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Europa

AfD, Weidel si rafforza ma vince l’ala radicale: cosa cambia nel partito che spaventa Berlino

Hans Keller

La doppia guida regge, ma i numeri e le nomine di Erfurt raccontano uno spostamento degli equilibri interni verso l'ala di Björn Höcke, a due mesi dalle regionali orientali.

Riassunto dell'articolo

Al diciassettesimo congresso federale dell'AfD, tenutosi a Erfurt il 4 e 5 luglio 2026, i copresidenti Alice Weidel e Tino Chrupalla sono stati riconfermati alla guida, ma con risultati divergenti: Weidel all'81,31 per cento, Chrupalla al 70,05, in netto calo rispetto all'82,7 del 2024. Le nomine nell'esecutivo federale hanno rafforzato l'ala turingia di Björn Höcke, con Stefan Möller eletto vicepresidente al 76,54 per cento. Il ridimensionamento di Chrupalla è ricondotto alla frattura interna sulla Russia, a una ritorsione legata al congresso del 2024 e alle sue critiche sul nepotismo. Il voto proietta il partito verso le regionali di settembre in Sassonia-Anhalt, Meclemburgo-Pomerania Anteriore e Berlino, e verso le federali del 2029.

Il congresso dell’AfD a Erfurt, diciassettesimo appuntamento federale del partito, si è chiuso con una riconferma solo in apparenza scontata. Alice Weidel e Tino Chrupalla restano alla guida, ma con due esiti opposti: lei consolidata all’81,31 per cento, lui sceso al 70,05, tredici punti in meno rispetto a due anni prima. Dietro l’immagine di unità esibita sul palco, le schede dei circa seicento delegati hanno certificato una gerarchia nuova. Per capire cosa è accaduto davvero nella capitale della Turingia occorre guardare oltre i due nomi in cima, dove la stampa generalista si è fermata, ed entrare nelle dinamiche interne di un partito che in Italia si conosce ancora poco.

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I numeri di Erfurt: Weidel sale, Chrupalla arretra

Nessuno dei due copresidenti aveva sfidanti: si sono proposti a vicenda, come vuole la prassi. Proprio per questo il dato pesa. In un voto senza contendenti, l’unico messaggio che i delegati possono mandare è la scheda contraria, e a Chrupalla ne è arrivata una valanga. Weidel migliora il proprio risultato di Essen 2024, passando dal 79,8 all’81,31 per cento. Chrupalla, che due anni fa aveva sfiorato l’83 e precedeva la collega, precipita al 70,05. È il divario, più dei valori assoluti, a raccontare la storia: per la prima volta la coppia si presenta all’opinione pubblica in modo squilibrato.

Che cos’è la doppia guida e perché conta

I delegati avrebbero potuto passare a una guida unica, prevista dallo statuto, e hanno invece confermato la Doppelspitze, la doppia presidenza di pari rango che accompagna l’AfD da anni. Non è un tecnicismo: la formula riflette la natura bicefala del partito. Da un lato un’anima occidentale, più borghese ed economico-liberale, forte nei Länder dell’antica Germania federale; dall’altro un’anima orientale, radicata nei territori dell’ex DDR, più identitaria e movimentista. Weidel viene dall’Ovest, dal Baden-Württemberg, ma governa il partito grazie a un patto con l’Est. Ecco perché la sua forza personale non va confusa con una linea moderata: la sua solidità nasce proprio dall’intesa con l’ala più radicale.

La linea turingia entra nel direttivo

La partita vera, a Erfurt, non erano i due vertici ma la composizione del Bundesvorstand, l’organo esecutivo federale che guida il partito tra un congresso e l’altro. E qui il segnale è inequivocabile. Stefan Möller, deputato turingio e amico personale di Höcke, è stato eletto vicepresidente con il 76,54 per cento, subentrando a Stephan Brandner; ha rivendicato apertamente quel legame, definendo Höcke suo compagno di strada. Un secondo vicepresidente, Sven Tritschler — renano-vestfalico, già guida dei giovani della Junge Alternative e uomo indicato da Weidel — è passato di strettissima misura, 50,7 per cento, contro l’uscente Kay Gottschalk. Terza vicepresidente la bavarese Katrin Ebner-Steiner. La somma di queste nomine dice una cosa sola: l’asse tra Weidel e la corrente turingia ha piazzato i propri fedelissimi nei posti che contano.

