Una bambina di 11 anni uccisa in Francia da un uomo denunciato più volte e mai fermato. Un’ondata di panico per annunci ambigui su una piattaforma di compravendita. E oltre 51mila minori svaniti nel nulla dai centri di accoglienza del continente. Tre storie diverse, un’unica verità: i bambini scomparsi in Europa sono il termometro di una civiltà che ha smesso di difendere i più piccoli.
Il caso Lyhanna: lo Stato che archivia
Il 29 maggio Lyhanna, 11 anni, esce dalla scuola media di Fleurance, nel Gers, e non torna a casa. Il suo corpo viene ritrovato giorni dopo in un silo agricolo abbandonato vicino a Puycasquier. Il principale sospettato è un uomo di 41 anni, padre di un’amica della bambina, incriminato per sequestro e omicidio di minore.
Il punto che ha sconvolto la Francia non è solo l’orrore del delitto. È che quell’uomo era conosciuto. Denunce e segnalazioni per violenze sessuali si erano accumulate per anni sulle scrivanie delle procure, senza che nessuno lo fermasse. Emmanuel Macron ha parlato di «inaccettabile disfunzione» della giustizia. Il Ministero ha ammesso un «fallimento globale». Il governo ha annunciato la revisione di 70mila denunce archiviate.
Settantamila fascicoli chiusi da riaprire: questo numero, da solo, racconta un sistema che ha scelto di non guardare. La Francia dispone di appena 3 pubblici ministeri ogni 100mila abitanti, contro una media europea di 12,2. Uno Stato che spende miliardi in apparati e conferenze, ma non trova i magistrati per leggere le denunce di stupro su minori.
Vinted e il panico: quando la fiducia crolla
È in questo clima che esplode il caso Vinted. Peluche in vendita a migliaia di euro, descrizioni che indicano età, altezza, peso e colore degli occhi. Sui social milioni di persone hanno tratto la stessa conclusione: dietro quegli annunci si venderebbero bambini.
I fatti, ad oggi, dicono altro. La Procura di Nanterre ha aperto un’indagine preliminare, affidata all’ufficio specializzato per i reati sui minori, e verifiche sono in corso anche in Germania e in Austria. Ma nessun inquirente ha confermato l’esistenza di una rete di tratta. Molti annunci si sono rivelati provocazioni: dietro uno dei più celebri c’era un liceale di 17 anni che voleva farsi beffe dei pedofili. La piattaforma nega ogni collegamento e collabora con le autorità.
Sarebbe facile liquidare tutto come psicosi collettiva. Sarebbe anche sbagliato. Perché un popolo che vede mostri ovunque è un popolo che ha smesso di fidarsi delle proprie istituzioni. E dopo il caso Lyhanna, dopo settantamila denunce archiviate, chi può dargli torto? Il panico su Vinted non dimostra la tratta: dimostra che i cittadini non credono più che lo Stato vigili al posto loro. È il sintomo, non la malattia.
I numeri veri: 51mila bambini svaniti
La malattia esiste, ed ha cifre precise. Secondo le stime dell’UE, ogni anno nel continente scompaiono oltre 250mila bambini. E l’inchiesta del consorzio giornalistico Lost in Europe, premiata dal Parlamento europeo, ha documentato che tra il 2021 e il 2023 almeno 51.439 minori stranieri non accompagnati sono svaniti dai centri di accoglienza di 30 Stati europei. Cinquanta al giorno. L’Italia è prima in questa classifica, con quasi 23mila allontanamenti in tre anni.
Questi ragazzi arrivano soprattutto da Afghanistan, Siria, Tunisia, Egitto e Marocco. Alcuni fuggono per raggiungere parenti altrove. Molti altri finiscono nelle mani della criminalità: sfruttamento sessuale, lavoro nero, spaccio. La garante nazionale per l’Infanzia ha raccontato di centri per ragazze minorenni da cui ogni notte sparivano una o due giovani, con automobili appostate all’esterno.
Ecco la tratta vera. Non un peluche a 20mila euro su un’applicazione, ma decine di migliaia di adolescenti reali che nessuno cerca, perché non hanno famiglia, non hanno voce e non fanno notizia.
Le frontiere aperte sono la porta della tratta
Qui il discorso diventa politico, e va fatto senza ipocrisie. Un sistema migratorio fuori controllo è il primo alleato dei trafficanti. Ogni sbarco non governato, ogni identificazione mancata, ogni minore registrato e poi perso di vista è materia prima per le reti criminali. Chi difende il modello delle porte spalancate in nome dei diritti consegna di fatto i più deboli a chi li compra e li vende.
Bruxelles produce regolamenti, patti e commissioni, ma non riesce nemmeno a contare i bambini che perde: alla richiesta di dati di Lost in Europe, Stati di primaria importanza non hanno saputo o voluto rispondere. Un’Unione che pretende di normare ogni dettaglio della vita dei suoi cittadini e non sa dire dove siano finiti 51mila minori ha rinunciato alla sua prima funzione: proteggere.
Una civiltà si giudica da come difende i piccoli
Il filo che lega Fleurance, gli annunci virali e i centri di accoglienza è uno solo: l’Occidente ricco ha smantellato le difese naturali dell’infanzia. Ha dissolto le comunità dove ogni adulto vigilava sui figli di tutti, ha ridotto la famiglia a un contratto tra individui, ha sostituito il controllo sociale con la burocrazia. E la burocrazia archivia.
I bambini scomparsi in Europa non sono un fatto di cronaca: sono il giudizio della storia su un modello di società. Una Nazione degna di questo nome mette i suoi figli prima di ogni altra cosa: prima dei bilanci, prima delle convenienze diplomatiche, prima delle ideologie. Tutto il resto, dai tribunali senza magistrati alle frontiere senza controllo, è la deriva di un mondo che ha scelto di non essere più padre.
Fonti
- AGI – Caso Lyhanna, l’orrore della bimba uccisa diventa caso di Stato
- Avvenire – La Francia travolta dalla rabbia dopo l’omicidio di Lyhanna
- Euronews – Vinted: accuse virali di traffico di minori, cosa c’è di vero?
- Facta – Il panico morale sul presunto traffico di bambini su Vinted
- ANSA – 51mila minori stranieri scomparsi in Europa in tre anni
- Parlamento europeo – Premio Daphne Caruana Galizia all’inchiesta Lost in Europe

