La SCO come piattaforma di potenza
Dal 31 agosto al 1 settembre, Tianjin ospita il 25° vertice della Shanghai Cooperation Organization (SCO), presieduto da Xi Jinping. Nata nel 2001 come forum regionale per la sicurezza, la SCO è diventata in pochi anni una piattaforma geopolitica che riunisce paesi con quasi la metà della popolazione mondiale. Non più solo un contenitore per questioni di confini e terrorismo, ma un vero e proprio blocco politico, economico e militare che, insieme ai BRICS, ambisce a ridefinire gli equilibri globali.
Dalla sicurezza alla sfida economica
La SCO, inizialmente pensata per coordinare gli sforzi nella lotta all’estremismo e nel controllo delle frontiere, si è trasformata in un motore di cooperazione a tutto campo (leggi l’articolo sulla nuova teoria della sicurezza cinese). Oggi i suoi membri – dalla Cina alla Russia, dall’India ai paesi centroasiatici, fino all’Iran – discutono di infrastrutture energetiche, commercio in valute locali e interconnessioni digitali. In questo summit, l’obiettivo dichiarato di Xi è proporre la SCO come “colonna portante di un ordine multipolare stabile”.
La convergenza con i BRICS
L’intreccio tra SCO e BRICS è sempre più evidente. Da un lato, la SCO offre l’architettura di sicurezza che garantisce stabilità regionale; dall’altro, i BRICS portano il peso economico e finanziario necessario a creare un mercato alternativo al dollaro. Già oggi, diversi membri sperimentano scambi commerciali in yuan, rubli e rupie, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dal sistema finanziario occidentale. Questo è il cuore della “via alternativa”: un mondo dove le regole non sono più scritte solo a Washington o a Bruxelles.
Modi, Xi e Putin: tre visioni che si incontrano
La visita di Narendra Modi in Cina, dopo sette anni, dà a questo vertice un forte valore simbolico. Per l’India, sottoposta alle pressioni delle tariffe americane, la SCO diventa un tavolo indispensabile per non restare schiacciata tra USA e Cina. – Xi Jinping utilizza la SCO per rafforzare l’immagine della Cina come centro di gravità del nuovo ordine internazionale. – Vladimir Putin, isolato dall’Occidente, trova nella SCO e nei BRICS la piattaforma ideale per riaffermare il peso russo, puntando a un’alleanza energetica e militare duratura. – Modi, pur prudente, si muove per garantire all’India un ruolo da ponte tra Oriente e Occidente, ma con la chiara consapevolezza che la SCO è il perno del futuro asiatico.
La SCO come contraltare alla NATO
Se la NATO resta lo strumento militare dell’establishment progressista occidentale, la SCO si propone come contraltare geopolitico: meno aggressiva sul piano ideologico, ma sempre più influente sul piano strategico. Non è un’alleanza militare rigida, ma un ombrello politico-diplomatico che permette ai membri di coordinarsi su sicurezza, difesa e lotta al terrorismo, mantenendo al contempo una visione pragmatica delle relazioni economiche.
Un messaggio chiaro al mondo
Il vertice di Tianjin manda un messaggio inequivocabile: l’era della supremazia unipolare è finita. Con la SCO e i BRICS, Cina, India e Russia disegnano la mappa di un mondo dove l’Occidente non è più il centro indiscusso del potere. Un mondo multipolare, costruito sulla cooperazione economica, l’autonomia strategica e la sovranità degli Stati.

