenza stampa estiva alla Bundespressekonferenz di Berlino: «Guardate bene, non fatevi informare solo dalle attività social, ovunque abbiano luogo, ma guardate cosa il governo federale sta cercando di mettere in cantiere». Novanta minuti di domande, poche novità, e un cancelliere costretto a parlare soprattutto del partito che vorrebbe non nominare.
La scena merita di essere fissata. Il capo del governo tedesco, leader del partito che ha costruito il Brandmauer — il muro tagliafuoco che esclude Alternative für Deutschland da qualsiasi coalizione — dedica il passaggio politicamente più rilevante della sua conferenza stampa a corteggiare gli elettori di quel partito. Non a confutarne il programma. Non a rivendicare un’alternativa. A chiedere loro, semplicemente, di guardare meglio.
Cosa ha detto Merz nella conferenza stampa
Il quadro che il cancelliere ha offerto ai giornalisti della capitale è quello di un governo consapevole della propria debolezza. Merz ha ammesso che «le riforme richiedono più tempo del previsto» e che «c’è stata un’aspettativa nella popolazione che finora non abbiamo soddisfatto». Ha riconosciuto che la retromarcia sul freno al debito — difeso in campagna elettorale, smantellato subito dopo — ha pesato sulla sua credibilità personale.
Poi la frase chiave: «Abbiamo un mandato a tempo». Un’ammissione pronunciata guardando ai sondaggi che danno l’AfD stabilmente prima forza nazionale, attorno al 29 per cento, con la CDU-CSU staccata di diversi punti. La coalizione, ha spiegato, può compiere la propria missione solo se riconquista il consenso della maggioranza della popolazione. Da qui l’appello diretto agli elettori dell’AfD.
Elettori sì, funzionari no: la distinzione impossibile
Incalzato da un giornalista olandese su un presunto colloquio con Mathias Döpfner, amministratore delegato del gruppo Springer, avente per oggetto proprio l’AfD, Merz si è rifugiato nel silenzio: non confermo che il colloquio sia avvenuto, non ne commento i contenuti. Ha però aggiunto la formula che regge l’intera operazione: la sua posizione «non si rivolge contro l’elettorato, ma contro i funzionari dell’AfD».
È la distinzione su cui il cancelliere ha costruito la propria strategia per l’autunno. Gli elettori sono recuperabili, il partito no. I voti sono legittimi, chi li rappresenta è da isolare. Il problema è che questa distinzione non regge alla prova dei numeri: quando un elettore su quattro a livello federale — e due su cinque in alcuni Länder orientali — sceglie la stessa forza politica, quella forza non è più un’anomalia da contenere. È una rappresentanza. E dichiarare guerra ai rappresentanti mentre si corteggiano i rappresentati significa chiedere ai tedeschi di considerare sbagliata la propria scelta, ma comprensibile il proprio disagio. Gli elettorati, storicamente, non premiano chi li tratta da ingannati.
Verso la Sassonia-Anhalt: cosa succede a settembre
Il calendario spiega l’urgenza. Il 6 settembre si vota in Sassonia-Anhalt, dove l’AfD viaggia oltre il 40 per cento e — come documentato nella nostra analisi sul primo anno del governo Merz — potrebbe conquistare la maggioranza assoluta in un parlamento regionale. Due settimane dopo tocca a Berlino e al Meclemburgo-Pomerania Anteriore. Merz ha annunciato che farà campagna elettorale di persona in Sassonia-Anhalt e nel Meclemburgo, e alla domanda se in autunno la Germania avrà il primo ministro-presidente targato AfD ha risposto: «Presumo che riusciremo a impedire che questo caso si verifichi».
Presumo. Non è il lessico di chi guida, è il lessico di chi resiste. E la resistenza, finora, ha prodotto l’effetto opposto: come questo giornale ha ricostruito analizzando l’avanzata dell’AfD nei Länder occidentali, ogni strumento di contenimento — il cordone sanitario, la classificazione dei servizi interni poi bloccata dai tribunali, le campagne di delegittimazione — ha rafforzato il partito che avrebbe dovuto indebolire.
Il muro che chiede voti
C’è una coerenza involontaria nell’appello di Merz agli elettori AfD: è la certificazione, dalla voce più autorevole possibile, che quei voti sono il centro di gravità della politica tedesca. Il cancelliere non può governare senza riconquistarli, non può riconquistarli senza parlare il loro linguaggio, e non può parlare il loro linguaggio senza legittimare le ragioni che li hanno prodotti. Il Brandmauer voleva rendere l’AfD irrilevante. Tre anni dopo, costringe il cancelliere federale a rivolgersi in ginocchio al suo elettorato. Settembre dirà se «guardate bene» è bastato. I sondaggi suggeriscono che i tedeschi hanno già guardato — e hanno visto benissimo.
Fonti
Euronews — Merz an AfD-Wähler: “Schaut genau hin und nicht auf Social Media”
ZDFheute — Kanzler Merz gibt Sommer-Pk: Die Antworten im Liveblog
WEB.DE — Sommerpressekonferenz: Merz im Kreuzverhör der Presse
Reuters via Internazionale — Merz reaches out to AfD voters before pivotal German regional election