Chi è Höcke e cos’è la “linea turingia”

Per il lettore italiano vale la pena fermarsi sul nome. Björn Höcke guida la federazione della Turingia ed è la figura più discussa e più radicale dell’AfD. La sua rete interna, l’ex Flügel — “l’Ala” —, era una corrente organizzata sciolta formalmente nel 2020 sotto la pressione dei servizi interni, ma sopravvissuta come struttura informale di potere. Per anni si è raccontato il suo declino; Erfurt certifica invece il contrario, cioè il ritorno di quella rete al centro del partito. La stessa scelta della città, roccaforte di Höcke, è stata il messaggio politico più chiaro del fine settimana.

Perché Chrupalla è stato ridimensionato

Il crollo del copresidente non ha una sola causa, ma tre che si sommano. La prima è la frattura sulla politica estera: Chrupalla incarna l’anima orientale e filo-russa del partito, mentre Weidel guarda a una linea più vicina alla destra americana. Ogni crisi internazionale riapre questa faglia, e il copresidente ne paga il conto interno. La seconda è la ritorsione: nel campo di Weidel circola da tempo il sospetto che Chrupalla, al congresso di Essen del 2024, avesse alimentato una campagna di schede contrarie contro di lei, e il voto di Erfurt somiglia molto a una rivincita. La terza riguarda il nepotismo: nell’inverno scorso è emerso che diversi eletti dell’AfD avevano messo a libro paga parenti e coniugi di altri dirigenti; Chrupalla aveva criticato la pratica, e una parte dell’apparato non ha gradito la nota di biasimo.

Höcke, il vincitore che non si è candidato

Il paradosso di Erfurt è tutto qui: la vincitrice formale è Weidel, ma il beneficiario reale è un uomo che a nessuna carica federale si è presentato. Da padrone di casa, Höcke ha aperto i lavori con toni trionfali, adottando la formula di marca americana sul rendere di nuovo grande la Germania. Ha presentato — salvo poi ritirarla — una proposta per riscrivere la Unvereinbarkeitsliste, l’elenco delle organizzazioni incompatibili con l’iscrizione al partito; Weidel ha promesso una revisione entro un anno. Sullo sfondo, l’ipotesi che lo stesso Höcke lasci la presidenza della Turingia per concentrarsi sul gruppo regionale e ridisegnare il proprio ruolo. Comunque vada, il baricentro interno si è spostato nella sua direzione, non si è neutralizzato.

La cornice: proteste e polemiche sulla data

Fuori dal quartiere fieristico, tra le trenta e le cinquantamila persone — a seconda delle stime — hanno bloccato gli accessi, compresa l’autostrada A71. Il congresso è partito comunque in orario, perché oltre cinquecento delegati erano arrivati prima dell’alba; alcuni cronisti sono rimasti feriti negli scontri. Gli organizzatori delle manifestazioni hanno insistito sul valore simbolico della data, a cento anni da un raduno nazionalsocialista nella vicina Weimar; il partito ha replicato parlando di semplice coincidenza di calendario. Il dato politico, al netto della polemica, resta la distanza tra la mobilitazione di piazza e un consenso che nei sondaggi continua a crescere.

Verso il voto di settembre

Il congresso dell’AfD a Erfurt va letto in funzione dell’autunno. Il 6 settembre si vota in Sassonia-Anhalt, dove il partito è dato intorno al 41 per cento e punta a guidare per la prima volta il governo di un Land; il 20 seguono Meclemburgo-Pomerania Anteriore e Berlino. Sul piano federale l’AfD viaggia attorno al 28 per cento, davanti alla CDU di Friedrich Merz, ormai superata nelle rilevazioni nazionali. Un direttivo compatto e schierato attorno all’asse Weidel-Höcke è la condizione con cui il partito affronta questa tornata e, dietro di essa, l’orizzonte delle elezioni federali del 2029. Erfurt, insomma, non è stata la fotografia statica di una riconferma: è il primo tempo di una ricomposizione degli equilibri interni destinata a pesare ben oltre la Turingia.

Fonti

ZDF — AfD-Parteitag: Chrupalla und Weidel wiedergewählt
Der Tagesspiegel — Chrupalla mit 70 Prozent: die Analyse
AfD — Bundesparteitag wählt neuen Bundesvorstand
Wikipedia — Bundesparteitag der AfD 2026
Il Politico Web — Congresso AfD a Erfurt: chi è Höcke e la linea turingia
Il Politico Web — AfD oltre Weidel: programma, classe dirigente e la frattura che impedisce il governo

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