La riforma approvata dal governo
Il 27 agosto 2025 il governo guidato da Friedrich Merz ha approvato una riforma epocale del servizio militare. Dopo anni di dibattito, Berlino ha scelto di puntare sul raddoppio delle forze armate, con un modello inizialmente basato sul volontariato ma pronto a trasformarsi in obbligo di leva qualora non venissero raggiunti gli obiettivi di reclutamento.
Dal 1º gennaio 2026 tutti i diciottenni tedeschi riceveranno un questionario per sondare interesse e idoneità al servizio. Per i maschi la compilazione sarà obbligatoria, per le donne facoltativa. Dal 1º luglio 2027 scatteranno visite mediche obbligatorie, segnale che la Germania si prepara di fatto a reintrodurre la coscrizione sospesa nel 2011 sotto il cancellierato di Angela Merkel.
Lo stato attuale della Bundeswehr
Ad oggi la Bundeswehr conta circa 182.000 militari effettivi e 49.000 riservisti. Una forza ridotta se confrontata con le ambizioni che la Germania dichiara di avere. Il ministro della Difesa Boris Pistorius ha fissato obiettivi ambiziosi: almeno 260.000 soldati attivi e 200.000 riservisti, per un totale di circa 460.000 unità.
Si tratta di un aumento enorme che richiederà un reclutamento graduale: 20.000 nuove leve già nel 2026, fino ad arrivare a quasi 40.000 all’anno entro il 2030. Una trasformazione che, nei piani di Berlino, dovrebbe garantire alla Germania il primato dell’esercito convenzionale più grande d’Europa sotto l’ombrello della NATO.
Il grande riarmo tedesco
La riforma si inserisce in un processo di lungo periodo: il cosiddetto Zeitenwende – la “svolta epocale” annunciata già nel 2022 da Olaf Scholz – che ha dato inizio a un riarmo senza precedenti nella Germania del dopoguerra.
Oltre al reclutamento di nuove reclute, Berlino ha varato un fondo straordinario da 100 miliardi di euro per l’ammodernamento delle forze armate. In programma ci sono nuovi sistemi missilistici, la modernizzazione della flotta aerea e il potenziamento delle capacità cyberdifensive. È stato inoltre istituito un Consiglio nazionale per la Sicurezza, volto a coordinare strategie di difesa, cybersecurity e resilienza contro il sabotaggio.
In parallelo, la campagna di arruolamento promette benefit concreti: stipendi a partire da 2.300 euro mensili, assistenza sanitaria gratuita, percorsi formativi e il conseguimento della patente di guida. Un pacchetto di incentivi pensato per rendere più appetibile la carriera militare ai giovani.
L’isteria anti-russa di Merz
Il messaggio politico di Friedrich Merz è netto: “La Russia è, e resterà per molto tempo, la più grande minaccia alla libertà, alla pace e alla stabilità in Europa”. Una dichiarazione che va oltre il mero linguaggio diplomatico e si configura come una presa di posizione ideologica.
L’immagine di una Germania che si arma fino ai denti perché spaventata da Mosca rischia di apparire più come una reazione isterica che come una lucida strategia geopolitica. La minaccia russa viene infatti agitata come spauracchio utile a giustificare spese militari colossali e a consolidare il ruolo tedesco nel sistema NATO.
È legittimo rafforzare la sicurezza nazionale, ma resta l’ambiguità di fondo: Berlino sembra aver scelto una strada che lega la propria politica di difesa quasi esclusivamente a un confronto con Mosca, dimenticando che la stabilità europea si costruisce anche con equilibrio diplomatico e capacità di dialogo.
Prospettive e rischi
Se approvata dal Bundestag, la riforma segnerà una svolta storica: la Germania tornerà a essere non solo il motore economico ma anche militare del continente. Tuttavia, il rischio è che il messaggio lanciato da Merz e Pistorius finisca per alimentare tensioni invece che raffreddarle.
La Bundeswehr avrà più uomini, più risorse e più mezzi. Ma resta da chiedersi se questo riarmo contribuirà davvero alla pace e alla sicurezza in Europa o se, al contrario, consoliderà quella logica di contrapposizione permanente che spinge i governi a correre agli armamenti. Una logica che, alla lunga, potrebbe rivelarsi il più grande pericolo per la stabilità del continente.

