Un uomo di 84 anni è disperso nelle acque gelide del lago di Vico. Si chiama Luigi Cavallari, è il marito di Eugenia Roccella, e da sabato i soccorritori non smettono di cercarlo con sommozzatori, droni e robot sottomarini. Mentre accade tutto questo, una parte della rete ha deciso che era il momento giusto per gli insulti a Roccella: sarcasmo sui soccorsi, scherno, persino auguri di morte rivolti al governo.
Fermiamoci un attimo. Qui non c’è un avversario politico da contestare. C’è una famiglia nel momento peggiore della propria vita.
Davanti al dolore non ci sono bandiere
La cosa che dovrebbe farci riflettere è un’altra: la condanna dell’odio sui social non è arrivata da una parte sola. L’hanno espressa la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente del Senato Ignazio La Russa, ma anche esponenti delle opposizioni hanno mandato messaggi di vicinanza alla ministra.
Significa che la linea di separazione non passa tra destra e sinistra. Passa tra chi conserva un minimo di umanità e chi l’ha lasciata fuori dalla porta. Civiltà contro barbarie: è tutto qui.
Prima delle opinioni vengono le persone
Si può dissentire da Eugenia Roccella su tutto. Ma non sul diritto di una donna a vivere l’angoscia per il marito disperso senza essere derisa da una folla anonima dietro uno schermo.
Perché questo odio sia diventato possibile, e perché non basti indignarsi per fermarlo, lo abbiamo spiegato nel nostro approfondimento: Odio online contro Roccella, la barbarie che la rete non frena.
Prima delle opinioni vengono le persone. Vale per la ministra oggi. Varrà per chiunque domani.
Fonti
- ANSA — Proseguono le ricerche del marito della ministra Roccella disperso nel lago
- Adnkronos — Roccella, marito disperso: gli insulti sui social e l’intervento di Meloni
- Fanpage — Meloni difende Roccella, insultata dopo la scomparsa del marito

