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Italia

Di Battista è a Roma, ricoverato al Gemelli: cosa sappiamo davvero delle sue condizioni

Redazione - Il Politico

Dodici ore di volo a bassa quota, due scali, la testa fasciata. Sulla diagnosi ancora nessun bollettino ufficiale: tra i fatti accertati e le ipotesi dei neurologi.

Riassunto dell'articolo

Alessandro Di Battista è rientrato in Italia il 12 settembre 2026 con un'aeroambulanza da Cuba, dove era ricoverato dal 28 agosto dopo un grave malore e un intervento neurochirurgico d'urgenza. Atterrato a Ciampino, è stato ricoverato al Policlinico Gemelli. Il volo è avvenuto a bassa quota con scali a Nassau e in Lussemburgo per motivi clinici. Non esiste ancora una diagnosi ufficiale: l'ipotesi di emorragia subaracnoidea da aneurisma resta un'ipotesi di neurologi esterni. La convalescenza sospende di fatto il suo eventuale ruolo nella partita sul simbolo M5S in vista del 2027.

Alessandro Di Battista è tornato in Italia. L’aeroambulanza partita dall’Avana è atterrata a Ciampino sabato 12 settembre intorno alle 7.10, con quasi un’ora di anticipo sull’orario annunciato. Un’ambulanza lo ha portato subito al Policlinico Gemelli, dove è ricoverato. La domanda che tutti si fanno, come sta Di Battista, ha oggi una prima risposta parziale: è vigile, ha retto un viaggio lungo e delicato, ma sul quadro clinico manca ancora una comunicazione ufficiale.

CREAZIONE SITI WEB
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Come sta Di Battista dopo il volo da Cuba

Le persone che lo hanno accompagnato hanno descritto un paziente sveglio e in condizioni stabili per tutta la durata del trasferimento. Nelle immagini dell’arrivo si vede Di Battista accompagnato dai sanitari fuori dal velivolo, con la testa fasciata, segno evidente dell’intervento subito a Cuba.

Il rientro era stato preparato con cura. Il volo è durato circa dodici ore ed è stato compiuto a bassa quota, con due scali tecnici: il primo a Nassau, nelle Bahamas, il secondo in Lussemburgo. Una scelta imposta dalle sue condizioni, non dalla logistica.

Perché il volo a bassa quota

Dopo un intervento neurochirurgico, la pressurizzazione della cabina è un fattore di rischio. Volare più basso riduce gli sbalzi di pressione e le sollecitazioni sul sistema vascolare cerebrale. Gli scali servono allo stesso scopo: spezzare il viaggio e permettere controlli intermedi.

È anche il motivo per cui il primo tentativo di rientro, fissato per il 4 settembre, era saltato. Durante il trasferimento verso l’aeroporto le sue condizioni erano peggiorate e i medici cubani avevano deciso di operare subito, senza attendere l’Italia.

La cronologia: dal malore all’operazione

Tutto comincia il 28 agosto. Di Battista si trova nella zona di Santa Clara per girare un reportage sugli effetti dell’embargo. Accusa un mal di testa violentissimo, seguito da una perdita di coscienza. Viene portato all’ospedale più vicino e poi trasferito all’Hermanos Ameijeiras dell’Avana, la struttura più attrezzata dell’isola.

Nei giorni successivi arrivano a Cuba due medici del Gemelli, la compagna Sahra e alcuni amici, tra cui Luca Di Giuseppe, presidente dell’associazione Schierarsi, che ha gestito la comunicazione. I primi messaggi sono rassicuranti. Poi, la scorsa settimana, l’intervento d’urgenza e il passaggio in rianimazione. Solo negli ultimi giorni i medici hanno giudicato possibile il trasporto.

Cosa sappiamo e cosa non sappiamo sulla diagnosi

Qui serve rigore. Nessun bollettino medico ufficiale è stato reso pubblico, né dall’Avana né dal Gemelli. Non conosciamo la diagnosi, il tipo di intervento eseguito né la prognosi.

Le ipotesi circolate in questi giorni vengono da neurologi che non hanno visitato il paziente. Piero Barbanti, del San Raffaele di Roma, ha parlato di una possibile cefalea “a rombo di tuono”, un dolore che raggiunge la massima intensità in pochi secondi, la cui causa più frequente è un’emorragia subaracnoidea da rottura di aneurisma. Lo stesso Barbanti ha però precisato che si tratta di un ragionamento generale, non di una diagnosi riferita a Di Battista.

Sulla vicenda sono girate anche notizie non confermate e ricostruzioni sbagliate, come ha lamentato la stessa cerchia dell’ex deputato. La cosa giusta da fare è distinguere: i fatti accertati sono il malore, l’operazione, la rianimazione e il rientro. Il resto sono ipotesi.

Il ruolo della Farnesina

Il rientro è stato seguito dall’Unità di Crisi del ministero degli Esteri e dall’ambasciatrice a Cuba, Simona De Martino, ringraziata pubblicamente dall’entourage di Di Battista. Un dettaglio che merita di essere notato: le istituzioni italiane hanno fatto il loro dovere verso un cittadino, a prescindere dalle sue posizioni politiche, spesso molto dure proprio verso il governo.

Noi avevamo scritto, nei giorni del ricovero, che il caso Di Battista a Cuba meritava prima di tutto un augurio sincero, e che il silenzio mediatico su ogni domanda scomoda diceva molto del doppio standard con cui si trattano i malori dei politici all’estero. Quell’augurio lo rinnoviamo oggi.

Cosa cambia per il 2027

La convalescenza sarà lunga. Dopo un intervento neurochirurgico servono settimane di riabilitazione, e nessuno può dire oggi quando Di Battista tornerà a fare politica attiva.

Questo pesa su uno scenario che avevamo analizzato prima dell’estate: la causa sul simbolo del Movimento 5 Stelle e l’ipotesi di un nuovo M5S guidato da Grillo e Di Battista, capace di sottrarre voti al centrosinistra in vista delle politiche. Quella partita, per ora, è sospesa. Prima viene la salute.

Come sta Di Battista, in conclusione, lo sapremo davvero solo quando il Gemelli deciderà di comunicarlo. Fino ad allora, i fatti sono questi: è a Roma, è vigile, è nelle mani giuste.

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