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La Procura Generale Critica la Decisione del Giudice Apostolico sulla Disapplicazione del Decreto Cutro

31 Gen 2024 - Italia

La Procura Generale Critica la Decisione del Giudice Apostolico sulla Disapplicazione del Decreto Cutro

Il caso del giudice Iolanda Apostolico, che ha scosso il panorama giuridico nazionale e internazionale, si avvia verso la Cassazione. Al centro della controversia, la decisione presa dall’esponente togato del tribunale di Catania nell’ottobre scorso: la disapplicazione del “decreto Cutro” per un gruppo di richiedenti asilo dalla Tunisia, considerato un Paese sicuro. Questo atto ha portato alla sparizione dei migranti, ora irreperibili.

La Decisione di Apostolico: Errore Giuridico e Consequenze

La Procura generale ha etichettato come errore la disapplicazione del decreto da parte di Apostolico, sottolineando la legittimità delle procedure di trattenimento dei richiedenti asilo. Nonostante ciò, ha richiesto l’intervento della Corte di giustizia europea per valutare la conformità di una misura alternativa al trattenimento, ovvero il pagamento di una somma di circa 5mila euro, con la normativa comunitaria.

Dubbi e Polemiche: Il Ruolo Ideologico nella Decisione di Apostolico

Emergono dubbi sulle reali motivazioni dietro la scelta del giudice di Catania, con alcuni che ipotizzano un’influenza ideologica più che giuridica. Questi sospetti sono stati alimentati da video risalenti al 2018, in cui Apostolico appare in protesta contro le forze dell’ordine e l’allora ministro dell’Interno, Matteo Salvini, per lo sbarco dei migranti dalla nave Diciotti.

Il Caso Apostolico a Bruxelles: Illegittimità e Questioni Giuridiche

La questione è stata trasferita a Bruxelles, ma persiste il dubbio sull’illegittimità dell’azione di Apostolico. La Procura generale sostiene che la somma di 5mila euro come alternativa al trattenimento sia eccessiva e in contrasto con le norme comunitarie. La Corte di giustizia europea è chiamata a pronunciarsi su questo aspetto. Indipendentemente dal suo verdetto, rimane il fatto che il giudice non aveva il diritto di disapplicare il decreto Cutro, rafforzando l’idea di un’azione guidata da motivazioni ideologiche.

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